La Voce di Ferrara-Comacchio, attraverso la penna di Andrea Musacci, ha pubblicato sul sito un articolo in cui affronta “i disagi, le speculazioni e le ipocrisie del Ferrara Summer Festival”. La manifestazione, gestita da un privato, tiene in ostaggio Piazza Ariostea e dintorni per due mesi tra le proteste dei residenti, che stavolta hanno reagito con esposti e denunce, l’indifferenza di una Soprintendenza che sembra non aver mai fatto capolino nella piazza di Ludovico Ariosto, e l’ostinazione di un’amministrazione che, forte di un consenso elettorale, tira avanti come se niente possa intaccarla. Ebbene, la Voce affronta un argomento che definire scandaloso è davvero poco: le limitazioni di cibo e bevande per chi assiste ai concerti e, soprattutto, i prezzi applicati a un pubblico di giovani e giovanissimi che viene spremuto oltre ogni limite di decenza. Leggiamo insieme.

“In occasione dei primi concerti del FSF 2026 – scrive Musacci – siamo andati agli ingressi principali sùbito fuori Piazza Ariostea, dove numerose transenne e solerti vigilantes sorvegliano e filtrano persone e oggetti. Oggetti anche commestibili: il Regolamento parla chiaro: all’interno dell’area concerto sono vietate bottiglie con liquidi, vetro e lattine, cibo e bevande introdotti dall’esterno dell’area evento. E infatti, all’ingresso vediamo accumulate montagnole di borracce, bottiglie, bottigliette e di cibo prontamente sequestrati agli ingenui avventori.

Il motivo ufficiale? La “sicurezza”; ma gli accendini e i power bank possono entrare, e certi scarponi se lanciati crediamo facciano più male di un panino con la frittata. Il motivo reale, dunque, è un altro: all’interno vi è la cosiddetta “Food Area” con «street food, ristorazione e punti ristoro selezionati». Questi i prezzi dei vari (pochi) stand: acqua (bottiglietta piccola) 3 euro (per avere un termine di paragone è come acquistare al supermercato una confezione con sei bottiglie da un litro e mezzo a 54 euro: nota di chi pubblica)), birra (0.4) 7 euro, hot dog 10 euro, pizza (surgelata) 15 euro, hamburger 15 euro. E nemmeno una doccia all’interno, con temperature previste fino a 38-40 gradi. Solo dopo diverse proteste, anche via social, per alcuni concerti han permesso alla Croce Rossa di distribuire bottigliette d’acqua gratuite all’interno. Una gentil concessione da parte degli organizzatori. Ma i farmaci rimangono ammessi solo con prescrizione medica.

Beati, allora, coloro che hanno un posto in paradiso, vale a dire gli ospiti e possessori di accessi VIP, a cui sono riservate due aree apposite, laterali, vicino al palco. Sicuramente con prezzi più umani e privilegi vari. E che il popolo mangi brioches, se riesce a farle entrare di straforo.

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