Un allarme sul costo del jet fuel che si rifletterà inevitabilmente sui voli è stato lanciato oggi 7 ottobre a Roma da Assoaeroporti. Il presidente Carlo Borgomeo, durante l’assemblea di Federtrasporto, ha espresso una forte preoccupazione non per la disponibilità del carburante per gli aerei, bensì per il livello dei prezzi e il peso che la voce energetica ha assunto nei bilanci operativi del settore del trasporto aereo. Livello definito insostenibile.
Borgomeo ha chiarito: «Non abbiamo preoccupazioni sulla disponibilità, abbiamo preoccupazioni sul costo» del jet fuel. Il carburante, ha aggiunto, “ormai vale il 31% dei costi operativi”. Se la situazione non dovesse migliorare, il presidente di Assaeroporti ha indicato la necessità di prepararsi a un aumento dei prezzi e, in alcuni casi, alla soppressione di alcuni voli. L’incremento dei costi del carburante, se molto elevato, rischia di portare il settore fuori mercato. Il dato del 31% colloca il jet fuel tra le componenti più rilevanti dei costi sostenuti dagli operatori del trasporto aereo. L’intervento di Borgomeo concentra l’attenzione sulla dinamica economica del carburante, più che sulla capacità di approvvigionamento immediata. La distinzione è centrale: la disponibilità non è il problema principale, mentre il costo del prodotto è il fattore capace di incidere sui prezzi finali e sull’operatività di alcuni collegamenti.






