di Cristina Rossi *
— “Robert, Robert, Robert”: è tutta per lui l’ovazione di una piazza San Cosimato gremita, in attesa della proiezione della prima parte della versione restaurata di Novecento, capolavoro di Bernardo Bertolucci, in cui appare, tra il cast stellare, anche un giovane Robert De Niro. L’attore hollywoodiano è stato il protagonista della serata di ieri, lunedì 13 luglio, de “Il Cinema in Piazza” per celebrare i 50 anni del celebre film uscito nelle sale nel 1976. E non si è risparmiato sul palco nel rispondere alla fila di domande di Antonio Monda e Valerio Carocci sulla sua lunga carriera, sui celebri ‘colleghi’ e registi con cui ha lavorato, ovviamente sull’esperienza in Italia con Bertolucci e sulla pellicola della serata.
“Bartolucci era molto simpatico, un poeta. Aveva un approccio alla regia diverso da quello a cui ero abituato. Il primo giorno di riprese fu incredibile, l’inizio di un grande ambizioso film in cui sono orgoglioso di aver recitato”, esordisce De Niro. Ha aggiunto di non sapere se il regista fosse comunista o socialista, sicuramente però “era schierato con i deboli- ha proseguito- stava dalla parte della gente e del giusto”. In “Novecento” De Niro interpreta Alfredo Berlinghieri, un possidente terriero, l’attore 82enne ha evidenziato come l’opera parli di temi forti come l’opposizione e il fascismo. Tra gli aneddoti sul set ha ricordato le mangiate fatte tra le trattorie di Reggio Emilia e Parma: “Fu fantastico”.
“Bob è venuto all’improvviso, con una mail che gli abbiamo mandato di notte ed è venuto qui per amore del cinema, è venuto apposta per vedere il film”, spiega Carrocci, rivelando le motivazioni sincere e profonde che hanno portato l’attore hollywoodiano ad una toccata-e-fuga nella Capitale. Alla fine, gli viene chiede un consiglio per i tanti giovani seduti in piazza: “Fidatevi del vostro istinto e delle vostre sensazioni: quando vedete qualcosa di sbagliato sta a voi decidere come comportarvi, a seconda dell’impatto che quella cosa ha su di voi e su chi vi sta intorno. La stessa cosa vale quando vedete qualcosa di giusto. Specialmente di questi tempi, che tutti conosciamo”. Poche parole sufficienti a far esplodere la piazza in applausi e grida di ammirazione. E poi Bob lascia il palco e spazio al vero e indiscusso protagonista della serata, il grande Cinema italiano.
*Agenzia Dire (www.dire.it)






