OLIMPIADE / La figuraccia (con censura) della telecronaca di TeleMeloni

La telecronaca di Paolo Petrecca della Rai (o TeleMeloni) all’apertura delle Olimpiadi  ha indignato molti spettatori e le opposizioni: “E’ stata una figuraccia, sembrava una parodia”.
Gli scivoloni e gli errori evidenti nella telecronaca di Rai 1 sulla cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi 2026 sono stati tutti di Paolo Petrecca, ‘meloniano’ e direttore di Rai Sport, che si era “autoassegnato” il ruolo di commentatore (al posto di Auro Bulbarelli). Da Pd, M5s e Avs sono arrivati attacchi duri: “In un Paese normale Petrecca si sarebbe già dimesso”. Resta comunque l’evidente figuraccia di un giornalista filo Meloni non nuovo a figuracce ma sempre in primo piano nelle simpatie del centrodestra. Ad aggravare le reazioni la censura della performance di Ghali, mai nominato da Petrecca e mai inquadrato inprimo piano nonostante un’esibizione molto apprazzata. Il cantante aveva fiutato l’aria di censura che tirava a Milano e, prima della cerimonia d’apertura aveva affidato a una lettera sui social il racconto-denuncia della sua presenza sul palco dell’evento.

So quando una voce viene corretta. So quando una voce diventa di troppo. So perché vogliono uno come me. So anche perché non mi vorrebbero. So perché mi hanno invitato. So anche perché non ho più potuto cantare l’inno d’Italia. So perché mi hanno proposto di recitare una poesia sulla pace. So che poteva contenere più di una lingua. So che una lingua, quella araba, all’ultimo era di troppo. So che un mio pensiero non può essere espresso. So che è tutto un Gran Teatro”.

Il rapper non è nuovo alla censura. Prima della lettera social (postata ieri in tre lingue italiano, arabo e inglese), il cantante aveva già fatto parlare di sé due anni fa, durante la 74ª edizione del Festival di Sanremo, quando aveva denunciato apertamente le violenze perpetrate a Gaza, sia all’interno del suo brano in gara Casa mia (“Ma come fate a dire che qui è tutto normale? Per tracciare un confine con linee immaginarie bombardate un ospedale”), sia al termine dell’esibizione, gridando dal palco dell’Ariston: “Stop al genocidio”.
Sulla presenza del rapper alla Cerimonia di apertura delle Olimpiadi, era intervenuto il Ministro per lo Sport Andrea Abodi: “Ritengo che un Paese debba sapere reggere all’urto di un artista che ha espresso un pensiero che non condividiamo, che non sarà espresso su quel palco”. Era invece andata all’attacco la Lega, il cui segretario Matteo Salvini negli anni si è scontrato più volte con il cantante: “[Ghali è] un odiatore di Israele e del centrodestra, già protagonista di scene imbarazzanti e volgari. L’Italia e i Giochi meritano un artista, non un fanatico proPal”. Alla fine, nonostante tutte queste polemiche, l’artista ci sarà, come ha scritto a conclusione della sua lettera: “A domani”.

LA CERIMONIA

Gli organizzatori della cerimonia inaugurale hanno dichiarato di aver cercato di rappresentare la dicotomia città-montagna, particolarmente insolita, cercando al contempo di fare appello a un senso di unità in un momento di tensioni globali. Durante la scintillante cerimonia nello stadio di San Siro fischi per il vicepresidente Usa, JD Vance, Lo spettacolo ha rispecchiato l’Olimpiade più estesa della storia. È culminata con l’accensione di due calderoni, uno all’Arco della Pace di Milano e uno a Cortina d’Ampezzo, l’elegante località a 400 chilometri da Milano che ospita lo sci alpino femminile.

