Su richiesta della Direzione distrettuale Antimafia, i carabinieri hanno arrestato oggi Valter Lavitola per l’attentato al conduttore di Report, Sigfrido Ranucci. L’ordinanza del Gip di Roma riguarda anche Gomes Clesio Tavares, uomo di fiducia dello stesso Lavitola.

Gomes Tavares, che risulta ancora ricercato, secondo le indagini avrebbe avuto il ruolo di “raccordo operativo per conto di Lavitola”. Avrebbe reclutato e istruito gli esecutori materiali campani e, oltre ad aver preso parte al sopralluogo del 15 settembre, avrebbe coordinato e partecipato a una seconda ricognizione sul litorale laziale il 10 ottobre 2025, mettendo a disposizione del commando l’autovettura del suocero.

Lavitola e Tavares sono  gravemente indiziati di concorso in detenzione, porto in luogo pubblico e utilizzo di ordigno esplosivo, con l’aggravante di aver agito in più di cinque persone e con modalità di tipo mafioso in ordine allo sviluppo delle complesse indagini, avviate a seguito dell’attentato dinamitardo perpetrato la sera del 16 ottobre 2025, a Pomezia, frazione di Torvaianica, ai danni del giornalista televisivo Sigfrido Ranucci. Le investigazioni avevano già condotto, lo scorso 30 giugno, all’arresto di quattro persone, gravemente indiziate di essere gli esecutori materiali della deflagrazione.

Gomes Tavares “avrebbe reclutato e istruito gli esecutori materiali campani e, oltre ad aver preso parte al sopralluogo del 15 settembre, avrebbe coordinato e partecipato a una seconda ricognizione sul litorale laziale il 10 ottobre 2025, mettendo a disposizione del commando l’autovettura del suocero”.
Le misure restrittive si fondano su un impianto accusatorio solido e concorde. Le risultanze derivano dall’analisi incrociata dei tabulati telefonici e telematici delle celle presenti nell’area dell’attentato, dal tracciamento dei veicoli coinvolti nelle fasi preparatorie e dall’esame forense dei telefoni cellulari in uso agli indagati, che hanno smentito i tentativi di precostituirsi degli alibi difensivi.
Chi è Lavitola

Nato a Salerno nel 1966, Lavitola è una figura molto nota alle cronache politiche e giudiziarie italiane come faccendiere, ricattatore e mediatore internazionale. Le sue vicende storiche più rilevanti includono anche la direzione de L’Avanti, guidando la rinascita in chiave cooperativa del celebre quotidiano socialista, usandolo spesso come piattaforma per manovre e pressioni politiche. Nel 2012 ha patteggiato 3 anni e 8 mesi nell’inchiesta sui finanziamenti pubblici ottenuti dal quotidiano; l’anno successivo è stato condannato a 2 anni e 8 mesi per tentata estorsione ai danni di Silvio Berlusconi. È finito anche nell’inchiesta sulla cosiddetta “compravendita dei senatori” messa in atto dall stesso Berlusconi condannato in primo grado a tre anni per corruzione, il procedimento si è poi concluso in appello con la prescrizione. A suo carico anche procedimenti legati ad appalti e affari a Panama, tra cui una condanna in primo grado per tentata estorsione nei confronti di Impregilo. Ranucci e Lavitola si conoscevano da anni; l’ex editore e faccendiere era diventato nel tempo una fonte per diverse inchieste giornalistiche di Report.

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