E’ stato il giorno dell’arrivo negli Apple Store dell’iPhone 18 PRO, ma diverso dal solito perché molti dipendenti sono scesi in sciopero. Oltre 1.600 dipendenti dei 17 Store presenti in Italia hanno scioperato per l’intero turno, proprio nel giorno di maggiore affluenza dell’anno. All’inizio – ci ragguaglia Fabiano Confuorto fondatore del sito iSpazio.net – si era detto che gli store non avrebbero proprio aperto, poi è intervenuta Apple con la dichiarazione di un portavoce che ne ha ufficializzato l’apertura, poche ore prima del Day One. La mobilitazione però c’è stata ed è stata indetta da Filcams Cgil, Fisascat Cisl ed UilTuCs, insieme alle rappresentanze sindacali aziendali.
La vertenza (nella foto la protesta a Roma) va avanti da mesi. Dopo il contratto integrativo firmato nel 2024, le sigle avevano chiesto ad Apple di intervenire su tre fronti precisi, cioè ritmi di lavoro, organici e contratti a termine. A luglio è stato aperto lo stato di agitazione e il 7 settembre l’assemblea nazionale ha approvato lo sciopero.
Apple ha commentato la mobilitazione con una dichiarazione affidata a un portavoce: Apple si impegna a fornire un’esperienza eccellente a clienti e team. Siamo orgogliosi di offrire a chi è parte del nostro team compensi e benefit tra i migliori del settore, oltre a programmi dedicati per supportare collaboratori, collaboratrici e clienti nel corso di tutto l’anno. I nostri Store fisici e online oggi sono aperti e siamo entusiasti di dare il benvenuto ai nostri e alle nostre clienti come sempre. In Italia i dipendenti full time e part time hanno accesso agli stessi benefit, che comprendono coperture sanitarie, odontoiatriche ed oculistiche private, programmi per la salute mentale ed il benessere, congedi parentali potenziati e sostegno alle spese di adozione. Sono previsti anche programmi di formazione e contributi per l’istruzione universitaria ed i corsi di lingua.
Per il cliente il Day One non è saltato: gli Store fisici sono rimasti operativi per i ritiri e gli acquisti. La differenza si è giocata tutta sul personale disponibile in negozio, decisamente ridotto rispetto alla norma, tanto più in una delle giornate più affollate dell’anno, quella in cui arrivano sugli scaffali iPhone 18 Pro ed iPhone 18 Pro Max, ed è esattamente il punto su cui i sindacati hanno voluto accendere i riflettori scegliendo questa data.
LE RECENSIONI DELL’iPhone 18 PRO
Con iPhone 18 Pro ed iPhone 18 Pro Max, Apple ha introdotto Apple Reference Image, una modalità della fotocamera pensata per dimostrare che una foto è stata scattata davvero con un iPhone e non è stata modificata. In un periodo in cui creare o ritoccare un’immagine con l’Intelligenza Artificiale è sempre più semplice, l’obiettivo è poter provare che qualcosa è successo davvero. Apple Reference Image offre una garanzia affidabile e scalabile che un’immagine di riferimento sia ciò che dichiara di essere: una vera fotografia, catturata da un vero sensore della fotocamera di un iPhone, in un momento specifico. Stabilisce un nuovo standard per la fotografia digitale verificabile. Il motivo, conferma Apple, è proprio la facilità sempre maggiore con cui si possono generare od alterare immagini in modo sintetico. Esistono già standard di settore come C2PA, che però aggiungono i metadati di provenienza solo dopo lo scatto e certificano le modifiche da quel momento in poi: secondo l’azienda, un approccio del genere resta vulnerabile in qualsiasi punto della catena di modifica, senza che chi guarda la foto possa accorgersene. In più, legando l’immagine a un’identità pubblica, del dispositivo o della persona, può creare rischi per la privacy dei fotografi che lavorano in condizioni pericolose.
GLI ESPERTI PROVANO l’iPhone 18 PRO
Abbiamo messo insieme le prove di Tom’s Guide, Gizmodo, PetaPixel ed Engadget – scrive sempre Fabiano Confuorto – per capire cosa cambia davvero nell’uso quotidiano. Il nuovo A20 Pro è il primo chip a 2 nanometri montato su uno smartphone, con CPU a 6 core, GPU a 7 core fino al 40% più veloce ed un’interfaccia di memoria con il 50% di banda in più. Nei test di Tom’s Guide su Geekbench 6, iPhone 18 Pro e Pro Max hanno totalizzato circa 4.700 punti in single-core, il 25% in più di iPhone 17 Pro, e un incremento del 28% in multi-core. Sul fronte grafico il salto è ancora più ampio: in 3DMark Solar Bay Unlimited iPhone 18 Pro è più veloce del 33% rispetto al 17 Pro, mentre il Pro Max arriva al 45% in più rispetto al predecessore. Gizmodo ha confrontato i due modelli con Geekbench 7, entrambi con iOS 27: 4.027 punti in single-core e 11.540 in multi-core per iPhone 18 Pro, contro i 3.258 e 9.167 di iPhone 17 Pro. In pratica, un +24% e un +26%.
Il dato più interessante, però, riguarda le temperature. Apple ha spostato la memoria accanto al chip invece che sopra, ed ha adottato una camera di vapore con una superficie tre volte più ampia. Gizmodo racconta di non aver mai visto il telefono scaldarsi durante l’uso normale, nemmeno registrando video in 4K a 60 fps sotto un’ondata di caldo. Engadget lo ha sentito scaldare una sola volta in una settimana, mentre PetaPixel ha notato un riscaldamento evidente ma mai fastidioso usando a lungo la Fotocamera sotto il sole, con il calore distribuito in modo uniforme su tutta la scocca. Nel test di stress di 3DMark, iPhone 18 Pro Max ha mantenuto le prestazioni il 25% meglio del 17 Pro Max, mentre tra 17 Pro e 18 Pro Tom’s Guide ha misurato un miglioramento di appena l’1,7%.
Nei modelli solo eSIM, Apple dichiara fino a 36 ore di riproduzione video per iPhone 18 Pro e fino a 45 ore per il Pro Max, rispettivamente 3 e 6 ore in più dei predecessori. Nel test standardizzato di Tom’s Guide, che prevede navigazione web continua in 5G, iPhone 18 Pro Max ha raggiunto una media di 18 ore e 27 minuti contro le 17 ore e 54 minuti del 17 Pro Max, mentre iPhone 18 Pro è salito da 15 ore e 21 minuti a 16 ore e 17 minuti. Un miglioramento concreto, ma non un salto enorme. Nell’uso reale le impressioni sono ancora più positive: Gizmodo racconta che iPhone 18 Pro aveva spesso ancora il 25% di carica dopo 12-14 ore fuori casa, ed il Pro Max il 35% a fine giornata. Entrambi supportano per la prima volta la ricarica a 60W: Apple parla del 50% in circa 15 minuti per iPhone 18 Pro, e nella prova di Tom’s Guide il modello da 6,3 pollici è arrivato al 53% in 15 minuti, mentre il Pro Max si è fermato al 44%. La novità che distingue davvero iPhone 18 Pro dal modello precedente è la fotocamera principale Fusion da 48MP con apertura variabile. Sei lamelle permettono di scegliere tra quattro aperture: f/1.48, f/1.8, f/2.8 e f/4.0. Di default il sistema decide da solo, ma con i nuovi Pro controls si può impostare manualmente.
Il funzionamento automatico non sempre fa la scelta giusta: Gizmodo racconta di aver fotografato da vicino alcune statuine volendole tutte a fuoco, ma iPhone 18 Pro ha scelto f/1.8, mettendo a fuoco solo la più vicina. Engadget ha trovato la differenza tra f/1.48 ed f/4 piuttosto sottile, ma i risultati sono migliorati molto combinando apertura e tempo di scatto, regolabile da 1/6000 di secondo fino ad 1 secondo.
PetaPixel ha notato un dettaglio curioso: la massima nitidezza non si ottiene a tutta apertura. A f/1.48 il centro è nitido quanto su iPhone 17 Pro, ma i bordi peggiorano rapidamente. L’ordine, dalla più nitida alla più morbida, è f/2.8, f/1.8, f/4 ed f/1.48. Di notte, invece, Gizmodo non ha notato grandi differenze rispetto ad iPhone 17 Pro, se non ingrandendo le foto, anche se la modalità Notte si attiva meno spesso.
I difetti. I nuovi Pro sono più pesanti: 5 grammi in più per iPhone 18 Pro e 16 grammi per il Pro Max, anche se Gizmodo trova il peso ben bilanciato. Il telaio usa lo stesso alluminio serie 7000 di iPhone 17 Pro, quindi resta più facile da ammaccare rispetto al titanio. PetaPixel è delusa dal grandangolo, rimasto identico e ormai la fotocamera peggiore del telefono.






