Continuano in Francia le proteste degli studenti, con nuovi disordini registrati a Parigi, Strasburgo e in altre città. Le immagini mostrano barricate, cassonetti in fiamme e momenti di tensione con le forze dell’ordine. Nel corso della giornata almeno 100 scuole sono rimaste chiuse e sono stati segnalati decne e decine di fermi, mentre il movimento protesta contro carenze di personale, condizioni degli istituti e risorse destinate all’istruzione.
Secondo quanto appreso dalla stampa parigina da una fonte di polizia, alle 11 di stamattina erano già 600 le persone arrestate. A Parigi, gli ingressi di due licei sono stati danneggiati dagli incendi. I vigili del fuoco sono intervenuti presso il liceo Léonard de Vinci, nel XV arrondissement (a sud della capitale), per spegnere le fiamme davanti al cancello d’ingresso. Nel sud-est di Parigi, nel XIII arrondissement, invece, l’ingresso di un istituto tecnico superiore è stato annerito dalle fiamme dopo che un incendio, che ha coinvolto biciclette e bidoni della spazzatura, si è propagato fino ai cancelli della scuola, secondo quanto riferito dalla prefettura di polizia.
PROTESTE E BLOCCHI
La cronaca di giovedì. Gli studenti dei licei infiammano la Francia. Manifestazioni e blocchi sono in corso in varie parti del Paese con momenti di forte tensione e violenza: a Marsiglia accerchiato e poi incendiato un camion dei pompieri, in fiamme una scuola di Nantes. Occupato il campus dell’Università di Saint-Denis, dove gli insegnanti e gli studenti – riporta Le Monde – hanno fatto sapere di appoggiare le proteste dei liceali, lasciando presagire con questo annuncio un allargamento delle proteste anche alle università francesi. Scontri tra polizia e studenti si sono verificati anche a Lille e in altre città della Francia.

Scrive ancora Le Monde. “Oggi, giovedì, intorno alle 7:30, i cancelli del liceo Paul-Eluard, epicentro delle proteste studentesche a Seine-Saint-Denis dall’inizio della settimana, erano chiusi. Un cordone di polizia impediva l’accesso a chiunque. A duecento metri di distanza, l’istituto professionale Frédéric-Bartholdi esponeva ancora striscioni con le scritte “Più risorse, meno povertà” e “Gli insegnanti sostengono gli studenti”. Alcune decine di studenti del liceo aspettavano con calma davanti ai cancelli, sotto lo sguardo vigile della polizia. “Ci sono molti più poliziotti rispetto a ieri. Per degli studenti delle superiori, sono troppi”, ha detto Nolhan, una studentessa dell’ultimo anno. Adama e Nubia’n, studentesse del penultimo anno, avevano partecipato a tutti i blocchi stradali della settimana precedente. Hanno spontaneamente menzionato il prezzo elevato dei pasti scolastici, la mancanza di tavoli e sedie e la presenza di scarafaggi nelle aule. “L’unica soluzione che abbiamo è mostrare che siamo infelici, ma abbiamo la sensazione di non ricevere risposte, che nulla cambi”. Dicono che i loro genitori li capiscono e li sostengono, anche se chiedono loro di fare attenzione”.
PIU’ DI MILLE STUDENTI IN STATO DI FERMO
Le mobilitazioni, che hanno portato a quasi mille fermi di polizia, sono iniziate da una settimana e hanno provocato anche il ferimento di almeno 119 persone tra studenti e membri del personale e 83 agenti. Stamani la situazione è degenerata a Marsiglia, dove secondo i media locali e l’autorità regionale “’il preside, il vice-preside, la segretaria generale e un altro responsabile dell’equipe scolastica sono stati aggrediti all’interno dell’istituto e cosparsi di benzina”.
La Région Paca (Provence Alpes Côte d’Azur) ha denunciato violenti incidenti davanti al Lycée Victor Hugo della città della costa sud francese. Alla luce delle violenze scaturite dalle proteste e dai blocchi degli studenti in tutta Francia, il premier Sébastien Lecornu presiederà un vertice interminsiteriale di crisi. Il governo intanto, come hanno detto fonti governative a BFM TV, ha deciso l’annullamento, fino a lunedì, di tutti i viaggi e spostamenti previsti nell’agenda dei ministri.
Le proteste studentesche, cominciate una settimana fa, in pochi giorni hanno coinvolto oltre 350 scuole nel Paese. L’Union syndicale lycéenne (Usl) ha lanciato un appello per inscenare oggi, 1 ottobre, un ”atto due” della mobilitazione e per un’altra giornata d’azione martedì 6 ottobre. Gli studenti, appoggiati dalle tre principali organizzazioni studentesche (Fage, Union étudiante e l’Unef) che incitano a nuove manifestazioni e blocchi, protestano per chiedere la sostituzione degli insegnanti assenti, un aumento dei mezzi, il rinnovo delle scuole e condizioni di apprendimento ”decenti”. Ma esiste anche un preponderante numero di studenti che chiede giustizia sociale, che avversa le guerre e la corsa agli armamenti e che inneggia a “Free Palesine” o che canta la Marsigliese. Alcuni slogan sui vari striscioni appesi davanti alla scuole lo dimostrano: “Chi semina povertà raccoglie la collera” oppure “Tassate i ricchi” sono quelli più ricorrenti.






