Al centesimo giorno dall’inizio del conflitto arabo-iraniano, la fragile tregua si è interrotta. Dopo 60 giorni di cessate il fuoco, l’Iran è tornato a colpire il territorio di Israele con quattro ondate consecutive di missili balistici. L’attacco, che ha visto il lancio di 10 vettori tutti intercettati dai sistemi di difesa aerea israeliani, rappresenta la ritorsione di Teheran dopo il pesante raid aereo dello Stato ebraico su Dahieh, la periferia meridionale di Beirut e roccaforte di Hezbollah. Uno scenario ad altissima tensione che rischia di far precipitare la regione in una guerra totale, proprio mentre la diplomazia statunitense a guida Donald Trump sembrava vicina alla sigla di un accordo di pace. Lo stesso Trump ha chiesto a Israele e Iran di interrompere gli attacchi, ma Netanyahu va ormai per la sua strada e si prepara alla guerra contro Teheran. In sostanza, il primo ministro di Tel Aviv snobba il capo della Casa Bianca.
“Decido tutto io. Non è Netanyahu a decidere”, aveva detto Trump. Che poi, a quanto scrive Axios, avrebbe parlato con il premier israeliano per ribadire il concetto. Per tutta risposta, Israele ha colpito a sua volta l’Iran, sfidando di fatto il diktat del presidente americano.
LEGGI ANCHE Il Nyt: “Israele lancia fosforo bianco sulle aree popolate del Libano”
L’Iran afferma che gli Stati Uniti hanno la responsabilità diretta delle recenti violazioni del cessate il fuoco, aggiungendo che “le azioni dell’entità sionista nella regione non possono essere considerate isolatamente dagli Stati Uniti. Nessuno crede che il regime israeliano intraprenderebbe alcuna azione senza il coordinamento degli Stati Uniti. Gli Stati Uniti sono responsabili dell’aggressione del regime israeliano e saranno anche responsabili delle conseguenze di qualsiasi escalation delle tensioni”.
Le forze militari di Israele sono pronte a sostenere la ripresa della guerra contro l’Iran “almeno per diversi giorni”: è quanto riferisce il Times of Israel, citando fonti dell’esercito israeliano. Stando ancora ai media, gli attacchi contro l’Iran – che cadono a circa un anno dalla guerra di 12 giorni che nel giugno dello scorso anno Israele ha condotto contro l’Iran – sono stati “condotti da Israele” ma “in pieno coordinamento” con il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom), così come il sito statunitense Axios aveva rivelato.
Altre fonti israeliane riferiscono alla Cnn che lo Stato ebraico sta pianificando una risposta massiccia — alimentata dalle dichiarazioni del ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir, che ha tuonato “Teheran deve bruciare” — Donald Trump ha scelto i microfoni dell’emittente Fox per lanciare un appello alla calma e tentare di salvare l’accordo diplomatico.
Il presidente americano si è detto contrariato dagli ultimi sviluppi: “Non sono contento di quanto sta succedendo. Avrei detto che l’accordo sarebbe stato firmato lunedì o martedì e ora questo”. Rivolgendosi direttamente alla leadership iraniana, Trump ha aggiunto: “Avete lanciato i vostri missili, ora torniamo a trattare”. Nel contempo, per evitare che la situazione sfugga di mano, la Casa Bianca ha annunciato un intervento diretto sul governo israeliano: “Chiamo Netanyahu ora e gli dico di fermare la rappresaglia”.
