ISTAT / Si vive meglio. Tasti dolenti: povertà e diseguaglianze di genere

Un Paese pieno di contraddizioni dove crescono l’occupazione e il reddito medio, e con la speranza di vita tornata ai livelli pre-Covid, ma con quasi il 10% della popolazione in povertà assoluta e con forti ritardi rispetto all’Europa su istruzione e Neet (giovani che non lavorano e non studiano).

E’ quanto segnala l’11esimo rapporto Bes dell’Istat (Benessero equo e sostenibile). È un’Italia che con fatica sta uscendo dalla crisi economica collettiva innescata dall’inflazione, lavorando di più e recuperando un po’ di fiducia nel futuro, quella fotografata dallo studio sullo stile di vita degli italiani, declinato in 12 ambiti e realizzato incrociando 152 indicatori.

Un 2023 positivo: poco più della metà degli parametri confrontabili con quelli dell’anno precedente sono in miglioramento, il 17,8% è stabile e un altro 28,7 è in peggioramento. Si discostano da questo quadro generale i domini Ambiente, insieme alle problematiche del clima, e Sicurezza con un peggioramento della percezione della criminalità. Anche rispetto all’epoca pre-Covid la tendenza generale è quella di un miglioramento complessivo.

L’Italia non tiene il confronto invece con l’Europa con i parametri principali in calo, soprattutto quando si parla di giovani. Restano ben evidenti i due grandi elementi di diseguaglianza: quello geografico e quello di genere che disegnano un Paese a velocità, ricchezza e benessere differenti. L’istruzione separa la popolazione in due parti e non solo per quanto riguarda lavoro e reddito, ma anche salute e partecipazione sia sociale che culturale.

SALUTE

La speranza di vita è di 83,1 anni in netto aumento rispetto agli 82,3 dell’anno precedente e al di sopra della media Ue che è ferma a 80,6 anni. Gli uomini con 81,1 anni di vita media sono già tornati allo stesso livello del 2019 mentre per le donne il dato di 85,2 anni è ancora un soffio al di sotto di quello pre-pandemico. Dal 2020 si assiste a un preoccupante peggioramento del benessere psicologico tra i più giovani, in particolare le ragazze.

ISTRUZIONE

In miglioramento gli indicatori degli asilo nido e materne. Meno roseo il quadro per i più grandi: i ragazzi di terza media con competenze insufficienti in matematica sono il 44,2% (con picchi superiori al 60% in Sicilia e Calabria), percentuale che scende al 38,5% per le competenze in italiano. Il 10,5% dei giovani tra i 18 e i 24 anni ha solo un diploma di terza media. Un lieve calo anche per i Neet che sono il 16,1% dei totale dei giovani tra i 15 e i 29 anni, erano il 19% nel 2022. In aumento di contro il numero di laureati, sono il 30,6% dei giovani under 34, con le donne che fanno da traino

LAVORO

L’occupazione continua la sua fase espansiva con 400mila occupati in più in un anno e un tasso del 66,3%. Si riduce sia il lavoro a termine sia il part-time involontario (che coinvolge il 9,7% dei lavoratori) mentre restano invariate le difficoltà per le donne con figli piccoli a conciliare lavoro e vita famigliare. Più della metà degli occupati (il 51,7%) si dichiara soddisfatto del suo lavoro.

BENESSERE ECONOMICO

Il reddito medio delle famiglie cresce dell’1% in termini reali ed è pari a quasi 34mila euro, migliora l’indice di diseguaglianza mentre rimane stabile rispetto ai tre anni  16,5%). La povertà assoluta invece rispetto al periodo pre-Covid fa registrare una crescita dell’incidenza individuale a causa della forte accelerazione dell’inflazione che ha colpito in particolar modo le famiglie meno abbienti. Quando si parla di benessere soggettivo, vale a dire la soddisfazione personale, si assiste a una divergenza di percezione tra gli uomini (il 48,7% è molto soddisfatto tra i giovanissimi il 59,4%) e le donne (rispettivamente il 44,8% e il 51,9%).

SICUREZZA

Si tratta uno dei tasti dolenti con un aumento dei reati predatori: furti in abitazione, borseggi e rapine. Cresce soprattutto la percezione dell’insicurezza: il 23,3% delle famiglie afferma di vivere in un quartiere a rischio criminalità. In aumento gli omicidi, 332 nel 2022 ultimo dato disponibile, anche se su questo parametro l’Italia è ben al di sotto della media europea. I femminicidi (128) sono stati compiuti nell’84,9% dei casi da una persona conosciuta, spesso il partner, percentuale che scende al 28,1% per gli omicidi degli uomini.

AMBIENTE

Il peggioramento riguarda soprattutto i cambiamenti climatici con 42 giorni di caldo intenso (36 in più rispetto alla media del periodo 1981-2010). In aumento le emissioni di anidride carbonica e la concentrazione di polveri sottili ma anche il numero di giorni non piovosi. Crolla il consumo di energia elettrica da fonti rinnovabili (il 30,7% rispetto al 35,1% del 2021), la rete idrica continua a essere inefficiente con le perdite in fase di distribuzione che rappresentano il 42,4%. Dato positivo invece per i rifiuti, in riduzione a 482 chili per abitante.

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