All’Huffington Post Italia si cambia. Va via il direttore Mattia Feltri (foto) e il Gruppo Gedi (che è dentro Antenna Group del greco Theodore Kyriakou) cerca un nome giovane, “con approccio innovativo e visione prospettica”. Un direttore che rilanci la testata, in particolare nel settore della Politica e la riporti a ridosso dei principali concorrenti, Fanpage e Il Post prima di tutto. Meglio se donna, vista anche la debole presenza femminile alla guida dei principali media italiani. Nomi che circolano al momento (ma possono aggiungersene altri): Annalisa Cuzzocrea, firma di Repubblica, Marianna Aprile, conduttrice di In Onda (La7), Luca Telese, conduttore di In Onda, direttore del Centro di Pescara, Stefano Feltri, già Direttore di Domani, oggi titolare della news letter Appunti (non parente di Vittorio né di Mattia) e in buona posizione Francesco Cancellato, che dal maggio 2021 dirige Fanpage. Ma sono possibili anche altre candidature.

Antenna Group ha acquisito Huffington Italia da John Elkann assieme a Repubblica e alle radio Capital, Deejay e m2o. La testata online nasce nel 2005 negli Stati Uniti come aggregatore di blog di firme importanti. Ha un enorme successo e si espande nel mondo. La versione italiana arriva nel settembre 2012, edita dal Gruppo L’Espresso, poi diventato Gedi. Direttrice è Lucia Annunziata. 

Dall’aprile 2020 Annunziata è sostituita da Mattia Feltri, figlio di Vittorio ed editorialista di successo su La Stampa. Con Feltri Huffington diviene meno presente nel dibattito politico italiano e in ogni caso la sua direzione soffre per la decisione di alzare il paywall per i pezzi a pagamento (gennaio 2022), mentre i concorrenti continuano ad offrire la lettura gratuita. Anche la recente uscita di Alessandro De Angelis, andato a fare il vicedirettore de La Stampa, ha indebolito la capacità di analisi.

Feltri ha da poco ricevuto un’offerta dal Gruppo Del Vecchio, che edita Qn, Resto del Carlino, Nazione e Giorno, in particolare dal nuovo direttore editoriale Mario Orfeo, ex di Repubblica. Gedi non ha rilanciato e Feltri ha accettato di diventare editorialista e tornare a scrivere la sua seguita rubrica Buongiorno sui giornali di quel gruppo. Il divorzio è quindi consensuale e senza polemiche. 

Ora Gedi ha deciso di non mollare ma di impegnarsi per una nuova fase di Huffington Post: è aperta la selezione per il nuovo direttore, “un giornalistia capace di interpretare l’evoluzione dell’informazione e consolidare l’identità di HuffPost Italia come punto di riferimento per un pubblico che chiede contenuti autorevoli accurati e approfonditi”. (In collaborazione con profesionereporter.eu)

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(Piero Di Antonio)  Stupisce che un gruppo editoriale di tale rilevanza faccia importanti investimenti nell’editoria non sapendo a chi affidare la direzione di una testata online, sì conosciuta ma marginale nel dibattito politico e nelle scelte dei lettori. Oggi è la freschezza di Fanpage e del Post ad essere vincente. Purtroppo l’HP – almeno per chi scrive questa nota, che si scusa già della sgradevolezza del suo pensiero – nella ricerca dei “contenuti autorevoli accurati e approfonditi” corre il rischio di precipitare nel trombonismo, il male che affligge l’informazione italiana. Chi ha qualcosa di interessante e profondo da dire oggi è quasi del tutto assente nella pagine di siti e giornali. Eppure talenti ne nascono ancora…

In questa Italia da mezza classifica, converrete, manca ancora un qualcosa di importante. Parlare di un nuovo direttore che abbia un approccio innovativo e una visione prospettica non è una linea editoriale, non significa nulla. Per far decollare un giornale o un sito occorrono meno condizionamenti da chi fa la pubblicità, meno invadenza delle lobby e dei gruppi d’interesse, e meno rotture di scatole dai piani alti.

La ricerca si restringe, quindi, a quattro requisiti: semplicità, chiarezza, autonomia e soprattutto coraggio. La strategia vincente è saper sciogliere un nodo: scrivere per far contento il principale azionista, sempre sorridente e pronto a darti una pacca sulle spalle – ma che nei momenti di crisi ti mollerà ringraziandoti per il grande lavoro svolto – oppure proporre ogni giorno argomenti, temi, riflessioni e battaglie che i veri azionisti di maggioranza, i lettori, a poco a poco cominceranno a sentire propri? Lasciamo stare la politica. Come sempre, verrà dopo e comincerà a blandirti o a delegittimarti non appena si accorgerà di te, della tua autorevolezza e del tuo coraggio. Meglio se si è giovani.

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