LA CARA OLIMPIADE

Aperti i Giochi invernali di Milano-Cortina 2026. Passeranno alla storia come il primo modello di Olimpiadi diffuse. Le gare olimpiche si terranno tra Bormio, Livigno, Predazzo, Tesero e Anterselva. Poi anche un po’ a Milano (pattinaggio di velocità, short track, hockey e pattinaggio di figura) e un po’ a Cortina (sci femminile, curling, slittino, skeleton e bob). Ma anche i prezzi schizzano a livelli assurdi. Solo per la cerimonia d’apertura il prezzo per engtrare al terzo anello di San Siro è di 260 euro, cifra poco popolare, che arriva a più di duemila euro per il settore A.

La cerimonia allo Stadio di San Siro comincerà alle 20.00 di stasera. Evento atteso, frutto di un progetto corale che coinvolge migliaia di persone e che, per la prima volta, si svolgerà in località diverse. Oltre due ore e mezza di spettacolo pirotecnico che terrà incollati davanti alla tv milioni di telespettatori.

Un caos logistico – scrive però Il Fatto quotidiano – che ha sconvolto la stampa estera, come stanno lì a testimoniare gli articoli di denuncia pubblicati dal New York Times e dal tabloid tedesco Bild.  “Trekking tra le sedi olimpiche invernali d’Italia? Meglio non avere fretta”. È questo l’ironico titolo scelto per il reportage del New York Times. Un lavoro nel quale il corrispondente da Roma Jason Horowitz ha verificato sul campo quello che ad avviso dell’autorevole quotidiano americano sarà il più grande problema dei Giochi: la logistica. “Lunghe distanze, strade strette, collegamenti complessi e nevicate renderanno la logistica un incubo“, sottolinea il NYT nel sottotitolo.

Il Times ricorda anche che la venticinquesima edizione dei Giochi “avrà otto sedi diverse distribuite su circa 8.500 miglia quadrate nel nord Italia: un incubo logistico che ha portato i funzionari ad accogliere ogni nuovo tunnel, ogni aumento del servizio ferroviario o ogni tratta di autobus estesa come una vittoria entusiasmante contro il rischio del fallimento”, scrive il quotidiano, raccontando che lo stesso Horowitz sarebbe rimasto bloccato dal ghiaccio su una strada secondaria per poi essere soccorso da una campionessa olimpica.

Eppure l’idea delle Olimpiadi diffuse aveva una logica ben precisa: non concentrare tutte le gare in un luogo ristretto evita di costruire impianti da zero, con il rischio di cattedrali nel deserto, sfruttando invece le strutture già presenti sul territorio. Infatti, anche i prossimi Giochi invernali saranno diffusi: si terranno nel 2030 nelle Alpi francesi. E per il 2034 si sta facendo avanti la candidatura della Svizzera, come intero Paese. Ma nell’esperimento di Milano-Cortina qualcosa non ha funzionato, a partire dalla scelta di inserire forzatamente il capoluogo lombardo, lontano centinaia di chilometri da tutte le montagne dove ci sono le altre sedi di gara.

Oltre alla logistica c’è un aspetto, abbastanza prevedibile, che fa dei Giochi  un evento molto poco popolare, ma destinato in gran parte a chi può permettersi di tirare fuori centinaia di euro per essere presente a Milano. Raggiungerla  in occasione della cerimonia di apertur rappresenta un salasso, a seconda della città da cui si parte e del mezzo di trasporto utilizzato, anche se dormire fuori è possibile trovare ancora strutture ricettive a prezzi accessibili. Lo afferma Assoutenti, che in vista dell’apertura di Milano Cortina 2026 ha realizzato un report per analizzare la spesa che devono affrontare i cittadini che intendano raggiungere la città lombarda.

 

Ipotizzando di partire da ieri 5 febbraio senza particolari esigenze di orario, per un biglietto ferroviario di sola andata (Alta velocità) si spendono un minimo di 140 euro da Reggio Calabria viaggiando con Trenitalia (135 euro con Italo), 112 euro da Bari, 103 euro da Napoli (99,90 euro con Italo), 95 euro da Roma (95,90 euro con Italo) – analizza Assoutenti – Se invece si opta per l’aereo, la spesa minima è di 119 euro partendo da Reggio Calabria, 63 euro da Bari, 65 euro da Napoli, 59 euro da Roma. Ma le tariffe minime dei voli possono raggiungere quota 185 euro se si parte da Crotone, 143 euro volando da Ancona, 125 euro da Trapani, senza contare i costi aggiuntivi per bagaglio a mano, scelta del posto a sedere, e altre opzioni.

Sul fronte degli alloggi la situazione è molto diversificata, sebbene sia possibile trovare sulle piattaforme specializzate strutture dove dormire a prezzi accessibili – avverte Assoutenti – Ipotizzando un soggiorno per due persone in camera doppia nelle notti del 5 e 6 febbraio, la spesa per un hotel in zona centrale o semi-centrale parte da un minimo di 251 euro e può raggiungere un massimo di 4.722 euro; per un appartamento il costo va da 221 a 8.318 euro, per affittacamere e B&B da 280 a 765 euro. Prezzi che aumenteranno durante lo svolgimento delle varie gare.

Per l’ingresso alla cerimonia di apertura di queste sera, venerdì 6 febbraio, allo stadio di San Siro, i biglietti sui canali ufficiali partono da un minimo di 260 euro per il terzo anello a un massimo di 2.026 euro per i posti del settore A.

Chi si reca a Milano per assistere ai Giochi olimpici deve poi mettere in conto la spesa per cibi e bevande: il costo medio di una cena al ristorante si attesta in città attorno ai 45 euro a persona, che scende tra i 18 e i 20 euro per una cena in pizzeria – conclude l’associazione.

“Le Olimpiadi invernali hanno dato vita ad una guerra dei prezzi, e i cittadini che si apprestano ad assistere alla cerimonia di apertura e alle gare dislocate sul territorio devono prestare la massima attenzione, evitando chi pratica listini maggiorati o prezzi sopra la media, e cercando le soluzioni che garantiscono un maggiore risparmio, per evitare che l’evento si trasformi in un salasso per molti e in un ingiusto arricchimento per pochi” – commenta il presidente di Assoutenti,  Gabriele Melluso.

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