Il caldo sta diventando un’emergenza sanitaria in tutta Europa dov’è scattato l’allarme dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. In Francia, è la situazione descritta da varie organizzazioni e dalla stampa, si sono avuti ben 40 morti ricollegabili alla calura. Chiusa la Tour Eiffel, mentre il Louvre ha anticipato la chiusura alle 16 di domani. In Gran Bretagna centinaia di scuole sono state chiuse. Anche in Germania è scattata l’allerta caldo.
L’ondata di calore che attanaglia l’Europa occidentale sta facendo impennare anche le temperature del suolo, con valori che hanno raggiunto i 48 gradi a Madrid, i 44 gradi a Roma e i 46 gradi a Poitier in Francia così come a Saragozza in Spagna. Lo indicano le rilevazioni dei satelliti Sentinel-3 (foto sotto) di Copernicus, il programma di osservazione della Terra di Agenzia spaziale europea (Esa) e Commissione Ue.

Il caldo non lascia tregua a Nordest, soprattutto nella Pianura Padana, all’Italia e a tutta l’Europa. Il picco è previsto per lunedì 29 giugno e l’ondata di caldo estremo potrebbe arrivare a durare 11 giorni: mai finora si era visto un fenomeno così persistente. Una situazione che porta seri problemi, dalla salute all’economia.
MUORE UN OPERAIO: LAVORAVA SULL’ASFALTO ROVENTE: E LA PREVENZIONE?
Ieri, 24 giugno, il 58enne Stefano Tonin è morto sul lavoro nel Padovano a causa di un colpo di calore. Stava lavorando sull’asfalto a San Martino di Lupari. Bisogna chiedersi: ma dov’è la prevenzione? A queste temperature, un lavoratore non dovrebbe essere impiegato in mansioni che costituiscono un rischio troppo elevato per la salute. Considerando che con temperature che sfiorano i 40 gradi l’asfalto diventa rovente, sarebbe stato il caso che simili lavori fossero vietati. In Emilia un’ordinanza regionale vieta lavori all’aperto nelle ore di massima esposizione solare. Tonin nel pomeriggio si è sentito male a causa del caldo atroce: colpito da un malore, si è accasciato al suolo. I colleghi hanno dato subito l’allarme e in pochi minuti è arrivata un’ambulanza che ha portato l’operaio all’ospedale di Padova. Ma le sue condizioni erano troppo gravi ed è morto. Non si contano più gli accessi ai pronto soccorso. I condizionatori vanno senza sosta e già si teme per quando arriverà la bolletta, un salasso per molte famiglie. Infine, la paura è per quando finirà questa ondata: potrebbero arrivare temporali devastanti con danni alle auto, ai campi agricoli, alle strade.
In Emilia Romagna, in queste condizioni estreme di caldo, l’operaio del Padovano morto ieri non sarebbe stato al lavoro. Risale al 3 giugno, infatti, l’ordinanza ‘calore’ che ferma il lavoro all’aperto. Il provvedimento interviene regolamentando l’attività di lavoratrici e lavoratori nei momenti di massima esposizione solare con l’obiettivo di garantirne la sicurezza e prevenire malori sui luoghi di lavoro. Fino al 15 settembre 2026, nei giorni con livello di rischio ‘Alto’ sarà vietato lavorare in condizioni di esposizione prolungata al sole dalle ore 12,30 alle 16 nei settori agricolo e florovivaistico, nei cantieri edili e nei piazzali della logistica. E da quest’anno il divieto comprenderà anche il lavoro nelle cave e i rider, per la consegna merci con mezzi a pedalata anche assistita. Altra novità, l’anticipo e il posticipo di un’ora dei lavori dei cantieri edili e affini all’aperto sempre nel periodo compreso dall’ordinanza: si potranno svolgere attività rumorose temporanee in deroga ai regolamenti comunali. I sindaci e le sindache potranno ovviamente emettere proprie ordinanze.
