Il mondo del calcio piange uno dei suoi protagonisti più lucenti ed eleganti. All’età di 83 anni si è spento Sandro Mazzola leggendario numero 10, bandiera assoluta dell’Inter e pilastro della Nazionale italiana. A dare l’annuncio è stato lo stesso club nerazzurro: “Uno dei più grandi calciatori della storia. Non solo di quella nerazzurra”. “Ci sono coloro che fanno la storia. E poi ci sono coloro che diventano la storia stessa dell’Inter”. Inizia così l’omaggio dell’unico club nel quale Mazzola, scomparso nella notte, ha giocato in serie A. “Da un giovane Nerazzurro a simbolo eterno, Mazzola ha attraversato le generazioni, vincendo, ispirando emozioni e trasmettendo il suo amore per questi colori”, ha scritto il club su Instagram. “Brilla sul campo, e ancora brilla oggi, la stella con i baffi. Come spesso ripeteva, aveva un solo ultimo desiderio: ‘Essere ricordato come un uomo buono, qualcuno che dà sempre il meglio, anche quando sembra impossibile‘ “, conclude il messaggio dell’Inter.

Un minuto di raccoglimento su tutti i campi, alle 18 l’Inter all’Olimpico. Nel suo palmares ci sono 4 campionati, 2 Coppe dei Campioni, 2 Coppe Intercontinentali, un titolo di capocannoniere in Italia nel 1965, uno in Champions nel 1964 (7 gol).

Nato a Cassano d’Adda nel 1942, SandroUn minuto di raccoglimento su tutti i campi, alle 18 l’Inter all’Olimpico. Nel suo palmares ci sono 4 campionati, 2 Coppe dei Campioni, 2 Coppe Intercontinentali, un titolo di capocannoniere in Italia nel 1965, uno in Champions nel 1964 (7 gol) porta con sé fin da bambino un cognome monumentale e drammatico. È il figlio di Valentino Mazzola, il capitano e simbolo del Grande Torino scomparso tragicamente nella secolare tragedia di Superga nel 1949. Crescere sotto l’ala di quel ricordo non era facile, ma Sandro, scoperto dal carisma di Benito “Veleno” Lorenzi e svezzato nelle giovanili da Giuseppe Meazza, ha saputo tracciare un percorso unico, trasformando quel peso in un’immensa spinta d’orgoglio. Mazzola ha rappresentato l’essenza del romanticismo calcistico, legando la sua intera carriera professionistica a un solo colore: il nerazzurro. Dal suo debutto nel 1960 fino al ritiro nel 1977, ha collezionato 565 presenze e 160 gol, diventando l’alfiere sul campo della celeberrima Grande Inter di Helenio Herrera.

Memorabile la finale di Coppa dei Campioni del 1964 a Vienna, in cui una sua straordinaria doppietta stese il Real Madrid di Ferenc Puskás e Alfredo Di Stéfano, i suoi idoli d’infanzia. Nel 1971, la sua classe cristallina lo portò a un passo dal massimo riconoscimento individuale, classificandosi secondo nel Pallone d’Oro dietro solo al “profeta” Johan Cruijff. La formazione della Grande Inter che qualsiasi tifoso di fede interista sa recitare a memoria, anche a distanza di anni: Sarti, Burgnich, Facchetti, Bedin, Guarnieri, Picchi, Jair, Mazzola, Milani (Peirò), Suarez, Corso.

Con la maglia della Nazionale (70 presenze e 22 reti), Mazzola ha scritto pagine altrettanto indelebili. È stato tra i protagonisti del trionfo europeo ai Campioni d’Europa del 1968. La sua epopea in azzurro resta però indissolubilmente legata ai Mondiali di Messico 1970 e alla mitica “staffetta” con Gianni Rivera. Un dualismo tecnico e giornalistico che divise l’Italia intera tra i sostenitori del genio del Milan e i cultori del dinamismo e dell’intelligenza tattica del fuoriclasse dell’Inter, culminato con la storica finale persa contro il Brasile di Pelé.

LE REAZIONI

Sei stato e resterai per sempre una leggenda. Un signore, un riferimento, un fuoriclasse in campo e nella vita. Un simbolo dell’Inter e del calcio italiano nel mondo, da generazioni e per sempre”. Lo ha scritto Javier Zanetti su Instagram, postando una sua foto con Sandro Mazzola, bandiera dell’Inter scomparsa nella notte. “Ti devo tanto, Sandro. Sei stato tra le figure piu’ importanti per me, quando da ragazzino in Argentina sognavo l’Inter: sei stato tra chi mi ha portato a Milano, un regalo di cui non smettero’ mai di esserti grato. Riposa in pace, Sandro”, ha concluso.

Il Presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, invita le Federazioni Sportive Nazionali, le Discipline Sportive Associate e gli Enti di Promozione Sportiva a far osservare un minuto di silenzio in occasione di tutte le manifestazioni sportive che si svolgeranno in Italia nel fine settimana, per onorare la memoria di Sandro Mazzola icona del calcio italiano e mondiale.

“Il Milan esprime il proprio cordoglio per la scomparsa di Sandro Mazzola, rivale storico e leale, leggenda  dell’Inter e della Nazionale, protagonista della storia del calcio  italiano. Un grande campione, una bandiera, un uomo che ha  rappresentato un’epoca indimenticabile del nostro calcio. AC Milan si  stringe alla famiglia Mazzola e a quella nerazzurra in questo momento  di dolore. Ciao, Sandro”. Così, in un post su X, il Milan.

“Con la scomparsa di Sandro Mazzola, perdiamo un grande campione e una delle figure più amate nella storia del calcio italiano. Leggenda dell’Inter e degli Azzurri campioni d’Europa nel 1968, ha fatto gioire e appassionare generazioni di italiani, lasciando un segno indelebile nella nostra Nazione. La sua eredità sportiva si aggiunge a quella del padre Valentino, capitano del Grande Torino e scomparso nella tragedia di Superga. Alla sua famiglia, a tutti i suoi affetti e ai tifosi, le mie più sentite condoglianze”. Lo scrive sui social la premier Giorgia Meloni.

“Avversario leale sul campo, bandiera dell’Inter e pilastro della Nazionale, Mazzola era legato anche ai colori rossoblù per un’esperienza da General Manager nella stagione 1985/1986. Il club si unisce al cordoglio di tutto il mondo sportivo e si stringe al dolore dei familiari per la scomparsa di una leggenda del calcio”. Così, su X, il Genoa.

 

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui