Tommaso Cerno, direttore del Giornale, e Massimo Giletti, conduttore della trasmissione Rai “Lo Stato delle cose”, contro Sigfrido Ranucci. L’accusa rivolta da ieri sera da Giletti al conduttore di Report è di averlo inserito in una lobby gay di Destra. Ma Ranucci non ci sta e replica parlando di manipolazione delle chat e del fatto che sia Giletti, sia Cerno sono amici al servizio di Marco Mancini, l’agente segreto del caso Abu Omar oltre che del dossieraggio Telecom-Pirelli. Lo 007 che si incontrò in un auogrill con Matteo Renzi. La replica di Ranucci parla anche di pubblicazioni da parte di Cerno sul Giornale di chat non autentiche e della cancellazione del nome di Mancini. Accuse gravi.
“Ieri sera Giletti ha riproposto le chat tra me e Maria Rosaria Boccia. Dopo che gli avevo spiegato il senso delle mie chat, ha comunque deciso che l’ho accusato di fare parte di una lobby gay. Questo è falso, ma se ci tiene tanto a riconoscersi nella lobby gay è un problema suo, non mio”. Lo scrive sui social il conduttore di ‘Report’ Sigfrido Ranucci.
2) Dalle chat di Giletti si evince, come avevo anticipato, che Cerno aveva omesso il nome di Marco Mancini, lo 007 protagonista dell’incontro con Matteo Renzi all’autogrill. (Nella foto)
3) Sia Giletti che Cerno sorvolano sulla figura di Mancini che invece è chiave nella chat, come è chiave la vicenda dell’incontro all’autogrill tra Renzi e Mancini.
5) La stessa operazione l’ha fatta Giletti, che ha sponsorizzato la teoria del complotto dei servizi e del Segreto di Stato smentite con sentenza definitiva dalla Procura e dal Tribunale di Roma, che ha dato ragione a Report. Giletti ha spacciato per un’inchiesta sua, le carte degli avvocati di Mancini. Prova è che, raccontando le vicende dell’autogrill, ha commesso gli stessi errori dei legali: ha sbagliato nella ricostruzione della vicenda, il casello dell’autogrill e il dpcm in vigore quel 23 dicembre del 2020. Giletti è stato tanato in quest’operazione non da un giornale comunista, ma da un giornalista d’inchiesta, ruvido, ma bravo come Giacomo Amadori de La Verità.
6) Dispiace se ho deluso umanamente Giletti, del resto chi più di me ha provato il suo stesso stato d’animo quando ha cercato di rivelare la nostra fonte, cercando di deleggittimarla. Si tratta dell”insegnante di sostegno che aveva scattato le immagini di Renzi e Mancini. Giletti si è recato con una telecamera nascosta davanti alla scuola dove la nostra fonte accompagnava le figlie, e ha rivelato la città dove viveva.
7) Ultimo, ma non per importanza, Giletti non ha fornito il contesto in cui ho parlato di Cerno come legato alla lobby gay. Il direttore allora del Tempo, oggi de il Giornale, ed editorialista della Rai. Si era lasciato andare in un editoriale all’Aria che Tira, il cui tenore era stato poi riproposto e sintetizzato in un tweet. Difficile trovare un condensato di volgarità e misoginia. Enzo Biagi, Sergio Zavoli, Andrea Barbato solo per citarne alcuni si rivolgevano nella tomba”.

