Nel suo delirio di onnipotenza e ormai senza freni, Trump sferra un attacco al vetriolo e senza precedenti al Papa, il quale, da parte sua, abbandonando i toni ecumenici, gli risponde a tono: “Non sono un fan di Papa Leone – aveva scritto il presidente sul suo social Truth – è un debole. Se io non fossi alla Casa Bianca, lui non sarebbe in Vaticano”. Il tutto mentre uno squilibrato presidente degli Stati Uniti posta sul suo social Truth (per poi cancellarla), un’immagine (sotto) creata con l’Intelligenza Artificiale che lo raffigura come Gesù Cristo che sana i malati e salva i morenti. Un salto nella gerarchia cristiana rispetto alla recente immagine che lo ritraeva con i paramenti papali. O forse solo un un aggravarsi del suo stato mentale.

LE FRASI DI TRUMP
Leone XVI, a capo di una comunità di 1,4 miliardi di credenti un tutto il mondo, non si è fatto intimidire dalle affermazioni del presidente Usa, precedute nei giorni scorsi dalle intimidazioni rivolte sempre al pontefice da alti esponenti del Pentagono, e ha replicato a distanza durante il volo che lo stava portando in Algeria: “Non ho paura dell’amministrazione Trump. Io parlo del Vangelo. Non sono un politico. Non ho intenzione di fare un dibattito con lui” rimarca il Pontefice. Il messaggio è sempre lo stesso: la pace. E lo dico per tutti i leader del mondo. Cerchiamo di finire questa guerra. Non penso – ha aggiunto – che il messaggio del Vangelo debba essere abusato come alcuni stanno facendo”.
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Si apre quindi una nuova, ampia frattura tra la Casa Bianca e il Vaticano, due istituzioni a capo delle quali ci sono due statunitensi: nel caso della prima, come è ovvio; nel caso della seconda, per la prima volta. Una rottura che segna un livello di gravità senza precedenti nei rapporti tra Stati Uniti e Santa Sede, proprio con il primo Pontefice americano della Storia della Chiesa cattolica.
Trump accusa Leone XIV di aver tradito gli interessi nazionali e di essersi piegato alle logiche della “sinistra radicale”. Lo scontro covava sotto la cenere delle divergenze sulle guerre, che già avevano portato nei giorni scorsi alla convocazione al Pentagono del Nunzio apostolico, di fatto l’Ambasciatore vaticano negli Stati Uniti. La polemica esplode in queste ore con le parole del presidente sul suo social, ribadite poi ai cronisti appena sbarcato dall’Air Force One di ritorno a Washington.
Leone XIV aveva di recente condannato il “delirio di onnipotenza” che alimenta il conflitto, chiedendo l’interruzione delle ostilità proprio mentre erano in corso, in Pakistan, i delicati colloqui di pace tra gli inviati americani e iraniani. Prima ancora, aveva definito “inaccettabile” la minaccia di Trump di “cancellare” in una notte l’intera civiltà iraniana.
La reazione da Washington è stata molto stizzita. Il registro di Trump è quello suo consueto: “Non voglio un Papa – aggiunto – che trovi accettabile che l’Iran possieda l’arma nucleare o che critichi il presidente americano mentre sta portando la criminalità ai minimi storici”. La polemica di Trump investe vari fronti, dalla politica estera a quella migratoria alla gestione della sicurezza interna. Il presidente accusa il Papa, tra le altre cose, di aver criticato l’intervento americano in Venezuela, il sanguinoso rapimento del presidente Nicolas Maduro. Un altro fattore di irritazione: gli incontri del Papa con figure storiche della sinistra democratica americana, come David Axelrod: definito da Trump “un PERDENTE della sinistra”. E poi: “Non voglio un Papa che critica il presidente degli Stati Uniti perché fa quello per cui è stato eletto A VALANGA” scrive il capo della Casa Bianca.
L’arcivescovo Paul S. Coakley, presidente della Conferenza episcopale statunitense, in una dichiarazione all’agenzia Reuters, si dice sconfortato dall’attacco di Trump al Papa. “Sono affranto per il fatto che il presidente abbia scelto di scrivere parole ’ denigratorie sul Santo Padre. Papa Leone non è il suo rivale; non è un politico. È il Vicario di Cristo che parla dalla verità del Vangelo e per la cura delle anime”.
