domenica 19 Aprile 2026

C'è una crepa in ogni cosa. E' da li' che entra la luce (Leonard Cohen)

La Topolino per i 14enni e la nuova 600: elettriche, non prodotte in Italia

La Fiat ha presentato alla stampa sul tetto del Lingotto, due nuovi modelli di auto elettriche con nomi che richiamano la gloriosa storia dell’azienda torinese, oggi con sede legale a Hoofddorp nell’Olanda settentrionale.
Sono la nuova Topolino, una microcar, prezzo a partire da 9.890 euro, e la nuova 600, una cross over a partire da 35.950 euro, ma ci sono gli incentivi che tolgono fino a 5.000 euro.  Entrambe sono elettriche. Per John Elkann “Stellantis in Italia avrà un futuro entusiasmante”.

La Topolino è una macchina da città, per guidarla basta il patentino per i motocicli e avere più di 14 anni: è sviluppata sulla base della Citroën Ami, sono prodotte nello stesso stabilimento in Marocco.

 

La 600 è invece un’utilitaria, anch’essa elettrica, prodotta in Polonia, può percorrere fino a 600 chilometri in città con una carica completa, è lunga 4 metri e 17 e segna il ritorno di Fiat nel cosiddetto segmento B.

Un richiamo al passato, ma con l’obbiettivo “di giocare un ruolo importante nella mobilità del futuro” ha detto Elkann che ricordato anche i piani del gruppo per Torino: il polo per la ricerca e il centro di sviluppo delle batterie.

Le nuove auto saranno prodotte all’estero, e ciò ha destato qualche malumore nel sindacato, ma gli stabilimenti italiani di Stellantis (Melfi, Pomigliano, Mirafiori e Atessa) “hanno già i loro prodotti o li avranno secondo i piani previsti”, ha rassicurato l’amministratore delegato di Fiat, Olivier François: “In due anni abbiamo reso Fiat più profittevole e più globale che mai. Fiat è diventato il marchio Stellantis numero 1 per volumi ed è leader nei tre principali mercati: Italia, Brasile e Turchia”

E’ stato chiesto perché i due nuovi modelli Fiat non saranno prodotti in Italia. La risposta è stata lapidaria: “Produrremo più auto se se ne comprassero di più. L’Italia è l’unico paese in Europa che arretra sull’elettrico perché non ci sono incentivi sufficienti”.
Il responsabile del marchio Fiat parla sì di scelte già fatte ma in sostanza guarda anche alle richieste al governo, se e quando ci saranno. Per quanto, giura, gli “stabilimenti italiani sono saturi”.
Una bugia, secondo la Fiom-Cgil, “unita agli ennesimi annunci che non rispecchiano la reale situazione nel Paese – ha commentato sul fattoquotidiano.it il responsabile automotive della Cgil, Marinelli – L’unico stabilimento che viaggia a pieno regime in Italia è Pomigliano, dove i lavoratori italiani vengono trasferiti in maniera coatta da Melfi, che non è assolutamente saturo”.

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