Secondo il Washington Post, il presidente americano Donald Trump avrebbe un piano per dichiarare lo stato di emergenza, influenzando così lo scoglio delle elezioni di metà mandato previste quest’anno, che potrebbero indebolirlo. Il quotidiano americano riferisce di un gruppo di attivisti pro-Trump, che dicono di essere in coordinamento con la Casa Bianca, i quali stanno facendo circolare unabozza di ordine esecutivo per dichiarare lo stato di emergenza e consentire al presidente di assumere il controllo senza precedenti del voto di novembre 2026.
La bozza, che sembrerebbe basarsi su una teoria del complotto secondo cui la Cina avrebbe interferito nelle elezioni del 2020, vinte dal democratico Joe Biden, consentirebbe a Trump di vietare unilateralmente le schede elettorali per corrispondenza e le macchine per il voto, in quanto soggette a interferenze straniere.
Sebbene il leader MAGA abbia più volte sostenuto di essere stato derubato sei anni fa, l’intelligence USA ha più volte ribadito che non è stata riscontrata alcuna irregolarità nel corso della tornata elettorale, e che Pechino “ha preso in considerazione, ma non ha messo in atto, tentativi di influenza volti a cambiare l’esito delle elezioni presidenziali”.
La bozza circolata nelle ultime ore è stata stilata dagli attivisti del gruppo MAGA, Make America’s Greatest Aggiuntive. Uno dei sostenitori dell’iniziativa a è Peter Ticktin, l’avvocato di Tina Peters, ex impiegata repubblicana della contea del Colorado che sta attualmente scontando una condanna a nove anni di carcere per il suo ruolo in una violazione del sistema elettorale del 2021.
Gli esperti di diritto di voto, i sostenitori della democrazia e almeno un responsabile elettorale statale hanno affermato che qualsiasi tentativo da parte della Casa Bianca di prendere il controllo delle midterm sarebbe palesemente incostituzionale. La Costituzione degli Stati Uniti, infatti, conferisce esplicitamente agli stati, e non al presidente, l’autorità esclusiva sulle elezioni.
Tuttavia, Ticktin ha spiegati che il presidente “potrebbe invocare poteri di emergenza in risposta a un’emergenza elettorale che comporti interferenze straniere, a condizione che siano rispettati determinati requisiti statutari e procedurali”. Tali requisiti deriverebbero dal National Emergencies Act (NEA) e dall’International Emergency Economic Powers Act (IEEA).
“La Costituzione è assolutamente chiara”, ha invece ribadito Michael McNulty, direttore politico del gruppo pro-democrazia Issue One, in una nota. “Il presidente non ha l’autorità legale per modificare unilateralmente le regole elettorali. Qualsiasi tentativo della Casa Bianca in tal senso contraddirebbe la Costituzione e verrebbe quasi certamente respinto dai tribunali”.
“Secondo quanto riferito, l’amministrazione sta pianificando di utilizzare false accuse di interferenza straniera da parte della Cina nelle elezioni del 2020 per giustificare la bozza di ordine esecutivo”, ha aggiunto. “Non ci sono prove credibili di un’interferenza del governo cinese nelle elezioni del 2020, e le agenzie di intelligence hanno pubblicato rapporti precedenti che lo hanno confermato”.
Da canto suo, nel corso delle ultime settimane Trump ha ripetutamente affermato che farà tutto ciò che è in suo potere per impedire ai democratici di essere eletti, esprimendo la sua opinione circa la nazionalizzazione delle elezioni da parte dei repubblicani, o suggerendo addirittura di “annullare” del tutto le elezioni di metà mandato.
Durante il suo discorso sullo stato dell’Unione di questa settimana, Trump ha dichiarato che “l’unico modo in cui i democratici possono essere eletti è barare. E noi li fermeremo. Dobbiamo fermarli”.
