“Non vincerò mai Sanremo, ma chi è che fa vincere una canzone così? Se andrei all’Eurovision a cantare questa canzone? Dove c’è anche Israele? Se tutti dovessero rinunciare ci andrei e canterei più forte proprio perchè c’è Israele”. Lo ha detto Ermal Meta, in gara al Festival di Sanremo con ‘Stella stellina‘, una canzone che parla della strage di bambini a Gaza. Finalmente parole coraggiose in un festival che si sta dimostrando di un conformismo e una noia mortali.
“A Eurovision andrei perchè questa canzone ha valore per me e perchè ritengo sia giusto portarla su quel palco. Avere 29 rinunciatari avere questa possibilità e non farlo, sarebbe come non fare l’ultimo passo. Lì c’è Israele? È bene che ci sia, nel mio caso, se c’è canterei questa canzone ancora più forte, con ancora più decisione e convinzione, perchè è il mio compito, credo sia così”.
La scelta di questo tema? “Direi che non è un tema, è un pezzo di storia, Un tema lo inizi, lo sviluppi e lo finisci. In realtà questo è un pezzo di storia che non sta finendo. E continuerà, purtroppo“. In fondo al pezzo c’è una speranza. “No, non è una speranza. È una fotografia, le fotografie non sono speranze. Spero, io. Ma non mi sento di dire ‘Speriamo tutti insieme che tanto migliora’. Il mondo lo vedo troppo consumato, in questo momento affinchè possa migliorare”. Ci sono haters che hanno detto che la canzone è in top solo perchè parla di Gaza? Non voglio dire niente agli odiatori, io gli voglio bene per dispetto. Voi continuate pure ad odiarmi, non c’è problema, vi voglio bene lo stesso”, ha detto Ermal Meta.
LEGGI ANCHE
“Tra una foto e un’altra mentre facciamo scrolling anche quelle dei bambini che muoiono diventano normali. Ma non è così, non possiamo rimanere in silenzio. Non possiamo accettare che parole come Gaza diventino una ‘bestemmia’“, ha detto Ermal Meta in conferenza a Sanremo. “La vera ‘bestemmia’ è proprio non poterle dire certe cose. A me interessa tenere fede al mio impegno di cantautore, che è quello di essere fedele a me stesso”.