“L’ordinanza in vigore in tutta l’Emilia Romagna – afferma l’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Paglia – ha l’obiettivo di offrire a tutte le lavoratrici e i lavoratori il massimo strumento di protezione dai cambiamenti climatici, in particolar modo dall’impatto che questi hanno sulle persone che lavorano. Sarà quindi vietato lavorare dalle 12.30 alle 16, a meno che non vengano messe in campo tutte quelle misure che consentono di farlo in piena tutela della sicurezza. Interveniamo anche, come ci hanno richiesto le organizzazioni sindacali e le parti datoriali – aggiunge l’assessore-, autorizzando l’anticipo di un’ora di quei cantieri che si trovano specificamente sottoposti a irraggiamenti solari, nei giorni di attività dell’ordinanza, cioè quando il rischio è alto. La misura, ad eccezione dei comuni turistici della costa che naturalmente hanno regole diverse, lascia comunque la possibilità a sindache e sindaci di intervenire con proprie ordinanze”.
FERRARA
Si chiama “Uffa che afa”, è gratuito e sarà attivo per tutta l’estate.A Ferrara sarà attivo per tutta l’estate il servizio gratuito “Uffa che afa”, l’iniziativa del Comune pensata per proteggere gli anziani durante i periodi di caldo intenso. La misura, rivolta ai residenti over 75, resterà operativa fino al 15 settembre e punta a prevenire i disagi legati alle ondate di calore, fenomeni sempre più frequenti e in grado di incidere sulla salute delle persone più fragili. Il servizio offre supporto, informazioni e assistenza grazie a una rete di operatori pronti a intervenire in caso di necessità. Per richiedere aiuto o ottenere chiarimenti è disponibile il numero verde 800 072 110, attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17, mentre per le emergenze sanitarie resta valido il numero unico europeo 112. Il progetto nasce dalla collaborazione tra l’assessorato comunale alle Politiche sociosanitarie, Asp Ferrara, Ausl Ferrara, Azienda ospedaliero-universitaria di Ferrara, Protezione civile e Lepida, che cura il numero verde e il servizio di teleassistenza. A supporto operano anche forze dell’ordine e associazioni del volontariato coinvolte nel servizio di trasporto sociale “Ti porto io”.
L’OMS
“Il colpo di calore è un’emergenza medica con un alto tasso di mortalità” ha sottolineato l’Oms che avverte come la mortalità legata al calore tra le persone di età superiore ai 65 anni è aumentata di circa l’85% tra il periodo 2000-2004 e il periodo 2017-2021. “Solo negli ultimi quattro anni, il caldo ha causato oltre 200.000 decessi nella Regione europea dell’Oms mentre la mortalità correlata al caldo è aumentata del 30% negli ultimi vent’anni. Negli ultimi quattro anni i decessi per le ondate di calore nel Continente sono stati oltre 200.000. In Italia bollino rosso in 15 città, ma aumenteranno. Nella capitale francese anche il Louvre anticipa la chiusura alle 16 da domani. Centinaia di scuole chiuse parzialmente in Gran Bretagna.
In Italia è la Pianura Padana la più colpita dall’emergenza caldo. A Ferrara, come dimostra la foto scattata in via Palestro alle 17.13 di martedì 23 giugno, la temperatura ha toccato la punta eccezionale di 46 gradi, con il livello di percezione da parte della popolazione di molto superiore, con i relativi problemi che comporta una calura di queste proporzioni, perdippiù a inizio dell’estate.
Da domani alla fine di giugno con si arresta la forte ondata di caldo e afa che avvolge gran parte del nostro Paese, soprattutto nella Pianura Padana dove Ferrara. Parma, Modena, Mantova e Bologna non avranno tregua. Mentre molte città registrano valori di temperatura davvero eccezionali per questo periodo, ci si domanda quanto potrà durare ancora questa forte ondata di caldo sahariano, un anticiclone cui è stato dato il nome di Cammello: ebbene le previsioni indicano un inizio luglio altrettanto torrido.
