VA’ DOVE TI PORTA VANNACCI

di Piero Di Antonio

A Susanna Tamaro il generale Roberto Vannacci non dispiace. In una intervista al Foglio, la scrittrice – che non molto tempo fa aveva dichiarato, molto dispiaciuta, di essere stata perseguitata per il suo successo – ha sorpreso tutti. L’autrice di Va’ dove ti porta il cuore non solo rigetta le etichette che vengono affibbiate al fondatore di Futuro Nazionale, ma dice e ci illumina sul fatto di averne compreso la forza politica: il richiamo al buonsenso.

Tamaro denuncia un crimine: oggi è stato ucciso il buonsenso (da chi non si sa, ndr): “Il consenso del generale nasce da una semplice ragione: le persone lo votano perché hanno innato il buonsenso. Credo che Vannacci esprima posizioni che riguardano la realtà del Paese. Lo votano le famiglie, le persone semplici, gli ultimi che sfuggono alle affabulazioni”. Inoltre, prende le distanze dalle demonizzazioni: “Ammetto di non averci mai pensato. Ma certo non lo considero una feccia. Non ne faccio una caricatura. Penso, anzi, che avrà sempre più seguito. Vannacci interpreta bene il sentimento di paura e fragilità dei nostri tempi” e affronta temi che molti cittadini sentono vicini. Tra questi il gender, sul quale usa parole durissime: “Manipolare i bambini sull’argomento è un crimine”. Non manca una riflessione sull’accusa di fascismo rivolta al generale. “Viviamo in uno stato ipnotico. Dinanzi a noi è un pendolo che oscilla: fascismo-antifascismo.

Infine: “I processi migratori sono sempre esistiti e non si possono frenare, ma devono essere regolamentati”. Infine, una stoccata alla sinistra: “Sono convinta che sia la parte più conservatrice del Paese”.

NOTA di Piero Di Antonio — Alcuni anni fa, i Pooh si vantarono in una intervista di aver avuto successo nonostante non fossero mai stati invitati alle feste dell’Unità. Premessa: nessuno aveva chiesto alla band un parere su questo inesistente ostracismo. In pratica se la sono suonata e se la sono cantata. Certi divi, per enfatizzare la portata del loro successo, ricorrono spesso a frasi ad effetto in nome di una presunta distanza dalla politica. In realtà sono da considerare come manifestazioni di un pensiero politico tenuto ben nascosto. Se una parte della pubblica opinione non gradisce o è indifferente alla loro arte si sentono perseguitati, non vengono capiti. Talmente narcisisti che non pensano mai che come ci sono folle adoranti, ce ne sono altrettante che restano indifferenti.

La signora Tamaro, che vive quasi da eremita e che dice di non vedere mai i talk show, oggi ci fa sapere attraverso un giornale di essere attratta dalla politica del generale. “Votare Vannacci? E perché no?”. A questo punto alla signora che si sente perseguitata per il suo indubbio successo editoriale (arieccoci) vanno fatte notare alcune cose che nell’accudire i suoi animali le saranno di certo sfuggite.  Chi, di grazia, avrebbe bruciato i suoi libri, peraltro, a giudizio confutabile di chi scrive, abbastanza modesti? Chi avrebbe impedito che fossero esposti nelle librerie? Non le viene in mente un motivo un po’ più terra terra? ovvero, che a non tutti piace ciò che agli altri appare un capolavoro. Bene aver venduto milioni di copie, ma definire persecutori chi non le ha comprate o che ha avanzato delle critiche (altro cosa sono gli insulti e le volgarità tipiche della feccia di destra) proprio non va. Le critiche e i distinguo ci saranno sempre, ma da qui a teorizzare un complotto ordito dalle forze oscure della sinistra mondiale ce ne corre.

Un ultimo aspetto – qui si arriva a una polemica falsa e antipatica – è il continuo riferimento alla famiglia. Famiglia di qua, famiglia di là, bambini di qua e bambini di là. Nella sinistra, anche quella degli odiati radical-chic, si fanno figli e ci si sposa, si studia e si lavora per mantenere un livello di vita dignitoso, e si fanno sacrifici per l’istruzione, la sanità, il lavoro. Pensate, amano anche la campagna e curare gli animali. Ogni tanto, la sinistra, si guarda intorno e tenta di fare qualcosa per gli altri. Non guardando i talk-show, la signora Tamaro critica anche la signora Lilli Gruber che conduce una trasmissione di successo. Che cosa le avrà mai fatto?

Pur vivendo in una fattoria con asini, pecore, cani e galline, la perseguitata di successo abbandona l’aplomb tutto natura e uccellini, e indica la vera nemica d’Italia che il generale combatte con coraggio nel nome, udite-udite, del buonsenso: la sinistra. Ed è proprio lì che la signora voleva andare a parare. E’ la parte più conservatrice del Paese, dice. Non dice che Vannacci è razzista, omofobo, un neofascista e fa di tutti gli omicidi un fascio, anche quelli contro le donne che osano ribellarsi agli uomini che non devono chiedere mai. No, Vannacci è un generale di buonsenso, e a un tale personaggio, fidatevi, possiamo consegnare le chiavi del governo. Per molti invece il buonsenso non è altro che la forma presentabile del conformismo, il male di cui soffrono anche persone che dovrebbero soffermarsi a osservare il mondo e la realtà, non fidandosi solo dei messaggi e delle sensazioni che arrivano dal cuore o ispirarti da messaggi semplici e di facile presa.

E che dire delle famiglie che sfuggono alle affabulazioni? Possiamo informare la vittima della sordida persecuzione che in Italia si è insediata una classe di governo che si ostina a non aumentare i bassi salari di milioni di lavoratori e lavoratrici (con famiglia), di migliaia di medici e infermieri (con famiglia), di madri e padri che non possono permettersi l’asilo per i figli, di famiglie che devono rinunciare alle cure, che non riescono a pagare l’affitto per i figli che frequentano l’università, che non riescono a trovare un lavoro decente… che vengono scavalcati da coloro che si dicono attaccati alla famiglia, ma che è comunque la giri sempre la loro. Anzi per ora si limita a comprare tante armi per la prossima guerra.

A questo punto l’invito è di smetterla con il vittimismo: fascia gli occhi e dà il via libera a qualsiasi nonsense. Qual è la sensazione suscitata da quell’intervista? Che certe ammissioni e certe parole mettono i brividi. Non si può pensare che un giorno potremmo ritrovarci con un generale condottiero e una scrittrice di successo che comincia ad apprezzarlo.

 

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