Gli studenti dei licei infiammano la Francia. Manifestazioni e blocchi sono in corso in varie parti del Paese con momenti di forte tensione e violenza: a Marsiglia accerchiato e poi incendiato un camion dei pompieri, in fiamme una scuola di Nantes. Occupato il campus dell’Università di Saint-Denis, dove gli insegnanti e gli studenti – riporta Le Monde – hanno fatto sapere di appoggiare le proteste dei liceali, lasciando presagire con questo annuncio un allargamento delle proteste anche alle università francesi. Scontri tra polizia e studenti si sono verificati anche a Lille e in altre città della Francia. 

La protesta degli studenti di Saint Denis a Parigi (foto Divergence per Le Monde)

Scrive ancora Le Monde. “Oggi, giovedì, intorno alle 7:30, i cancelli del liceo Paul-Eluard, epicentro delle proteste studentesche a Seine-Saint-Denis dall’inizio della settimana, erano chiusi. Un cordone di polizia impediva l’accesso a chiunque. A duecento metri di distanza, l’istituto professionale Frédéric-Bartholdi esponeva ancora striscioni con le scritte “Più risorse, meno povertà” e “Gli insegnanti sostengono gli studenti”. Alcune decine di studenti del liceo aspettavano con calma davanti ai cancelli, sotto lo sguardo vigile della polizia. “Ci sono molti più poliziotti rispetto a ieri. Per degli studenti delle superiori, sono troppi”, ha detto Nolhan, una studentessa dell’ultimo anno. Adama e Nubia’n, studentesse del penultimo anno, avevano partecipato a tutti i blocchi stradali della settimana precedente. Hanno spontaneamente menzionato il prezzo elevato dei pasti scolastici, la mancanza di tavoli e sedie e la presenza di scarafaggi nelle aule. “L’unica soluzione che abbiamo è mostrare che siamo infelici, ma abbiamo la sensazione di non ricevere risposte, che nulla cambi”. Dicono che i loro genitori li capiscono e li sostengono, anche se chiedono loro di fare attenzione”.

PIU’ DI MILLE STUDENTI IN STATO DI FERMO

Le mobilitazioni, che hanno portato a quasi mille fermi di polizia, sono iniziate da una settimana e hanno provocato anche il ferimento di almeno 119 persone tra studenti e membri del personale e 83 agenti. Stamani la situazione è degenerata a Marsiglia, dove secondo i media locali e l’autorità regionale “’il preside, il vice-preside, la segretaria generale e un altro responsabile dell’equipe scolastica sono stati aggrediti all’interno dell’istituto e cosparsi di benzina”.

La Région Paca (Provence Alpes Côte d’Azur) ha denunciato violenti incidenti davanti al Lycée Victor Hugo della città della costa sud francese. Alla luce delle violenze scaturite dalle proteste e dai blocchi degli studenti in tutta Francia, il premier Sébastien Lecornu presiederà un vertice interminsiteriale di crisi. Il governo intanto, come hanno detto fonti governative a BFM TV, ha deciso l’annullamento, fino a lunedì, di tutti i viaggi e spostamenti previsti nell’agenda dei ministri.

Le proteste studentesche, cominciate una settimana fa, in pochi giorni hanno coinvolto oltre 350 scuole nel Paese. L’Union syndicale lycéenne (Usl) ha lanciato un appello per inscenare oggi, 1 ottobre, un ”atto due” della mobilitazione e per un’altra giornata d’azione martedì 6 ottobre. Gli studenti, appoggiati dalle tre principali organizzazioni studentesche (Fage, Union étudiante e l’Unef) che incitano a nuove manifestazioni e blocchi, protestano per chiedere la sostituzione degli insegnanti assenti, un aumento dei mezzi, il rinnovo delle scuole e condizioni di apprendimento ”decenti”. Ma esiste anche un preponderante numero di studenti che chiede giustizia sociale, che avversa le guerre e la corsa agli armamenti e che inneggia a “Free Palesine” o che canta la Marsigliese. Alcuni slogan sui vari striscioni appesi davanti alla scuole lo dimostrano: “Chi semina povertà raccoglie la collera” oppure “Tassate i ricchi” sono quelli più ricorrenti.

