di Claudia Zamorani
Bisogna ammetterlo, c’è qualcosa di straordinario nella capacità comunicativa del sindaco Alan Fabbri e del suo spin doctor, Michele Lecci. Riuscire a convincere un’intera comunità, a colpi di notifiche social, che il bianco sia nero e il nero sia bianco è un’arte sottile. E la città, anestetizzata dal flusso continuo, applaude convinta.L’ultimo capolavoro va in scena sul contenzioso legale di Piazza Ariostea. Un’ordinanza del TAR che demolisce la gestione comunale allegra del Ferrara Summer Festival viene ribaltata, per magia digitale, in un trionfo del sindaco. Sembra di essere caduti tra le pagine di ‘La Fattoria degli animali’, dove i comandamenti sul muro venivano modificati per dare sempre ragione ai leader.
A Ferrara, però, si fa di meglio: non si aspetta neppure il buio della notte. Basta un post, meglio se dal sapore epico: «Non ce l’hanno fatta!» scrive il sindaco dal suo canale social istituzionale riferendosi ai residenti di piazza Ariostea, come fossero nemici e non cittadini e cittadine di Ferrara. Nel racconto ufficiale, l’esito del tribunale diventa la vittoria della Ferrara “viva” contro un manipolo di oscurantisti.
Le carte, purtroppo per la narrazione, dicono l’esatto contrario. Il TAR ha dato pienamente ragione ai residenti, smontando pezzo per pezzo il modello della gestione allegra locale. I giudici hanno definito “arbitrarie” le deroghe del Comune di Ferrara sui decibel, tagliando orari e rumore fin da subito, e costringendo l’amministrazione a un imminente trasloco del Ferrara Summer Festival per il 2027.
Ferrara si candida così a diventare un perfetto caso studio di comunicazione politica, un’applicazione pratica del “bispensiero” di George Orwell: la capacità di sostenere contemporaneamente due idee opposte, convincendo il pubblico che perdere in tribunale significhi aver vinto. È il trionfo della “neolingua”, dove il legittimo diritto alla salute diventa “polemica” e la richiesta di legalità si trasforma nel tentativo di “bloccare la città”.
Se i fatti danno torto al Comune, basta alzare il volume. L’importante è che la musica continui a suonare.






