Quando la propaganda si scontra con la durezza dei fatti. E’ quel che è accaduto a Otto e Mezzo – la trasmissione di Lilli Gruber incentrata sul tema degli affitti, tema molto sentito da studenti e famiglie, che ha dato una dimostrazione plastica di come in Tv occorra essere preparati e non lasciarsi andare ad affermazioni gratuite e campate in aria. Italo Bocchino è andato a Otto e Mezzo per la consueta celebrazione di Giorgia Meloni ed è finito asfaltato in diretta. Da chi? Da una studentessa di vent’anni che ha studiato bene cifre e dati dell’azione di governo. Sui social la scena viene descritta “meravigliosa”.
Bocchino, il pasdaran della presidente del Consiglio, si è presentato con il solito repertorio: numeri decontestualizzati, cifre dell’immancabile miracolo del governo Meloni. Stavolta il miracolo riguardava gli studentati universitari. Ha cominciato a snocciolare posti letto come un venditore di materassi in televendita: quarantamila trovati, trentamila realizzati, altri quarantatremila in arrivo. 113mila posti complessivi. Praticamente Giorgia Meloni, tra un Consiglio dei ministri e l’altro, avrebbe risolto pure il problema degli affitti degli studenti. E Bocchino, gonfio d’orgoglio, ha lanciato la sfida: “Vorrei che qualcuno mi contestasse la veridicità dei numeri”.
Mai sfida fu più infelice. Perché davanti a lui c’era Sabrina Brizzola, vent’anni, coordinatrice dell’Unione degli Universitari. Una ragazza che conosce piuttosto bene la situazione degli studenti italiani. Ha preso la parola. Ecco la risposta: “Stiamo mettendo le tende perché non riusciamo più ad arrivare a fine mese, il costo del carrello della spesa è insostenibile, il costo degli affitti è insostenibile. Con molto piacere rispondo ai numeri citati da Bocchino perché sì, questo governo ha trovato 40.000 posti letto, grazie ai fondi del PNRR ne ha costruiti altri 33.000, la ministra Bernini aveva dichiarato di volerne costruire 60.000 entro il 2026. Ne ha costruiti 33.000 e con i fondi PNRR, ma il 96% di questi studentati è finito in mano ai privati, quindi con prezzi di mercato, che arrivano a Milano a costare mille euro per stanza. Ecco, questo non significa tutelare i diritti degli studenti”.
Morale: Bocchino era arrivato per magnificare l’ennesimo successo del governo Meloni. Aveva preparato la sua bella tabellina con numeri decontestualizzati, sommato perfino i posti letto che devono ancora essere realizzati e confezionato il solito spot elettorale. Ha trovato però una ventenne che ha ben spiegato cosa c’è dietro quei numeri.






