IL DUCA ROSSO / La scomparsa di Roberto Soffritti, sindaco di Ferrara per 16 anni, l’ultimo del Partito Comunista

E’ scomparso  Roberto Soffritti, il Duca Rosso, sindaco di Ferrara dal 1983 al 1999, l’ultimo del Partito Comunista. Soffritti, 85 anni, era figlio di Antenore, tra le vittime dell’eccidio di Doro da parte dei nazisti nel novembre del 1944. Si iscrisse al PCI nel 1960, e l’anno successivo cominciò la carriera nella pubblica amministrazione. Nel 1970, dopo la nascita delle Regioni, diventa dirigente alla Regione Emilia Romagna riuscendo a laurearsi.

Nel 1975 – è scritto nella sua biografia – diventa assessore agli Affari generali del Comune di Ferrara nella seconda legislatura guidata da Radames Costa. Soffritti diventa sindaco quando Claudio Vecchi lascia la carica di primo cittadino per diventare senatore. Nel 1995 andò al ballottaggio con Gian Luca Fantoni, candidato di centrodestra, anche perché Dario Franceschini, con la sua lista Ferrara Democratica, gli portò via una bella fetta di elettori di centrosinistra al primo turno.

Con Soffritti, Ferrara si riscopre città di cultura, attenta all’ambiente e al dialogo tra il PCI e le forze produttive e economiche per realizzare un “Patto per lo sviluppo. I primi investimenti sono diretti all’efficienza del ciclo integrato dell’acqua e a garantire la continuità del servizio idrico, intervenendo nello stabilimento di potabilizzazione del Po di Pontelagoscuro. Si farà promotore del Progetto Geotermia utilizzando il bacino geotermico di Casaglia per il riscaldamento degli edifici e per il fabbisogno energetico di un’importante parte dell’area urbana. La realizzazione del Parco urbano a Nord della città e la ristrutturazione delle Mura rinascimentali, per circa 9 chilometri perimetro del centro storico, avviano i progetti per rilanciare il prestigio culturale del territorio, che valorizzano l’esperienza di Palazzo dei Diamanti e il Teatro Comunale, riaperto dopo un accurato intervento di restauro.

Nella fortunata collaborazione con Claudio Abbado e l’associazione Ferrara Musica, il Teatro Comunale viene eletto sede stabile dal 1989 della Chamber Orchestra of Europe e dal 1998 della Mahler Chamber Orchestra. “Ferrara Musica” realizza centinaia di concerti, come il primo e unico concerto dei Berliner Philharmoniker in Italia dopo vent’anni d’assenza, e tutte le tournée italiane dei Berliner con Claudio Abbado.

Ferrara, nel 1992, entra nel circuito delle grandi mostre internazionali con la rassegna al Palazzo dei Diamanti “Claude Monet e i suoi amici. La collezione Monet da Giverny al Marmottan”. L’evento, aperto da uno scambio culturale con le opere di Giovanni Boldini, dà un forte impulso alla costruzione nella città di nuove strutture alberghiere. Nel 1995, quando Roberto Soffritti è sindaco per il suo ultimo mandato quinquennale, Ferrara ottiene l’iscrizione nella lista del patrimonio mondiale Unesco come “mirabile esempio di Città del Rinascimento”: riconoscimento esteso al Delta del Po.

Va ricordato che il Duca Rosso avviò e portò a compimento la realizzazione del Parco Urbano “Giorgio Bassani” negli anni Novanta. Il suo mandato (1994-1999) coincise infatti con la fase cruciale del progetto: nel 1996 fu varato il “Progetto di Tutela e Valorizzazione dei beni culturali ed ambientali del Parco Urbano”. L’inaugurazione avvenne nel 1999, proprio alla fine del suo secondo mandato. L’operazione fu il risultato di una forte sinergia politica e culturale, fortemente sostenuta da Italia Nostra e da Paolo Ravenna, che trovarono nell’amministrazione guidata da Soffritti l’interlocutore per dare corpo a questa eccellente visione urbanistica.

Tra le decisioni molto criticate che Soffritti prese durante la sua lunga carriera di sindaco, figurano la costruzione del Palazzo degli Specchi da parte da Gaetano Graci, uno dei cosiddetti Cavalieri dell’Apocalisse mafiosa, il fallimento dello Spal e, soprattutto, la costruzione dell’ospedale a Cona. Una scelta, quest’ultima, considerata cervellotica. Un ospedale a 6 chilometri dalla città non è stata una soluzione soddisfacente per i cittadini.

Lasciata l’amministrazione comunale nel 1999, Soffritti assume l’incarico di presidente delle Ferrovie Emilia-Romagna fino al 2006, quando è eletto alla Camera dei deputati nelle liste del Partito dei Comunisti Italiani (PdCI), partito al quale aveva aderito alla fine del 2001 dopo aver lasciato i DS.  Ricandidato come capolista in Emilia Romagna della Sinistra l’Arcobaleno, non sarà eletto. Alle politiche del 2013 Soffritti si candida con la lista Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia con un risultato molto modesto. Infine il passaggio dal PdCI a Sinistra Ecologia e Libertà.

LE REAZIONI

“La scomparsa di Roberto Soffritti mi addolora profondamente – scrive l’attuale sindaco di Ferrara, Alan Fabbri –  Da uomo politico qual era – quando la politica era fatta di dialogo, non di scontro continuo – sapeva mantenere i rapporti con tutti, al di sopra delle divisioni di appartenenza. Un rapporto che è rimasto intatto in questi anni di mandato, in cui abbiamo potuto confrontarci più volte sull’idea di cambiamento e sulla città. Pur appartenendo a schieramenti diversi e avendo operato in stagioni differenti, abbiamo condiviso molte idee per il rilancio del territorio: da Ferrara città della cultura e perla del patrimonio Unesco, valorizzata sotto il profilo turistico, artistico e culturale, al dialogo con le forze produttive ed economiche, fino alle politiche per una città più verde e attenta all’ambiente. È stata una grande persona e un grande politico, cui i ferraresi si sono affezionati. Porgo, a nome di tutta l’Amministrazione comunale, le più sentite condoglianze alla famiglia e a quanti gli hanno voluto bene”

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