Vittoria per i residenti del centro storico di Ferrara sulla scelta di Piazza Ariostea come sede per i concerti del Ferrara Summer Festival. Nell’udienza cautelare di ieri, 8 luglio 2026 , il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Emilia Romagna (Sezione Prima) ha accolto l’istanza di sospensiva presentata dai cittadini, introducendo prescrizioni e riduzioni dell’orario degli eventi in programma per questa edizione del festival che sabato 11 luglio vedrà uno dei momenti più reclamizzati: il concerto di Marilyn Manson.

 Gli avvocati Francesco Vinci e Alessandra Palma si dicono soddisfatti della pronuncia del Tar che mette a nudo l’illegittimità della gestione amministrativa. “È emerso in modo evidente – scrivono i due legali – come il regolamento comunale preveda limiti acustici e temporali  arbitrari e difformi da quelli regionali. Limiti fortemente diversi da quelli previsti dalla Giunta Regionale: il numero dei giorni di deroga ammessi per ciascun sito risultano aumentati, nel regolamento comunale, dai tre a venti e la durata è prevista fino alle ore 24 e per un monte ore complessivo giornaliero di tredici ore per ciascun evento, contro le quattro previste dalla delibera della Regione”. Il TAR ha censurato la totale assenza di motivazione da parte del Comune sia nell’esercizio di tale potere regolamentare, sia nelle ulteriori deroghe concesse per il festival, che consentivano picchi intollerabili fino a 80 e 95 decibel.

Il successo dell’azione legale non si limita alle prescrizioni per il 2026, ma segna una svolta definitiva per il futuro della città. Nel corso del giudizio è infatti emerso che, proprio grazie alla pressione del ricorso, l’edizione del 2027 del Summer Festival non si terrà più in Piazza Ariostea. Agli atti è stata infatti prodotta la direttiva ufficiale firmata dal Sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, inviata al direttore generale, Sandro Mazzatorta: “Collocazione nuova edizione Summer Festival 2027”.  Nella nota si legge: “La prego di costituire entro il mese di luglio un gruppo di lavoro interassessorile, supportato dai dirigenti di riferimento, al fine di individuare la possibile nuova collocazione dell’edizione 2027 del Summer Festival.”

“Siamo pienamente soddisfatti dell’ordinanza del TAR e della decisione, seppur tardiva, dell’Amministrazione Comunale di fare marcia indietro per il 2027. Resta l’amaro in bocca per il fatto che i ricorrenti dovranno sopportare, per l’ultima volta, ancora 8 concerti. Disagi che non si sarebbero mai dovuti verificare se il Comune avesse adeguato il proprio regolamento, ormai obsoleto, alla delibera della Giunta Regionale. Il TAR ha ristabilito un principio di legalità e di tutela della salute e del riposo che le istituzioni locali avevano ignorato.”

La tutela dei diritti dei cittadini prosegue ora anche in sede penale. Nei giorni scorsi sono state integrate le denunce-querele già presentate ed è stato depositato un nuovo esposto alla Procura della Repubblica. Con questo atto, i residenti chiedono all’autorità giudiziaria di verificare tutti gli aspetti relativi all’organizzazione del Summer Festival, accendendo un faro, in particolare, sui rapporti intercorrenti tra le società private coinvolte e tra queste ultime e il Comune di Ferrara.

NOTA (La Bastiglia Web).  Il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, in un post sui social si è affrettato a fornire  un’interpretazione molto personale e fuori contesto della batosta legale che la sua amministrazione ha subito con la pronuncia del Tar. Dice, e lo dimostra con una foto, che “Non ce l’hanno fatta a fermare il Festiva. The show must go on”. A molti sembra, invece, che Fabbri faccia buon viso a cattivo gioco. Tralascia un fatto di grande rilievo: i giudici hanno introdotto prescrizioni e riduzioni d’orario del festival. A tutto ciò va aggiunto lo smacco subito con lo sfratto da Piazza Ariostea per il 2027 conquistato  grazie alle pressioni di un gruppo di residenti che hanno avuto il coraggio di andare contro, a proprie spese, un’amministrazione che si è distinta per arroganza e chiusura al dialogo.

La pronuncia del Tar è una bacchettata dolorosa per l’amministrazione di Ferrara che si ostina a presentare l’azione dei residenti di Piazza Ariostea come la volontà di fermare la manifestazione, anziché la legittima e fondata richiesta di spostarla in un’area più consona. Non vale neanche il paragone che spesso si fa con Reggio Emilia e Modena. Le due città sorelle hanno individuato e realizzato spazi ideali, e con servizi all’altezza per i concerti e gli spettacoli: possono accogliere decine e decine di migliaia di spettatori. 

Ma la vicenda non si è esaurita con il Tar. Una grossa nube aleggia, infatti, sull’amministrazione comunale. Nei giorni scorsi – come informano i legali dei residenti – sono state integrate le denunce-querele già presentate ed è stato depositato un nuovo esposto alla Procura della Repubblica. I cittadini chiedono all’autorità giudiziaria di verificare tutti gli aspetti relativi all’organizzazione del Summer Festival, accendendo un faro, in particolare, sui rapporti intercorrenti tra le società private coinvolte e tra queste ultime e il Comune di Ferrara.

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