L’agenzia di stampa nazionale Nna ha riferito oggi di una serie di raid israeliani in più aree del Libano meridionale, nonostante l’accordo tra Stati Uniti e Iran annunciato ieri sera. Un’intesa che, secondo i mediatori del Pakistan, prevede un cessate il fuoco “su tutti i fronti”. Stando alla testata di Beirut, l’esercito di Tel Aviv ha effettuato due raid su Khiam e un raid con drone contro un’automobile nella città di Kfar Tebnit, dove sono stati segnalati dei feriti. Le località di Kfar Tebnit e Nabatieh al-Fawqa sono state inoltre colpite da bombardamenti dell’artiglieria israeliana. Nna ha aggiunto che l’esercito di Tel Aviv ha fatto esplodere un veicolo corazzato telecomandato e imbottito di materiale deflagrante sulla strada tra Haris e Tibnin, che conduce alla città meridionale di Tiro.
“Israele non si ritirerà dai territori che ha conquistato in Libano e, se l’Iran attaccherà Israele a causa degli avvenimenti in Libano, Israele risponderà”, ha detto il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz. “L’accordo di Trump non ci vincola”: lo ha dichiarato il ministro della Sicurezza israeliano, Itamar Ben-Gvir. “Israele- ha aggiunto- non è subordinato agli Stati Uniti. Siamo una nazione indipendente e sovrana. Siamo grati al presidente Trump, ma lo Stato di Israele non è una repubblica delle banane. Non dobbiamo ritirarci da nessun territorio conquistato e non dobbiamo tacere nemmeno per un momento di fronte a un fuoco diretto contro Israele”. Posizioni analoghe a quelle già espresse dal primo ministro Netanyahu e da altri vertici del suo governo.
Ben-Gvir, esponente della destra nazionalista, è al centro di accuse di violenze nei Territori palestinesi occupati, oltre che indagato per torture e sequestro di persone dalla Procura di Roma, essendo tra i principali sostenitori degli insediamenti illegali. Contro di lui diversi Paesi europei intendono applicare sanzioni, in seguito agli abusi commessi sui volontari della Flotilla, che erano stati portati in Israele dopo la cattura in acque internazionali a maggio scorso. Sul tema sono chiamati a discutere i 27 oggi a Lussemburgo, nel corso del Consiglio Affari Esteri.
Israele resterà anche nei territori occupati militarmente in Siria e nella Striscia di Gaza, lo ha assicurato il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz. “Con il primo ministro Benjamin Netanyahu – ha detto in aggiunta – stiamo perseguendo una politica chiara per la quale [l’esercito] resterà nella zona di sicurezza in Libano, Siria e Gaza per un periodo di tempo illimitato, in modo da proteggere il confine e le comunità israeliane da elementi jihadisti. Questa è la lezione più importante appresa dopo il 7 ottobre. Ci opponiamo all’uscita dell’esercito dal Libano nonostante tutte le pressioni attuali e che verranno”.
L’Iran invece canta vittoria e parla di nemici americani e sionisti umiliati che “non hanno altra scelta che accettare la sconfitta e arrendersi”:è la posizione espressa dai vertici delle forze armate della Repubblica islamica dopo l’annuncio di intesa tra Washington e Teheran. La comunicazione è stata diffusa da Khatam al-Anbiya, il comando centrale delle forze armate del Paese. Nel testo, ha riferito l’agenzia di stampa Irna, si rende anche omaggio al “resistente e orgoglioso popolo dell’Iran”. (In collaborazione con Vincenzo Giardina e Alessandra Fabbretti dell’Agenzia Dire – www.dire.it)