Alberto Tomba e Deborah Compagnoni, due campioni olimpici dello sci italiano del passato, hanno acceso un intricato calderone ispirato ai nodi di Leonardo da Vinci all’Arco della Pace di Milano. Nella gelida aria di montagna di Cortina, il compito è toccato a Sofia Goggia, ex medaglia d’oro italiana, che in precedenza aveva preso parte a un allenamento per la discesa libera femminile. La cerimonia di Milano ha messo in mostra il ricco patrimonio culturale italiano, con un cenno al defunto gigante della moda Giorgio Armani. Un evento altrimenti armonioso è stato punteggiato da forti fischi della folla quando il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance è apparso sul grande schermo. Ma la squadra statunitense ha ricevuto un forte applauso dagli spettatori quando ha iniziato la sua sfilata. Commentando l’accaduto, il presidente Trump ha difeso Vance, dicendo che è successo perché si trovava in un Paese straniero, ma negli Stati Uniti “è molto amato”.

LA CARA OLIMPIADE

In Italia si è scatenata la rabbia per la presenza di agenti dell’agenzia statunitense per l’immigrazione Ice come parte della sicurezza della delegazione americana, anche se il governo italiano ha dichiarato che gli agenti non avranno alcun ruolo operativo sul proprio territorio. Fischi sono partiti dagli spalti di San Siro anche per la delegazione israeliana, mentre cori e applausi sono scoppiati per la delegazione ucraina.

Gli organizzatori della cerimonia hanno dichiarato di aver cercato di trasmettere temi di armonia e pace, cercando di rappresentare la dicotomia città-montagna dell’allestimento particolarmente insolito per queste Olimpiadi e cercando al contempo di fare appello a un senso di unità in un momento di tensioni globali.

L’attrice sudafricana Charlize Theron e il rapper italiano Ghali (non menzionato nella telecronaca costellata da gaffe di Paolo Petrecca, direttore di Rai Sport e non nuovo a comportamenti simili) hanno lanciato messaggi di pace verso la fine della serata.  Esplode però il caso del cantante Ghali mai citato dai commentatori durante la diretta tv della Rai e mai un’inquadratura in piamo piano.“Perché dopo il post di denuncia pubblicato dal rapper ieri, in tanti sui social lamentano che sarebbe stato oscurato durante la performance nella quale, a San Siro, ha recitato la poesia Promemoria di Gianni Rodari. “Bisogna far notare il modo in cui è stato trattato, secondo la regia non è mai esistito”, scrive un utente. “Viviamo in un Paese fatto di censura”, è l’attacco di un altro.

Gli artisti presenti a San Siro hanno indossato teste di grandi dimensioni dei tre grandi maestri dell’opera italiana, Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini e Gioachino Rossini, mentre la popstar americana Mariah Carey, in un abito bianco di paillettes con piume, ha cantato “Volare” in italiano e “Nothing is Impossible”.

Andrea Bocelli ha ricevuto un’accoglienza entusiastica dopo l’esecuzione di “Nessun Dorma” e decine di modelle hanno reso onore ad Armani attraversando il palco indossando completi pantalone rossi, verdi e bianchi. Mentre Laura Pausini ha cantato (qualcuno parla di esecuìzione un po’ sguaiata)  l’inno nazionale. Il presidente Mattarella ha dichiarato aperti i Giochi dopo che la capa del Comitato Olimpico Internazionale Kirsty Coventry ha detto ai concorrenti: “Ci ricordate che possiamo essere coraggiosi, che possiamo essere gentili, che possiamo rialzarci, non importa quanto duramente cadiamo”.

Per la prima volta, 2.900 atleti hanno sfilato nelle sedi più vicine a quelle in cui gareggeranno nei Giochi dal 6 al 22 febbraio, nel tentativo di ridurre al minimo gli spostamenti. L’intera collezione di sedi di gara per le prossime due settimane punteggia un’area di oltre 22.000 chilometri quadrati. Il formato delle cerimonie in più città ha permesso di rappresentare sport di montagna come lo sci alpino, il bob, il curling e lo snowboard senza dover affrontare un viaggio di diverse ore fino a Milano.

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