LO SPETTACOLO DI UN CLOWN

Barack Obama reagisce per la prima volta al video razzista diffuso dal presidente Donald Trump che lo ritraeva, insieme a Michelle Obama, con sembianze da scimmie.  Senza citare il suo successore per nome, l’ex presidente degli Stati Uniti in una intervista al giornalista Brian Tyler Cohen ha definito l’episodio “profondamente preoccupante”, parlando di un clima pubblico degradato e di una progressiva perdita di decoro istituzionale: “Uno spettacolo da clown”.

Il filmato, pubblicato la settimana scorsa su Truth Social, generato con l’Intelligenza Artificiale rilanciava false teorie complottiste sulle elezioni presidenziali del 2020. Non si limitava ad attaccare i democratici, ma li rappresentava come animali, includendo gli Obama in una raffigurazione che rilanciava un vecchio cliché discriminatorio. Le reazioni non si sono fatte attendere: esponenti di entrambi i partiti hanno espresso critiche, mentre la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, in un primo momento aveva liquidato l’indignazione come esagerata. Con il crescere della pressione mediatica e politica, il contenuto è stato poi rimosso. Successivamente l’amministrazione ha attribuito la responsabilità dell’accaduto a un membro anonimo dello staff. Trump, tuttavia, ha escluso qualsiasi passo indietro, si è rifiutato di scusarsi sostenendo di “non aver commesso errori.”

Obama ha scelto un registro formale, evitando l’attacco personale concentrandosi sul clima culturale. Ha parlato di una sorta di “spettacolo da clown” che domina social media e televisione, sottolineando come sia venuto meno quel senso di rispetto verso le istituzioni che in passato era considerato imprescindibile.

Nell’intervista ha osservato: “Prima di tutto, penso sia importante riconoscere che la maggioranza degli americani trova questo comportamento profondamente preoccupante. É vero che attira attenzione. È vero che è una distrazione, ma mentre viaggio per il paese, mentre tu viaggi per il paese, incontri persone, che credono ancora nella decenza, nella cortesia, nella gentilezza.” Un richiamo implicito a quella cultura civica che, secondo l’ex presidente, resta maggioritaria nella Nazione.

“Molti si sono chiesti come mai Obama abbia atteso una settimana prima di intervenire – ha scritto Zoe Andreoli su The Voice of New York – la scelta appare coerente con la linea che lui e la moglie Michelle  hanno adottato negli anni: evitare reazioni impulsive che possano amplificare provocazioni mediatiche. Nel 2016, durante la campagna presidenziale, Michelle pronunciò la frase divenuta simbolo della loro postura pubblica: “Quando loro scendono in basso, noi andiamo in alto.” Un principio che privilegia il mantenimento di standard morali elevati anche in presenza di attacchi personali. Aspettare, in questo caso, ha significato non alimentare immediatamente la viralità del contenuto, lasciando che la condanna politica maturasse autonomamente prima di intervenire con una valutazione istituzionale”.

 

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