Con 32 sì, 14 no e 5 astenuti il consiglio regionale del Veneto ha approvato la legge regionale sul fine vita. Ogni consigliere ha votato per appello nominale con dichiarazione del proprio voto. La comunicazione dell’esito è stata appena data dal presidente dell’emiciclo di palazzo Ferro Fini, Luca Zaia, favorevole al provvedimento. Il provvedimento che definisce “procedure e tempi per l’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito” vede il Veneto come quarta regione italiana ad approvarlo, la prima guidata dal centrodestra. Le altre, Sardegna, Toscana ed Emilia-Romagna, sono tutte governate dal centrosinistra.

“Oggi è una giornata importante per il Veneto. L’approvazione della legge sul fine vita è un atto di responsabilità del Consiglio regionale. È stata una discussione lunga, complessa e profonda, che ha coinvolto le coscienze prima ancora delle appartenenze politiche. Sono orgoglioso di un Consiglio regionale che ha scelto di non voltarsi dall’altra parte e di dare una risposta concreta a persone che vivono condizioni di sofferenza estrema”: Luca Zaia, presidente del Consiglio Regionale commenta sui social l’esito della lunga sessione di lavori che ha portato all’approvazione della legge sul fine-vita.

“Voglio ringraziare tutti i consiglieri, sia chi ha votato a favore sia chi ha espresso posizioni diverse. Oltre dieci ore di dibattito, dopo mesi di studio e confronto, dimostrano che anche sui temi più delicati la politica può discutere con serietà e rispetto. Questa legge- prosegue Zaia- è per i pazienti e per le loro famiglie, ma anche per i medici e gli operatori sanitari, che ogni giorno si confrontano con situazioni umane e professionali difficilissime. Da oggi avranno un quadro più chiaro e uno strumento in più per affrontarle”.

“Lo abbiamo detto fin dall’inizio: questa legge non introduce il fine vita e non crea un nuovo diritto. Il perimetro è stato tracciato dalla Corte costituzionale. Il Veneto ha scelto di fare la propria parte, nell’ambito delle proprie competenze, organizzando e rendendo più chiare le procedure. È questo il compito della buona politica: ascoltare una domanda che arriva dai cittadini, confrontarsi nel merito e trasformarla in una risposta concreta. Il Veneto ha dimostrato che anche sulle questioni più profonde e divisive si può discutere senza rinunciare alle proprie convinzioni, ma mettendo al centro le persone”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui