Quattro giorni blindati a Pietramurata di Dro, piccola frazione dell’alto Garda, per “Ritorno a Camelot”, il raduno organizzato da Veneto Fronte Skinheads che da oggi a domenica porterà in Trentino almeno 400 simpatizzanti della galassia naziskin di tutta Europa. Il raduno attirerà militanti provenienti da diverse parti d’Italia e d’Europa. Ha già fatto sapere che sarà presente il referente trentino di Futuro Nazionale. “Ho posticipato le ferie per esserci” ha detto Emilio Giuliana, che da Vannacci ha ricevuto un silenzioso benestare. “Ognuno è libero di andare dove vuole”, ha detto il generale.
L’evento neonazista in Trentino durerà quattro giorni, da oggi, giovedì 3 settembre al 6 settembre (le date sono state pubblicate dal Veneto Fronte Skinheads). Nel mezzo però, sabato 5 settembre, a Trento arriverà anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che presiederà la cerimonia per gli 80 anni dell’Accordo tra De Gasperi e Gruber. L’appuntamento è previsto alle 17.30 al Teatro Sociale. La riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica dovrà quindi prendere in considerazione entrambi i fronti: l’arrivo del Capo dello Stato nel capoluogo e il probabile raduno dei gruppi neonazisti sul territorio provinciale.
Massiccio il dispositivo di sicurezza attorno all’Hotel Ciclamino. Questura e prefettura hanno messo in campo oltre 140 agenti che dovranno anche far rispettare le prescrizioni imposte fuori e dentro l’area privata che ospiterà concerti, convegni e momenti di approfondimento. Il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica a Trento ha stabilito alcune regole: niente slogan riconducibili a ideologie nazi-fasciste o inneggianti all’odio razziale e religioso, ma non ha bloccato l’evento di estrema destra, nonostante gli appelli trasversali di associazioni, partiti e semplici cittadini.
Anche un centinaio di docenti dell’universita di Trento ha, attraverso una lettera, espresso contrarietà alla presenza di un’iniziativa di stampo razzista e nazifascista, mentre diversi sindaci del territorio invitano in queste ore a non cadere in provocazioni e il presidente della provincia autonoma Fugatti ha già respinto in toto i contenuti della manifestazione: “Il Trentino non ha niente a che fare con questa ideologia”.
Oggi pomeriggio, sindacati, politici e società civile hanno dato vita a una prima manifestazione di protesta: “Vogliono solo alzare la tensione, gettando fango sull’organizzazione e su chi liberamente partecipa a un evento regolarmente organizzato dal 1991”, hanno scritto gli organizzatori di estrema destra.






