AGGIORNAMENTO: l’Anas ha comunicato che la Ferrara-Mare non è attualmente destinata a diventare autostrada. Per cambiare la sua destinazione occorrono diversi e lunghi passaggi burocratici e autorizzazioni nei vari livelli cui sono soggetti le opere pubbliche infrastrutturali.

La notizia.  L’Anas, va ricordato, vigila e gestisce la rete stradale e autostradale italiana. Appartiene al 100 per cento alle Ferrovie dello Stato, controllate dal ministero dell’Economia Oggi, nell’era del centrodestra, è una filiera politica della Lega: leghista e proprietario di ultimo livello il ministro Giorgetti (Economia), leghista il ministro  di Trasporti (Matteo Salvini). Gente della Destra che per decenni ci ha frantumato le orecchie con lo slogan-promessa elettorale: “Non metteremo mai le mani in tasca agli italiani”.

Stamani, un puntuale e documentato servizio della Nuova Ferrara ci informa che molto presto la superstrada Ferrara-Mare, oggi raccordo, si alzerà di livello ad autostrada. In altre parole, ciò che prima era del tutto gratuito diventerà a pagamento per migliaia di automobilisti ferraresi e turisti diretti ogni giorno ai Lidi. A Porto Garibaldi ci aspetterà un esattore (o un totem) che al nostro passaggio ci dirà, come nel film di Troisi-Benigni, il perentorio: “Un fiorino”.

I tratti previsti sono tre, informa il giornale: 1) dal casello di Ferrara Sud alla città di Ferrara; 2) da chilometro 4.2 al chilometro 43, barriera di Comacchio; 3) fino a Porto Garibaldi. In totale 5 svincoli, un casello per il pagamento del pedaggio a Porto Garibaldi, due aree di servizio e un’area di sosta. Due carreggiate da 3,75 metri ciascuna, ed emergenza da 3 metri per direzione di marcia, con spartitraffico di 4 metri. Tempi previsti: dal 2026 al 2033. Realizzazione affidata dall’Anas  a un consorzio di imprese: Autobrennero, Pizzarotti, Coopsette….

Questa la notizia e quello che segue il commento. Il problema delle autostrade italiane (in molti Paesi europei sono gratis) è la cartina a tornasole dello sperpero dei fondi pubblici e di uno Stato esoso che fa fatica a essere efficiente e rispettoso delle imposte e delle tasse degli italiani. Come non ricordare, appena si tocca questo argomento, il contratto-capestro che affidò la privatizzazione ai Benetton (scandalo miliardario passato in cavalleria finanche dopo la tragedia del Ponte Morandi)? Come dimenticare che le autostrade sono state pagate da anni e per intero con le nostre imposte? E oggi? Si continua a vessare il cittadino con pedaggi che aumentano di continuo con una logica sconosciuta ai più. Lo Stato, è la triste verità,  ha bisogno disperato di soldi (le armi, il Ponte sullo Stretto…), per questo si inventa lavori in gran parte inutili. Vi sono autostrade quasi deserte, costate un occhio della testa e nessuno dice nulla, un silenzio complice.

Ora l’invenzione di un’autostrada Ferrara-Mare, percorsa in gran parte da auto superiori agli 80 kw e costrette quindi a continuare a pagare il bollo, smentendo lo strombazzamento al riguardo del governo e dei suoi cantori. Senza contare che il benefico si riduce, stando così i prezzi delle benzine, a uno-due pieni di carburante.

Domanda: ma che fine fanno i miliardi di imposte che gli italiani e i ferraresi hanno versato e versano allo Stato-esattore per finanziare le opere pubbliche, per migliorare la sanità, la scuola…? Dobbiamo indebitarci ancora e raschiare il fondo del barile per costruire il Ponte sullo Stretto tanto caro alla filiera leghista che governa le sorti di noi automobilisti?

La Superstrada Ferrara-Mare, a nostro avviso, deve restare senza pedaggio. I tanti miliardi necessari per trasformarla dovrebbero essere indirizzati, se si ha una visione intelligente e reale della situazione delle nostre strade, al miglioramento della statale Romea, una vera dannazione per chi deve raggiungere i Lidi. Anche la Statale 309 (Ravenna-Mestre) è sotto la gestione dell’Anas, ovvero della filiera leghista. Basterebbe spostare l’attenzione di qualche chilometro e la soddisfazione per gli automobilisti sarebbe generale. Altrimenti si continua a sopportare estenuanti code su un tratto molto importante dei collegamenti stradali, che vedono solo lavori di rattoppo.

Una società civile, come pretende di essere quella di Ferrara, deve contrastare con le sue associazioni e i mezzi d’informazione un tale progetto e proporne un altro, più urgente e ormai indifferibile: la Romea. Altrimenti ci ritroveremo con una nuova autostrada nell’indifferenza generale, di solito contornata dal demagogico ritornello che “non si può fermare il progresso”. Far sentire la propria voce ed esprimere dissenso impedirebbe uno sconcio e un’ingiustizia.

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