VOGLIA DI DISINTOSSICARSI

(professionereporter.eu) – I giovani cominciano a usare meno i social network. Appena appena, ma potrebbe essere un segnale. Se parliamo invece di tutti gli italiani, il 38,1% ha avvertito l’esigenza di “disintossicarsi” dai social network. Più di un terzo. La maggioranza degli italiani (il 61,6%), inoltre, dichiara che non si sentirebbe a proprio agio a informarsi attraverso un mezzo interamente generato dall’Intelligenza artificiale. Al momento è così. Sono tre dati contenuti del 21° Rapporto Censis sulla comunicazione. Riferito all’anno 2025.

GIOVANI SI STACCANO. Nel dettaglio. Tra coloro che hanno fra 14 e 29 anni, il 74,8% dichiara di utilizzare Instagram, 3,3% in meno rispetto al 2024; il 76,9% è utente di YouTube (contro il 77,6% dell’anno precedente); cresce, però di poco, TikTok con il 64,5% (erano il 64,2%). Molto presenti i giovani sulle piattaforme di messaggistica (quasi totalmente rappresentati su WhatsApp con l’88,6%).

PROVA DETOX. Il 38,1% degli italiani ha avvertito l’esigenza di “disintossicarsi” dai social network: limitando il tempo di utilizzo, disattivando o eliminando l’account, o disinstallando le app (tuttavia, solo il 15,3% lo fa regolarmente). Tra coloro che hanno avvertito tale esigenza, il 25,6% indica come motivazione l’eccessiva distrazione rispetto alle attività quotidiane; il 20,6% segnala il bisogno di recuperare tempo per sé e per attività offline; il 17,8% riconosce una sensazione di dipendenza dall’utilizzo; il 17,4% richiama l’esigenza di tutelare la propria privacy; il 16,7% lamenta la pressione sociale e il confronto costante con gli altri; il 14,9% avverte un’influenza negativa sull’umore.

AI NO GRAZIE. Il 61,6% degli italiani dichiara che non si sentirebbe a proprio agio a informarsi attraverso un mezzo interamente generato dall’AI; ma c’è anche una schiera di persone che sono favorevoli (38,4%). Di queste, il 30,1% si dichiara disposto a farlo a patto che i contenuti siano supervisionati da esseri umani, mentre un più fiducioso 8,3% accetterebbe anche nel caso in cui fossero completamente gestiti dall’AI.

FONTI PRINCIPALI. Le tre fonti di informazione più utilizzate dagli italiani sono stabili o in flessione: i telegiornali che, con il 43,9%, continuano a rappresentare un punto di riferimento rilevante, registrano una diminuzione di 3,8 punti percentuali; Facebook (33,1%), cala di 3,3 punti; sostanziale stabilità per i motori di ricerca, seguiti dal 23,2% della popolazione. Scendono sia i siti di informazione (-2,5%) che le televisioni all news (-2,3%), che si attestano rispettivamente al 14,7% e al 16,6%. Tengono relativamente meglio i social network: TikTok, con un calo solamente dell’1,9% e Instagram dell’1,2%, rispettivamente registrano il 12,5% e il 15,5% dell’utenza.

RADIO E REEL. Gli aumenti sono sporadici e raramente significativi: nella parte alta della graduatoria si rileva solo quello del Gr Radio (+1,7%). Sono 7 italiani su 10, tra quanti usano i social, a includere i reel (filmati a scorrimento sullo schermo) nell’universo dell’informazione.

POVERA CARTA. Nel 2025 i quotidiani cartacei hanno toccato il picco minimo con il 21,0% (-46 punti percentuali dal 2007). Si registra ancora una limatura dei lettori dei mensili (-1,1% rispetto al 2024) che arrivano a 15,8%, mentre i settimanali restano stabili al 18,0%. Stabilità anche per gli utenti dei quotidiani online (sono il 29,9%) con un decremento solo dello 0,5%.

MEGLIO NON FIDARSI. Il 66,4% della popolazione verifica sempre, spesso o a volte la veridicità delle notizie diffuse dai media principali; il 59,5% della popolazione cerca di evitare di informarsi attraverso i media più diffusi; il 58,0% legge come vengono riportate le notizie dai media più diffusi per scovare le interpretazioni ideologiche. Il 60,6% si informa sempre, spesso o a volte su temi di cui i media più diffusi parlano poco o niente; il 64,6% ha l’abitudine di verificare le notizie riportate dai media indipendenti o dalle fonti alternative.

SPECIFICI AUTORI. il 49,1% della popolazione ha l’abitudine di seguire autori su temi specifici perché condividono la loro visione del mondo. Il 25,5 per cento paga per avere informazione indipendente.

LIBRI IN CRESCITA. Nel 2025, riprende il trend di crescita dei lettori di libri: il 42,4% degli italiani ha letto almeno un libro cartaceo, con un aumento del 2,3%. La ripresa non riguarda i lettori di e-book che rimangono stabili al 13,8% (+0,4%).

PASSIONE COMMUNITY. Il 17,9% degli italiani afferma di far parte o aver fatto parte di una community digitale (gruppo di persone che attraverso l’utilizzo di reti telematiche,  condivide interessi, valori o obiettivi). I più attivi in questo senso sono i 45-64enni (21,1%), coloro che hanno un diploma o una laurea (20,5%) e le donne (19,4%).

Il 21° Rapporto sulla comunicazione del Censis è stato realizzato con la collaborazione di Intesa Sanpaolo, Mediaset, Rai e Tv2000 ed è stato presentato il 28 aprile a Roma da Andrea Toma, Responsabile Area Economia, lavoro e territorio Censis.

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