PALESTINA / “Manipolato” il video contro Francesca Albanese: il confronto con l’originale smentisce la Francia

Il Fatto Quotidiano ha confrontato le parole pronunciate da Francesca Albanese all’Al Jazeera Forum, spacciate per un gravissimo attacco al popolo israeliano definito “il nemico dell’umanità”, e quelle manipolate e diffuse online che sono alla base della richiesta della Francia all’Onu di far dimettere la relatrice speciale per i Territori Palestinesi, cui si sono accodate la Germania e l’Italia con il ministro forzista Tajani.

Che cosa scrive il sito ilfattoquotidiano.it diretto da Peter Gomez? “Ventidue secondi di video contro gli oltre quattro minuti di clip originale. Così le parole di Francesca Albanese, pronunciate in occasione dell’Al Jazeera Forum, sono state manipolate e diffuse online. A rilanciare il video “manomesso”, come ha denunciato la stessa relatrice speciale Onu, che ha poi portato il ministro degli Affari esteri francese, Barrot, ad accusarla di antisemitismo chiedendone le dimissioni, il direttore di Un Watch, il canadese Hillel Neuer. Facendo il confronto tra il video originale e quello tagliato, le parole di Albanese assumono tutto un altro significato e la lettura che ha portato anche la Germania ad accodarsi all’accusa francese, che accusava la relatrice Onu di aver definito il popolo israeliano “nemico dell’umanità”, non resta più in piedi. Il Fatto scrive anche che sulle false accuse alla relatrice speciale dell’Onu ci sarebbe l’ombra delle lobby istraeliane.

LA RICHIESTA DI DIMISSIONI (11 febbraio) E I PRIMI DUBBI

Un nuovo caso coinvolge Francesca Albanese, relatrice speciale dell’Onu, dopo la vecchia bufera che l’ha vista chiamata in causa da Matteo Salvini. La Francia, membro permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ha chiesto le sue dimissioni dal ruolo di relatrice speciale dell’Onu per i Territori palestinesi in seguito ad alcune dichiarazioni ritenute oltraggiose e colpevoli rilasciate nei giorni scorsi durante una conferenza.

A rendere nota la posizione francese  è stato il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot, dopo la posizione espressa da 40 parlamentari dell’Assemblea nazionale, aggiungendo che “la Francia condanna senza riserve le dichiarazioni oltraggiose e colpevoli della signora Francesca Albanese che prenderebbero di mira non il governo israeliano, di cui è lecito criticare la politica, ma Israele come popolo e come nazione, il che è assolutamente inaccettabile”.

La querelle sulla Albanese innescata dalla Francia fa riferimento a quanto affermato dalla relatrice Onu sabato scorsa al forum di Al Jazeera. In quell’occasione, la donna aveva detto che Israele “è il nemico comune dell’umanità”. Oltre a lei, nel panel a Doha dedicato al Medio Oriente, c’erano anche il ministro degli Esteri iraniano Araghchi e il capo di Hamas all’estero Khaled Meshal. La presenza della Albanese a margine dell’evento aveva innescato lo sconcerto di Israele che si era opposto alla presenza di una rappresentante delle Nazioni Unite “su un palco con terroristi” con le “mani sono sporche di sangue”.

Ma sulla vicenda arriva la presa di posizione di Tomaso Montanari che smentisce, dopo aver ascoltato l’intervento della Albanese, la versione della Francia e della quasi totalità dei media. Scrive sui social il rettore dell’Università per stranieri di Siena: “Ho ascoltato e riascoltato ciò che ha detto Francesca Albanese. E non c’è davvero modo di farle dire ciò che sostiene, incredibilmente, il governo francese. Ha detto – parlando di media e genocidio, in un panel che comprendeva al Jazeera – che il nemico dell’umanità è un sistema mediatico in mano a chi controlla le armi e i soldi, un sistema che nega sistematicamente il genocidio perpetrato da Israele a Gaza, delegittimando dolosamente il diritto internazionale e le ragioni dei popoli. Ed è tristemente vero: questo sistema è proprio un grande nemico dell’umanità, perché nega la verità e mantiene il consenso al peggio. La cattiva coscienza di un’Europa che lascia continuare il genocidio cerca un capro espiatorio, e lo trova in una delle poche voci che ha il potere di parlare a tanti. lo sto con Francesca Albanese. Perché sto con il popolo palestinese”.

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