Maher Tarabish era l’unico a prendersi cura del figlio disabile Wael, affetto da una rara patologia che lo aveva immobilizzato a letto, quando è stato fermato dagli agenti dell’ Ice durante un controllo di routine all’immigrazione a Dallas, in Usa. Quello che sembrava un contrattempo burocratico che poteva risolversi presto, in realtà si è rivelato per lui l’inizio di un doloroso calvario.

Detenuto in un centro per migranti in attesa di chiarire la sua posizione, il 62enne non ha potuto assistere più il figlio, che nel frattempo è deceduto per le conseguenze della malattia, e non ha potuto essere nemmeno ai funerali per salutarlo per l’ultima volta prima che venisse seppellito. E’ una nuova crudele storia che arriva dall’America di Trump e dei suoi sgherri.

PROTESTA CONTRO L’ICE: I LOCALI DI NEW YORK CHIUDONO

Le operazioni dell’ICE continuano a tenere sul chi va là tutte le principali città statunitensi, con migliaia di attivisti che nella giornata di oggi manifesteranno il loro dissenso nei confronti dell’agenzia federale in tutto il Paese. I partecipanti allo sciopero si impegneranno a boicottare il lavoro, la scuola e le attività commerciali, per fare pressione sul governo federale affinché metta fine ai raid degli agenti e riduca i suoi finanziamenti. Le proteste arrivano dopo le enormi tensioni delle ultime settimane, contraddistinte dalle uccisioni di Renee Good ed Alex Pretti a Minneapolis, da parte delle forze federali. Tra le città che aderiranno alle manifestazioni di venerdì vi sarà anche New York. Molti proprietari di ristoranti, bar e caffetterie del posto hanno scelto di chiudere le loro attività in segno di solidarietà nei confronti degli attivisti.

“Crediamo di dover interrompere il ‘business as usual’ e il commercio locale per incidere sul cambiamento e contribuire a richiamare l’attenzione sulla violenza e l’ingiustizia causate dall’ICE e dal nostro governo federale”, ha detto Emily Schum, proprietaria di una caffetteria a Williamsburg. Anche lo chef Evan Hanczor chiuderà il suo ristorante Little Egg tra Crown e Prospect Heights. “Anche le considerazioni finanziarie legate alla chiusura di un piccolo ristorante indipendente sono significative”, afferma. “Perderemo soldi che difficilmente possiamo permetterci di perdere”. Daryl Nuhn, proprietaria del bar e wine bar Prima di Clinton Hill, ha invece definito la partecipazione allo sciopero generale “una decisione difficile e facile allo stesso tempo”, in quanto comporterà delle perdite”.

Alcuni ristoranti e attività commerciali di New York resteranno aperti, (scrive The Voice of New York)  contribuendo in altri modi. Il wine bar Whoopsie Daisy e l’enoteca Fiasco di Crown Heights, ad esempio, apriranno i loro spazi gratuitamente a chiunque voglia “riunirsi se necessario, organizzarsi e resistere”. Chi desidera acquistare bevande e cibo è incoraggiato a pagare in contanti con uno sconto del 10%. Il ristorante Gator di Greenpoint donerà gli incassi tutte le bevande vendute durante la giornata all’organizzazione no-profit New York Immigrant Family Unity Project che si occupa di servizi legali. Anche il Frog Wine Bar donerà “una grossa parte dei profitti” derivanti dalle vendite di giovedì 29 gennaio, all’American Civil Liberties Union e all’Immigrant Defense Project. La caffetteria Archestratus di Greenpoint, organizzerà infine una vendita di dolci denominati “Crush ICE”. “Come cuochi e fornai, il nostro istinto ci spinge a nutrire, nutrire e proteggere”, ha detto la proprietaria, Paige Lipari. “In questo negozio abbiamo visto più volte che non siamo soli, non siamo indifesi e che quando ci uniamo, siamo più forti”.

 

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