Si sono dimessi tutti i componenti della giuria internazionale della Biennale di Venezia. La decisione è stata resa nota dalla stessa Biennale in un comunicato. Si tratta dell’epilogo peggiore dello scontro che aveva coinvolto giurati e governo italiano contro la Fondazione per avere consentito il ritorno della Russia alla manifestazione. La decisione della giuria dell’esposizione fa seguito all’annuncio della Commissione europea di voler tagliare i finanziamenti per i prossimi tre anni dopo la riapertura del padiglione della Russia che ha provocato la dura reazione di Mosca. La giuria aveva annunciato che “si sarebbe astenuta dal prendere in considerazione per i premi “quei Paesi i cui leader sono accusati di crimini contro l’umanità dalla Corte penale internazionale”. Sarebbero stati esclusi dalla competizione per il Leone d’Oro e Leone d’Argento anche Russia e Israele.
La decisione arriva dopo settimane di aspre polemiche dovute alla decisione del presidente Pietrangelo Buttafuoco di concedere uno spazio al padiglione russo, così come sulla presenza degli artisti israeliani. Contro l’apertura di uno spazio per i rappresentanti di Mosca, in particolare, si sono scagliati l’Unione europea (minacciando un taglio dei fondi per la Biennale) e il governo italiano, tramite il ministro della Cultura, Alessandro Giuli.
La decisione arriva dopo settimane di tensioni sulla riapertura del padiglione russo e sulla presenza degli artisti israeliani. Buttafucoco (nella foto), secondo il Corriere.it, avrebbe in mente di stravolgere i criteri di premiazione: sarà il pubblico della Biennale a decretare il vincitore della Mostra. La proclamazione dei migliori padiglioni avverrà alla fine di tutta la rassegna, quindi il 22 novembre
La giuria dell’edizione di quest’anno, intitolata In Minor Keys di Koyo Kouoh e prevista dal 9 maggio al 22 novembre 2026, è composta da Solange Farkas (presidente), Zoe Butt, Elvira Dyangani Ose, Marta Kuzma, Giovanna Zapperi. Le dimissioni della giuria arrivano all’indomani della visita degli ispettori del ministero della Cultura, Alessandro Giuli, che aveva già annunciato di disertare l’inaugurazione. A Giuli è arrivato l’apprezzamento del Commissario alla Cultura Ue, Glenn Micallef, che ha ringraziato il ministro italiano per la sua posizione chiara in merito alle polemiche scoppiate sulla riapertura del Padiglione russo.
