L’europarlamentare Ilaria Salis, di AVS – da sempre nel mirino della destra per aver colpito un nazista nell’ Ungheria di Orban e portata in catene in tribunale a Budapest – dovrà risarcire con 300mila euro due collaboratori da lei licenziati. Fuor di dubbio che la notizia vada pubblicata, ma Libero – il giornale diretto Alessandro Sallusti e che nonostante la sua forte risonanza in tv nelle varie rassegne stampa vende meno dell’Eco di San Gabriele – va oltre con un titolo che squalifica la professione giornalistica offrendo il peggiore esempio dell’informazione italiana. Un titolo che ci riporta all’istante alla famosa Patata bollente che il sopravvalutato Vittorio Feltri dedicò alla sindaca di Roma Virginia Raggi. Ci si chiede: che cosa possiamo insegnare nelle università se oggi queste volgarità passano in cavalleria? A sdoganare forse termini e frasi scurrili, perdippiù sparate a tutta pagina come se i problemi e i destini dell’Italia fossero legati ai comportamenti di un’Ilaria Salis? E’ così difficile esporre i fatti in maniera corretta e soprattutto rispettosa?

L’Ordine dei giornalisti se ne sta zitto e buono, senza neanche una nota che faccia notare la bassezza di questo titolo evitando, in modo pilatesco, di esprimere una critica al modo di presentare le notizie: volgare e degno di chi consente di pubblicarle. I giornali seri e non i manganelli di una certa Destra – che non rispondono a padroni come Angelucci, parlamentare assenteista della Lega oltre che titolare di cliniche private – pubblicano le notizie senza ricorrere a espressioni da trivio. Con professionalità e rispetto. Questo è il giornalismo.

 

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