domenica 19 Aprile 2026

C'è una crepa in ogni cosa. E' da li' che entra la luce (Leonard Cohen)

EX CAPO DELLA POLIZIA / Gabrielli: “Difendere gli agenti anche dagli incantatori di serpenti del governo”

Contro il “populismo penale” della Destra al governo amplificato dopo i fatti di Torino, si schiera oggi l’ex capo della polizia Franco Gabrielli, attuale consulente per la sicurezza del Comune di Milano. Da tempo è diventato l’uomo cui la Destra ama tirare a palle incatenate per accreditare la necessità di una nuova stagione liberticida della sicurezza e dell’ordine pubblico. In un’intervista coraggiosa e illuminante a Carlo Bonini su ‘Repubblica’, Gabrielli, da autentico servitore delle istituzioni ha detto: “Penso che questo sia il momento di difendere chi indossa una divisa. Non solo dai violenti” ma anche “dagli incantatori di serpenti. Ovvero: tutti quelli che usano gli operatori di polizia come una bandiera propagandistica, promettendo scorciatoie e soluzioni miracolose che, alla prova dei fatti, non proteggono proprio nessuno. A cominciare da chi indossa una divisa”. Evidente il riferimento a Giorgia Meloni, Nordio e Salvini.


Gabrielli boccia senza mezzi termini il fermo preventivo, adombrato dal governo che doveva discuterne stamani ma che, per contrasti nella maggioranza, è stato rinviato a giovedì. “Non funzionerà – dice l’ex capo della polizia – perché difficilmente produrrà degli effetti significativi nella gestione dell’ordine pubblico. In compenso, rischierà di radicalizzare ulteriormente lo scontro, di irrigidire ancora di più i rapporti già tesi nelle piazze, di comprimere in modo significativo altri spazi di libertà. È fumo negli occhi, è propaganda securitaria a finanza zero”.

“Moltiplicare ogni volta le figure di reato serve solo a eludere le domande chiave: come si governa davvero l’ordine pubblico? E che ordine pubblico merita un Paese democratico? Come si evita di esporre i reparti in servizio di ordine pubblico in modo prolungato e logorante al rischio? Qualcuno si è chiesto su chi si scarica il costo di un’assenza di strategia chiara e di una reale capacità di leggere i contesti? Ve lo dico io: sui singoli poliziotti e su tutti coloro che in piazza vanno pacificamente per esercitare un diritto costituzionalmente protetto”.

E sulla scudo penale agli agenti non ci va morbido: “Bisogna riconoscere che una democrazia sa e può difendersi da ciò che la minaccia senza snaturarsi. Senza creare stati di eccezione permanente, senza allargare il perimetro di coloro che, in ragione della loro funzione, godono di uno status di immunità. Perché questo mina e tradisce la fiducia del Paese. Allontana i cittadini dalle istituzioni e da chi le rappresenta. E la fiducia e la libertà dei cittadini sono le condizioni irrinunciabili di qualunque modello”.
Sta tutta qui la differenza tra chi conosce quello di cui parla e onora le istituzioni e chi fa le leggi sulla pancia e sulle viscere della gente, per un pugno di voti.


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