Le manifestazioni fin dai primi giorni sono state segnate da scontri e violenze. Secondo il ministero dell’Interno, nella sola giornata di ieri, mercoled’, sono scattati 625 fermi. Dall’inizio dei blocchi, almeno 119 persone tra studenti e membri del personale hanno riportato ferite mentre sono 83 gli agenti feriti. L’Ispettorato di polizia è stato incaricato di svolgere tre indagini in seguito al ferimento di alcuni studenti durante le proteste a Sevran (Seine-Saint-Denis), Saint-Ouen-L’Aumône (Val-d’Oise) e Tours. Il ministro dell’Interno, Laurent Nuñez, dal canto suo ha fatto sapere che le forze dell’ordine sono intervenute “con grande proporzionalità”.
Le proteste si sono allargate a varie città in ogni parte della Francia. A Marsiglia, dove il preside e altri dipendenti di una scuola sono stati cosparsi di benzina, un camion dei pompieri è stato accerchiato e poi incendiato dagli studenti in rivolta davanti al Lycée Saint-Exupéry. Scontri anche a Pantin, alle porte di Parigi, e a Nantes dove, come riferiscono i media d’Oltralpe, il liceo Nelson Mandela è stato colpito da un incendio. La mobilitazione, iniziata dalle scuole, si sta estendendo anche alle università, come al campus di Saint-Denis dell’Université Paris VIII, bloccato da questa mattina. I trasporti pubblici sono stati interrotti e le forze dell’ordine sono giunte sul posto, facendo anche uso di gas lacrimogeni per disperdere la folla. 
Violenze anche a Lille, dove la polizia antisommossa francese si è scontrata con gli studenti in protesta. Un preside del Pas-de-Calais, nel nord della Francia, è rimasto ferito dal lancio di un razzo da mortaio per fuochi d’artificio. Il provveditorato locale ha annunciato di voler presentare una denuncia. Il preside, che dirige il liceo Degrugillier ad Auchel, vicino alla città di Béthune, è stato portato in ospedale in ambulanza e ricoverato. Fiamme anche davanti ad una scuola di Rouen, lo storico capoluogo della Normandia, in Francia, dove due presidi sono rimasti feriti. Le violenze hanno infine raggiunto anche la capitale: il sindaco di Parigi Emmanuel Grégoire ha fatto sapere che un veicolo della polizia municipale è stato preso di mira questa mattina “a margine di una mobilitazione studentesca” nel XVI arrondissement e che un agente è rimasto ferito.
Mezzi pubblici sospesi

A Marsiglia la circolazione di autobus, tram e metropolitane è stata interrotta a causa di “atti vandalici e aggressioni ai conducenti” verificatisi in mattinata sulla rete, a margine delle proteste studentesche: è quanto annunciato da RTM (Régie des transports métropolitains), il consorzio che gestisce il trasporto pubblico nella seconda città di Francia. “Il servizio riprenderà non appena le condizioni lo consentiranno, in coordinamento con le forze dell’ordine”, precisa RTM, aggiungendo che è stato sospeso anche il servizio del tram di Aubagne. La circolazione dei tram è stata sospesa anche nella città di Strasburgo, su richiesta dello Stato francese, “al fine di limitare gli spostamenti di facinorosi e manifestanti”. Il prefetto ha inoltre vietato, fino a venerdì, la detenzione, il trasporto e l’uso di fuochi d’artificio, nonché il trasporto di carburante in taniche, secondo un comunicato della prefettura.

Il ministro dell’Istruzione, Edouard Geffray, ha denunciato violenze “di estrema gravità” ed ha chiesto che in caso di occupazione di istituti o di gravi danneggiamenti agli edifici, le lezioni si svolgano a distanza per poter andare avanti con i programmi in sicurezza. “Un liceo incendiato, personale cosparso di benzina, un bilancio dei feriti che si aggrava: le violenze commesse da questa mattina nei pressi dei licei sono di estrema gravità. Esse vanno ben oltre la sola questione della scuola. Nessuna rivendicazione può giustificare tali atti”, ha scritto il ministro francese dell’Istruzione, esprimendo tutta la sua “solidarietà alle vittime” nonché “agli studenti e al personale che troveranno il loro istituto devastato”.

L’avvertimento ai facinorosi: “Coloro che commettono queste violenze devono essere perseguiti e sanzionati. Ciascuno deve comprendere la responsabilità delle proprie parole e dei propri appelli alla mobilitazione”, aggiungendo: “La nostra responsabilità è chiara: proteggere gli studenti e il personale e garantire la continuità delle attività didattiche. Ho quindi disposto che le lezioni si svolgano a distanza qualora danneggiamenti o blocchi impediscano di accogliere gli studenti in condizioni di sicurezza. Tali decisioni saranno assunte caso per caso dai dirigenti scolastici, in raccordo con le autorità scolastiche. I prefetti saranno informati preventivamente per coordinare la messa in sicurezza delle aree circostanti. La violenza non priverà i nostri studenti del loro diritto fondamentale all’istruzione”.

FONTI: agenzie di stampa internazionali, Le Monde, Rai, siti francesi

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