La QS World University Rankings 2026, che offre un quadro aggiornato sulle migliori università d’Europa, ha analizzato 958 atenei di 42 Paesi europei, prestando particolare attenzione alla qualità della ricerca, alla reputazione accademica e all’occupabilità dei laureati. L’Italia presenta un quadro complesso che indica un aumento delle università presenti nella classifica ma con una preoccupante perdita di terreno dalle posizioni di vertice. Molto preoccupante un dato riferito all’ultimo decennio: l’Italia ha perso quasi centomila laureati tra i 25 e i 35 anni, una inarrestabile perdita di talenti senza eguali in Europa. Inoltre, soltanto un’università, La Sapienza di Roma, entra nei cinquanta posti della classifica dell’occupabilità. Numeri che sembrano sfuggire ai responsabili dei vari governi che si sono succedti dal 2015 a oggi e che danno l’idea del declino del nostro Paese.
Il Politecnico di Milano resta l’università italiana con il punteggio più alto, ma scende al 45esimo posto europeo, perdendo sette posizioni. Subito dopo si colloca l’Università di Bologna, che esce dalla top 50 e scivola dal 48esimo al 59esimo posto. La Sapienza di Roma arretra dal 66esimo al 77esimo posto, mentre l’Università di Padova passa dall’87esimo al 92esimo posto. Tra le università che migliorano, spiccano Catania, che sale di 56 posizioni al 301esimo posto, e Genova, che avanza di 20 posizioni fino al 204esimo posto.
Nonostante la forte produzione scientifica, il sistema italiano mostra criticità strutturali. “L’Italia è tra i maggiori esportatori di studenti in Europa, secondo lo scambio studentesco in uscita, con più università nella top 5 e nella top 50 di questo indicatore rispetto a qualsiasi altro Paese. Nel frattempo, nessuna università italiana compare nella top 100 per la proporzione di docenti e studenti internazionali, a dimostrazione di un sistema che invia i talenti all’estero con più successo di quanto ne attiri“, ha spiegato Nunzio Quacquarelli, fondatore e presidente di Qs.
Nell’ultimo decennio l’Italia ha perso quasi 100mila laureati tra i 25 e i 35 anni. Una tendenza che, secondo il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta, unita al calo dei tassi di natalità, potrebbe rappresentare una minaccia diretta alla produttività e alla crescita. Anche l’occupabilità rimane un punto debole: solo La Sapienza figura tra le prime 50 università europee per risultati occupazionali. Per l’Italia, quindi, la vera sfida consiste nel trasformare il successo accademico in posti di lavoro, innovazione e fidelizzazione dei talenti.
Le migliori università italiane
- Politecnico di Milano (45esimo in Europa);
- Università di Bologna (59esima);
- Università La Sapienza di Roma (77esima);
- Università di Padova (92esima);
- Università Statale di Milano (114esima);
- Politecnico di Torino (118esimo);
- Università Cattolica del Sacro Cuore (136esima);
- Università di Pisa (141esima);
- Università Tor Vergata di Roma (150esima);
- Università Federico II di Napoli (153esima);
- Università di Torino (155esima);
- Università di Firenze (158esima);
- Università di Trento (174esima);
- Università di Pavia (178esima);
- Università di Genova e Università di Milano-Bicocca (204esime);
- Università Ca’ Foscari di Venezia (211esima);
- Università di Siena (262esima).
Le migliori università europee
- University of Oxford (Regno Unito);
- ETH Zurich (Svizzera);
- Imperial College London e UCL (Regno Unito);
- University of Cambridge (Regno Unito);
- The University of Edinburgh (Regno Unito);
- King’s College London (Regno Unito);
- Université PSL (Francia);
- The University of Manchester (Regno Unito);
- EPFL -École polytechnique fédérale de Lausanne (Svizzera);
- Delft University of Technology (Paesi Bassi).