Secondo i vari istituti metereologici, l’Italia continua a fare i conti con la fase più calda di questo anomalo mese di giugno, con temperature che anche nel corso di questo fine settimana raggiungeranno diffusamente valori fortemente sopra media su molte aree del Paese. L’anticiclone subtropicale, ormai protagonista da diversi giorni, mantiene condizioni di tempo stabile e soleggiato praticamente ovunque, favorendo un ulteriore accumulo di calore soprattutto nelle grandi città e nelle pianure interne.
Le ore più difficili saranno quelle comprese tra il primo pomeriggio e il tardo pomeriggio, quando l’afa renderà la temperatura percepita ancora più elevata rispetto ai valori registrati dai termometri. Le regioni del Centro-Nord e le zone interne della Sardegna saranno particolarmente esposte ai picchi più intensi, mentre lungo le coste la presenza delle brezze marine riuscirà solo in parte a mitigare la sensazione di caldo.
Tra le città destinate a registrare le temperature più elevate figurano Roma, Firenze, Bologna e Perugia, dove le massime potranno avvicinarsi ai 38-39 gradi. Valori molto elevati sono attesi anche a Terni, Foggia, Matera e nelle aree interne della Sardegna, dove non si escludono punte perfino superiori.
L’ultimo bollettino indica alcune città di bollino rosso, il massimo livello di rischio caldo, in base al bollettino del ministero della Salute che prende in considerazione 27 centri urbani, riguarda oggi Ancona, Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Milano, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona e Viterbo, cui si aggiungeranno Latina, domani e giovedì, e Bari giovedì. In arancione (rischio caldo solo per i più fragili) ci sono solo Bari (oggi e domani), Genova (domani e giovedì) e Latina (oggi).
Difficile la situazione sulla Pianura Padana, con Milano, Parma, Modena, Mantova, Pavia e Ferrara che stanno facendo i conti non solo con il caldo intenso ma anche con tassi di umidità elevati. In queste aree la combinazione tra temperatura e afa potrebbe far percepire valori ben oltre i 40 gradi nelle ore centrali della giornata.
Anche le notti continueranno a essere pesanti, con minime spesso superiori ai 24-26 gradi nelle aree urbane più popolose. Si tratta delle cosiddette “notti super tropicali”, fenomeno che impedisce un adeguato raffreddamento dell’aria e contribuisce ad aumentare il disagio fisico, soprattutto per anziani, bambini e persone fragili.
Al Sud, seppur con picchi meno elevati, il caldo sarà diffuso e meno intenso, ad eccezione del foggiano in Puglia. Le città costiere beneficeranno parzialmente delle brezze marine, ma nelle aree lontane dal mare il clima resterà decisamente torrido. Anche nelle principali località turistiche si prevedono giornate pienamente estive, con sole dominante e scarse possibilità di precipitazioni.
Mentre molte città registrano valori di temperatura davvero eccezionali per questo periodo, ci si domanda quanto potrà durare ancora questa forte ondata di caldo africano. L’Italia continua a fare i conti con la fase più calda di questo anomalo mese di Giugno, con temperature che anche nel corso di questo fine settimana raggiungeranno valori fortemente sopra media su molte aree del Paese. L’anticiclone subtropicale, ormai protagonista da diversi giorni, mantiene condizioni di tempo stabile e soleggiato praticamente ovunque, favorendo un ulteriore accumulo di calore soprattutto nelle grandi città e nelle pianure interne.
Le attuali proiezioni indicano che il dominio dell’alta pressione potrebbe proseguire ancora per diversi giorni, senza segnali concreti di un cambiamento deciso nel breve termine. Eventuali temporali pomeridiani potranno interessare esclusivamente alcune zone alpine, prealpine e in parte quelle appenniniche, ma si tratterà di fenomeni locali incapaci di portare un reale refrigerio al resto del Paese. Salvo improbabili sorprese, questa severa ondata di caldo per il mese di giugno, proseguirà quanto meno per tutta la prossima settimana o addirittura fino ai primi giorni di luglio.






