EMILIA / Scuole medie aperte di pomeriggio: parte la sperimentazione

La Regione Emilia Romagna ha approvato un piano per contrastare la dispersione scolastica e rafforzare l’inclusione territoriale, specialmente nella fase pre-adolescenziale dei ragazzi. L’iniziativa, che prevede uno stanziamento di 4,5 milioni di euro, punta a trasformare le scuole, pubbliche e private, in presìdi permanenti di socializzazione e orientamento.

A partire da settembre, quindi, scatterà la sperimentazione che estende l’apertura degli istituti oltre l’orario curricolare. Le attività previste si concentreranno nelle scuole secondarie di primo grado (le scuole medie) e si rivolgeranno a studenti dell’età di mezzo (da 10 a 13 anni) particolarmente vulnerabili dal punto di vista educativo e sociale, e alle famiglie, con l’obiettivo di offrire nuove occasioni di aggregazione, accompagnamento e orientamento. La scadenza per presentare domanda è stata fissata all’8 ottobre 2025, entro le ore 12.  Due le linee operative indicate nel bando della Regione:

1) attività extrascolastiche anche nei mesi estivi nei plessi scolastici, finanziate con 2 milioni di euro, rivolte alla realizzazione di laboratori sportivi, culturali ed educativi nel pomeriggio. Le scuole, anche in partenariato con associazioni, cooperative o enti locali, potranno proporre progetti che trasformino gli edifici in luoghi di incontro, relazione e partecipazione;

2) presìdi territoriali per l’orientamento scolastico e formativo, sostenuti da 2,5 milioni di euro, pensati come spazi di ascolto, consulenza e accompagnamento per studenti dagli 11 ai 19 anni. Ogni provincia avrà un presidio stabile, gestito dagli enti locali, in raccordo con scuole, enti di formazione, università e servizi per l’impiego.

“L’educazione non può limitarsi all’orario scolastico  – ha dichiarato Isabella Conti, assessora regionale al Welfare e alla Scuola – ma deve diventare un’infrastruttura sociale, capace di offrire ai ragazzi spazi e occasioni per crescere, scoprire sé stessi, relazionarsi con gli altri. Aprire le scuole significa moltiplicare opportunità, non solo organizzare orari diversi.” La misura punta a coinvolgere direttamente gli enti territoriali e del Terzo settore per consolidare una rete educativa stabile, capace di intercettare situazioni di fragilità e di accompagnare i percorsi di crescita anche nei momenti di incertezza.

“Il rafforzamento dei servizi di orientamento” – ha aggiunto Conti – rappresenta un passo fondamentale per aiutare i giovani a compiere scelte formative solide, informate e coerenti. Per questo investiamo in presìdi stabili e accessibili, integrati con le realtà educative esistenti.” I progetti selezionati prenderanno il via nei mesi successivi all’approvazione, con il contributo attivo di scuole, enti di formazione, amministrazioni locali e soggetti del Terzo settore.

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