Anche Geppi Cucciari allontanata (a metà) dalla Rai. La popolarissima e brava conduttrice dovrà lasciare suo malgrado, dopo 11 anni e 2.000 puntate, i microfoni della trasmissione radiofonica di intrattenimento e satira politica “Un giorno da Pecora”, in onda su Radio Rai 1. E’ stata sostituita con Nancy Brilli. La Rai ha motivato la decisione di fare a meno della brava e ironica attrice con l’improvvisa esigenza del programma di avere una conduttrice per tutto l’anno e coprire in questo modo l’intera stagione radiofonica. Alla Cucciari era stato concesso fino all’ultima edizione di andare in diretta dalla sede Rai di Milano per metà stagione, visti gli impegni che aveva e ha con la trasmissione televisiva, anche questa di successo, “Splendida cornice”, su Rai3.
La decisione della tv pubblica – con la Destra predominante e con i suoi epigoni poco talentuosi (Pino Insegno, Luca Barbareschi…) – appare in questa fase molto sospetta. Ai dirigenti della Tv di Stato che si riflettono nella  maggioranza governativa, non è parso vero potersi attaccarsi a un cavillo (prima inesistente) e fare a meno della Cucciari. A pensare male si fa peccato, ma si azzecca…
Alcuni giorni fa, dopo il caso Ranucci-Lavitola-Report,  sui social si faceva notare che nel processo di epurazione delle voci non gradite alla Destra mancavano solo il capo dello Stato Mattarella e, appunto, Geppi Cucciari. La quale sui social ha scritto: “A settembre dopo 11 anni non tornerò ai microfoni di @ungiornodapecora come avrei desiderato. Gli impegni di lavoro degli ultimi tre anni non mi hanno permesso di coprire tutta la stagione radiofonica, ma fino all’ultima edizione mi è sempre stato concesso di andare in diretta dalla sede rai di Milano per metà della stagione. Quest’anno nonostante la mia rinnovata disponibilità, questa soluzione, che mi consentiva di conciliare @ungiornodapecora con @splendicornice e gli altri impegni, non è stata ritenuta praticabile per ragioni editoriali. E’ stato deciso di avere qualcuno disponibile tutto l’anno”.
“Mi dispiace – aggiunge Geppi Cucciari – mi mancherà tantissimo la radio, mi mancherà il @simpaticolauro, che è stato sempre molto più di un collega e col quale negli anni abbiamo costruito un legame davvero speciale, mi mancherà @rachele.brancatisano che mi ha accolta fin dall’ inizio come una sorella e che è diventata mia comare perché ho avuto il privilegio di battezzare suo figlio, mi mancherà la redazione di questo programma, il sorriso di @the_crazy_joy , @francescafornario e il suo grande cuore, l’assoluto @ilmaestrobernardini, i sempre preziosi @la__noe e il suo fascino @marco1marra e la sua concretezza e @daniel.franchina1 e la sua mira editoriale, e @davidebrit, sempre al nostro fianco. Siamo cresciuti davvero tutti insieme, tra riunioni, discussioni, caffè e panini in piedi. Era bello condividere tutto questo mondo con voi. Per le giovani e talentuose @rorositive @itschiaracami: resterò vostro padre. Avete scandito i miei anni, le mie giornate, i miei pranzi. E grazie a tutti gli ospiti che abbiamo avuto in queste circa 2.000 puntate, incontri a volte sorprendenti, altre sconcertanti, sempre illuminanti. E mi mancherà il rapporto unico con gli ascoltatori di questo programma, un pubblico dedicato, attento, severo e dai grandi slanci. Ci ritroveremo, ne sono sicura”.

 

In queste settimane estive è stata ipotizzata anche “un’epurazione”, collegata alle passate tensioni della conduttrice con l’area governativa. Le sue frizioni con il ministro Sangiuliano prima e con Giuli poi non sono mai state segrete, bensì largamente condivise in circostanze pubbliche come Il premio Strega e i David di Donatello. Quest’anno c’è chi si è chiesto il perché della sua assenza nella cerimonia di apertura al Quirinale, che l’anno prima, il terzo anno in cui era al timone, l’aveva addirittura definita “un’esperta guida di questa cerimonia”. C’era Claudio Bisio al suo posto, un anno dopo la stoccata a Giuli, definito sul palco “l’unico ministro i cui interventi possono essere addirittura ascoltati al contrario come un disco dei Black Sabbath e a volte migliorano”. La tensione in sala si poteva tagliare con un coltello, tant’è che il Ministro rispose con malcelata ironia chiamandola “ippeG” (il suo nome letto al contrario), replicando poi con una battuta sulle polemiche politiche: “La sinistra aveva gli intellettuali, ora gli sono rimasti i comici”.

Cucciari termina il lungo post sui suoi social con un “Ci ritroveremo, ne sono sicura”. Il suo nome è ancora presente nei palinsesti tv Rai, alla conduzione di Splendida Cornice appunto. Il resto si inserisce nella lista di casi radiofonici dell’ultimo anno, come Caterpillar e Rock and Roll Circus, oltre quella di Matti da legare con Belén Rodriguez, in attesa di una nuova produzione, ancora in via di definizione, con Andrea Delogu. Intanto, solidarietà di Francesca Fagnani nei commenti, lei che negli ultimi giorni continua a fare altrettanto rumore per la presunta instabilità di Belve tra le proposte Rai della prossima stagione e l’ipotesi che possa trovare un’altra casa. Fazio, Littizzetto, Annunziata, Gramellini, Bianca Berlinguer, Corrado Augias, Amadeus, Andrea Vianello e, fresco uscente, Milo Infante: anni di nomadismo professionale, in cui la Rai ha dovuto motivare più di un’interruzione di rapporto. Geppi Cucciari, per ora, è stata costretta a lasciare solo metà dei suoi impegni in Rai, ma per l’altra metà /(Splendida Cornice) c’è sempre tempo per farlo. Mezza missione compiuta.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui