A gennaio 2026, secondo le stime preliminari diffuse dall’Istat, i prezzi al consumo si accrescono dell’1,0% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, tornando a un livello appena superiore a quello registrato a ottobre 2024 (+0,9%).
Sulla crescita dei prezzi al consumo pesa principalmente l’andamento dei prezzi degli Alimentari non lavorati (+2,5%) e lavorati (+2,2%), dei Servizi relativi all’abitazione (+4,4%), dei Tabacchi (+3,3%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+3,0%).
“L’inflazione annua in calo da +1,2 di dicembre a +1% è solo una magra consolazione, per non dire un’illusione ottica, dato che quello che conta è il fatto che l’inflazione mensile raddoppia, passando da +0,2 di dicembre a +0,4%. Per non parlare dei prodotti alimentari e delle bevande analcoliche che su base congiunturale decollano, passando dal +01% di dicembre a +1% di gennaio, 10 volte tanto, un balzo astronomico a dir poco allarmante e una stangata per le famiglie” afferma, commentando i dati Istat sull’inflazione”, commenta Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “L’inflazione all’1%, se per una coppia con due figli significa un aumento complessivo del costo della vita pari a 371 euro su base annua, per i soli Prodotti alimentari e le bevande analcoliche la stangata è pari a 241 euro, mentre per il carrello della spesa è di 253 euro. Per una coppia con un figlio, la spesa aggiuntiva annua totale è pari a 317 euro, ma 211 euro sono soltanto per cibo e bevande, 223 per il carrello. In media, per una famiglia mangiare e bere costa 166 euro in più, le spese del carrello salgono di 175 euro”.
