di Claudia Zamorani
Il segreto della felicità? Pensarsi comunità. Non è una frase poetica. È un dato scientifico, svelato a Firenze all’8° Festival Nazionale dell’Economia Civile – “EUconomia. L’economia che fa bene, il rumore della foresta che cresce” (1-4 ottobre 2026, Palazzo Vecchio).La capacità di pensarsi comunità – riflettere sull’impatto delle proprie scelte sul bene comune e agire in modo generativo – è un indiscutibile fattore di felicità:
– chi la possiede registra una soddisfazione di vita significativamente superiore a chi ne è privo
– per le persone con reddito sotto i 15.000 euro, l’effetto è quasi 5 volte superiore rispetto ai redditi più alti
– nel Mezzogiorno l’effetto è +40% più intenso che al Centro-Nord: dove c’è più fragilità, il capitale sociale è la vera leva di riscatto.
Come ha ricordato al Festival Leonardo Becchetti, l’editor del World Happiness Report ha mostrato su 30 milioni di intervistati nel mondo che solo il 22% è soddisfatto del proprio lavoro. Una immensa carestia di senso.
L’economia tradizionale si preoccupa solo di non superare i limiti di velocità e di non finire fuori strada. L’economia civile vuole migliorare la qualità del viaggio. Ed è quel rumore della foresta che cresce di cui si è parlato a Firenze: 80 ambasciatori da tutta Italia, 12 progettualità territoriali, 2.500 persone coinvolte. Un’economia non predatoria, non solo profitto, ma capace di guardare all’impatto su persone, ambiente e società, e di generare felicità pubblica.
Da qui una proposta concreta emersa dal Festival: creare nelle università cattedre di economia civile, accanto a quelle di economia finanziaria. Perché servono nuovi saperi per formare persone capaci di mettere le persone al centro, conoscere gli strumenti ESG *, i bilanci sociali, le comunità energetiche, la finanza sociale. La felicità non è frutto del caso. È il risultato di una filiera che parte dalla capacità di pensarsi comunità e si concretizza in azioni generative.
E tu, da che parte della foresta vuoi stare? Quella che brucia o quella che cresce?
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* I criteri ESG (Environmental Social Governance) definiscono un quadro di riferimento che aiuta a capire come un’organizzazione gestisce gli impatti, i rischi e le opportunità legati ai fattori ambientali (environmental), sociali (social) e di governance. Negli ultimi anni l’ESG ha cambiato il modo in cui le decisioni di allocazione del capitale vengono prese da molte delle più grandi società di servizi finanziari e gestori patrimoniali del mondo.






