Due docenti dell’Istituto tecnico industriale “Leonardo da Vinci” di Parma sono stati aggrediti da un gruppo di adolescenti nel parco Falcone Borsellino. Uno di loro è anche stato preso a bastonate. Il gruppo responsabile, descritto come una “baby gang” spesso armata di spray al peperoncino, si sarebbe già reso protagonista nelle settimane precedenti di episodi di violenza ai danni di residenti e commercianti di passaggio nel parco. Tutto è successo all’uscita dall’istituto scolastico. Secondo la ricostruzione dei fatti e a un video diffuso sui social network uno degli insegnanti è stato accerchiato, spinto a terra e colpito alla schiena con alcune bastonate. Un secondo docente, intervenuto a difesa del collega, ha subito a sua volta calci e pugni da più ragazzi. Il video dell’aggressione è stato pubblicato sui social, dopo che era già stato condiviso in alcune chat.
Il sindaco di Parma Michele Guerra: “Ho parlato con il dirigente dell’ITIS per portare la mia solidarietà e quella della città alla scuola e al suo corpo docente e ho trovato, come mi aspettavo, una scuola forte nella prova difficile che sta affrontando in questi momenti in cui in tanti e da ogni parte stanno intervenendo. Questi gesti violenti vanno condannati con fermezza e occorre essere uniti e decisi nell’affrontare l’aggressività che si manifesta in queste fasce di età e che perde di vista il più elementare rispetto non solo delle autorità, ma del semplice viver comune. Un comportamento di questo genere nei confronti di chi forma ed educa i nostri giovani è un problema profondo che deve interrogare la società a partire da tutti i suoi livelli, dai corpi sociali e da ogni luogo che concorre a dare senso e valore a una comunità educante. Una volta persi i valori per cui si giustificano o si permettono gesti come quelli che abbiamo visto, il percorso di costituzione di una coesione scolastica e dunque cittadina diventa molto complicato da recuperare”.
Altre reazioni. Sul caso dei prof aggrediti al parco, non si sono fatte aspettare le reazioni da parte del sindacato Gilda degli insegnanti di Parma e Piacenza, preoccupati e sdegnati da quanto è accaduto. Il sindacato ha invocato un azione urgente da parte della Procura per perseguire i responsabili dell’accaduto e, soprattutto, per riposizionare questi giovani che non vogliono frequentare la scuola finita l’età dell’obbligo.
Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara si è “interessato a quanto accaduto” e ha coinvolto la dirigenza scolastica “in una approfondita riflessione al fine di meglio supportare la comunità scolastica dell’Itis Leonardo da Vinci esprimendo, inoltre, grande vicinanza alla comunità stessa, ed in particolare, ai docenti convolti“. “Non c’è giustificazione, non ci deve essere comprensione, non si può che essere duri. Non solo nella condanna, che è scontata e doverosa, ma nelle conseguenze per tutti questi ragazzi: chi ha agito, chi ha incitato, chi ha riso, chi ha condiviso. Devono capire la gravità del gesto e pagarne le conseguenze in modo che altri capiscano che lo Stato non puo’ accettare la violenza verso nessuno ma ancor di piu’ verso chi lo serve, come un professore”, ha aggiunto il ministro della Difesa, Guido Crosetto.
Di parere opposto Irene Manzi, responsabile nazionale scuola del Partito Democratico: “Atti come quelli avvenuti a Parma, sono il sintomo drammatico di un disagio e di una violenza sempre più diffusi tra i più giovani. Non possiamo limitarci alla condanna però. Servono investimenti verso le nuove generazioni. Economici e culturali. Nella scuola. Per darle strumenti e metodi diversi. Ha ragione il sindaco Guerra: siamo davanti a un problema che interroga la società intera e che merita un lavoro ed una risposta congiunta e ferma da parte delle istituzioni e delle comunità coinvolte, famiglie, docenti, studenti. La sicurezza dei docenti si costruisce investendo nella comunità educante e non lasciandoli soli di fronte a questa immane emergenza educativa”.
La segretaria della Cisl Scuola, Ivana Barbacci definisce l’accaduto “un fatto di gravità inaudita” che “merita la più ferma condanna, ma più ancora sollecita una presa di coscienza da parte di tutta la collettività, perché quando si colpisce la scuola e il suo personale si colpisce il presidio fondamentale di una civile convivenza”. Barbacci ha chiesto “alle istituzioni locali, alle famiglie e all’intera comunità di dare il massimo sostegno alla scuola”.
Più duro il deputato Rossano Sasso, capogruppo di Futuro Nazionale con Vannacci in commissione Cultura alla Camera. Ha ironizzato su integrazione e accoglienza, concetti cari – a suo dire – alla sinistra. “Mi auguro che scuola e ministero vadano oltre le solite parole dolciastre e pelose di solidarietà e che le autorità proposte sbattano in galera questi teppisti”, ha dichiarato. Il parlamentare ha invocato il carcere come luogo di studio alternativo: “Che continuino a integrarsi nelle patrie galere, anche lì potranno continuare a studiare. Sarei contento se venisse loro applicata la legge che porta il mio nome e che prevede un severo inasprimento delle pene per chiunque usi violenza fisica e verbale nei confronti di un insegnante”.
