A poche settimane dalle elezioni di metà mandato, il diritto di voto negli Stati Uniti affronta una stretta senza precedenti che vede come grande regista il partito Repubblicano di Trump.  Un’ampia inchiesta pubblicata da CNN rivela come amministrazioni e legislatori repubblicani abbiano introdotto nuove barriere burocratiche e logistiche in almeno 22 Stati. Tra la drastica riduzione dei punti dove esercitare il voto anticipato, l’eliminazione delle urne domenicali e l’inasprimento dei requisiti d’identità, il percorso verso le urne si preannuncia in salita per milioni di cittadini, in particolare studenti, anziani e minoranze etniche.

Texas. Le modifiche approvate negli ultimi due anni stanno ridefinendo la geografia elettorale americana. Nella contea texana di Tarrant, un’area chiave per la corsa al Senato, i commissari a maggioranza repubblicana hanno tagliato quasi il 30% dei seggi. La decisione ha limitato i punti di voto in diversi quartieri a maggioranza afroamericana e ispanica, oltre a negare i seggi richiesti all’interno di cinque campus universitari.

Ohio e Iowa. Analoghe restrizioni dei due Stati. Nel primo, una nuova legge vieta l’uso di documenti digitali o bollette per dimostrare la residenza, e riduce a una sola drop box per contea la possibilità di consegna delle schede per corrispondenza. In Iowa, la revisione delle norme sull’attestazione d’identità minaccia di penalizzare soprattutto gli anziani privi di patente di guida attiva.North Carolina.

North Carolina. La contesa assume toni particolarmente accesi nei poli universitari e nelle comunità religiose della North Carolina. In due atenei di Greensboro, tra cui la North Carolina A&T State University, il più grande college storicamente afroamericano del Paese, le autorità elettorali hanno negato la presenza di seggi interni, e costretto centinaia di studenti a lunghi spostamenti a piedi per esercitare il proprio diritto. Inoltre, ben 23 contee dello Stato hanno cancellato la possibilità di votare di domenica, sopprimendo la tradizione del “Souls to the Polls”, con cui le congregazioni nere organizzavano il voto al termine delle funzioni religiose. Il voto domenicale ha un valore particolarmente importante per alcune comunità, anche in ragione della storia delle leggi Jim Crow, introdotte tra la fine dell’Ottocento e il primo Novecento per limitare la partecipazione politica degli ex schiavi e dei loro discendenti. Il Voting Rights Act del 1965 fu approvato proprio per contrastare tali barriere e proteggere il diritto di voto delle minoranze.

L’obiettivo: limitare l’accesso al voto. Mentre i vertici del Partito Repubblicano motivano i provvedimenti con la necessità di garantire l’integrità del processo elettorale e prevenire i brogli, le associazioni per i diritti civili denunciano un intento discriminatorio. Celina Stewart, CEO della League of Women Voters, ha espresso forte preoccupazione per la portata degli interventi: “In 17 anni di lavoro sul diritto di voto, non ho mai visto uno sforzo così ampio e coordinato per limitare l’accesso alla scheda elettorale”. Analisti del Brennan Center for Justice un’organizzazione statunitense indipendente sottolineano come le frodi elettorali rimangano statisticamente irrilevanti negli Stati Uniti, ed evidenziano che gli ostacoli ricadono in modo sproporzionato sulle fasce di popolazione tendenzialmente vicine al Partito Democratico. (In collaborazione con The Voice of New York)

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