In Spagna, caos all’aeroporto di Bilbao dopo il rientro degli attivisti della Flotilla oggetto di cariche della polizia. Il primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez ha parlato di una brutalità come in Israele.
Il ritorno in Spagna degli attivisti della Global Sumud Flotilla si è quindi trasformato in un nuovo caso politico, perché all’aeroporto di Bilbao sei membri della delegazione basca della missione umanitaria sono stati manganellati dalla polizia basca, l’Ertzaintza, durante momenti di forte tensione culminati con quattro arresti. Le immagini diffuse dalle televisioni spagnole e rilanciate sui social mostrano agenti che colpiscono manifestanti e sostenitori presenti nello scalo di Loiu, immobilizzando alcune persone a terra.
La tensione sarebbe salita già prima dell’atterraggio: El País e Cadena Ser raccontano che un familiare avrebbe tentato di avvicinarsi agli attivisti per abbracciarli, venendo fermato dalla polizia. Da lì sarebbe nato il parapiglia degenerato nelle cariche. L’Ertzaintza ha confermato il fermo di 4 persone con accuse di “grave disobbedienza, resistenza e aggressione a pubblico ufficiale”; i fermati sono stati poi rimessi in libertà. Ma la divisione Affari interni della polizia basca ha aperto un’indagine per verificare se il comportamento degli agenti sia stato conforme ai protocolli operativi.
La Global Sumud Flotilla ha parlato di “violenta aggressione” da parte della polizia basca contro persone “già traumatizzate” dopo il fermo israeliano in mare aperto. Alcuni degli attivisti coinvolti nelle cariche erano appena stati dimessi dagli ospedali turchi dove erano stati ricoverati per le ferite riportate durante l’intercettazione della nave diretta verso Gaza con gli aiuti umanitari. La delegazione sostiene che due membri abbiano ritardato il rientro proprio a causa delle cure mediche necessarie.
