Inter e Milan hanno svelato la loro futura casa: il Generali Stadium, un nuovo stadio concepito per portare lo spirito di San Siro (che verrà abbattuto) in una nuova era e diventare un nuovo landmark per Milano. Ma oltre all’aspetto storico, ovvero il ‘trasloco’ di due delle squadre più importanti d’Italia e d’Europa, c’è l’aspetto economico che in questo caso non è di secondo piano: Generali, per assicurarsi i naming rights dell’impianto per 25 anni verserà 650 milioni di euro, equamente distribuiti tra i due club. Si tratta di uno dei più grandi accordi per un’infrastruttura sportiva. Ma c’è una voce importante che critica la scelta del nuovo stadio. E’ quella di Gianni Rivera, storico campione del Milan: “L’impianto attuale, San Siro, è perfetto e ci si può ancora giocare. Lo demoliranno per costruirne uno che potrebbe anche non esistere. Peggio per chi ha preso questa decisione. Si chiamerà Generali Stadium, nome assegnato in base a chi paga di più. Avrei apprezzato se l’avessero dedicato a me ed al mio amico Sandro Mazzola”.
Il progetto nasce da una visione di lungo periodo condivisa dai club e dalle rispettive proprietà, Oaktree, parte della piattaforma di credito di Brookfield e RedBird Capital Partners. Rappresenta un investimento strategico sul futuro di entrambe le organizzazioni: crea l’infrastruttura necessaria per sostenere risultati sportivi duraturi, aprire nuove opportunità di crescita e rafforzare la capacità di competere e vincere ai massimi livelli internazionali.
Allo stesso tempo, il progetto riflette un’ambizione più ampia: contribuire alla modernizzazione del calcio italiano e consolidare il posizionamento di Milano come una delle città europee più dinamiche, innovative e riconosciute a livello globale. Nel comunicato si trascura di accennare alla speculazione immobiliare attorno allì’area di San Siro, dopo l’abbattimento del Meazza: il Generali Stadium è concepito non solo come casa dell’Inter e del Milan, ma al centro di un più ampio progetto di rigenerazione urbana di 281.000 metri quadrati, l’intervento trasformerà l’area circostante in un quartiere vivace e attivo tutto l’anno, che integrerà nel tessuto cittadino nuovi spazi pubblici, aree verdi e luoghi dedicati al tempo libero e allo shopping.
PARLA IL PROGETTISTA
La visione architettonica porta la firma di Foster + Partners e MANICA, guidati da Lord Norman Foster, tra i protagonisti più autorevoli dell’architettura contemporanea, e David Manica, riferimento internazionale nella progettazione di stadi all’avanguardia. Legati da una collaborazione che risale al progetto del nuovo Wembley Stadium di Londra, uniscono eccellenza architettonica e competenza nella progettazione di stadi per dar vita a una destinazione radicata nell’identità di Milano e saldamente rivolta al futuro. L’architettura è nuova, ma l’ambizione è chiara: preservare l’atmosfera, l’emozione e il senso di appartenenza che rendono San Siro uno dei palcoscenici più iconici del calcio.
Con circa 71.500 posti, il Generali Stadium è stato progettato attorno a un principio cardine: avvicinare i tifosi all’azione e massimizzare l’intensità dell’esperienza matchday. Due grandi anelli di spalti avvolgono il campo a 360 gradi, offrendo visuali ottimali e un legame immersivo tra tifosi e terreno di gioco. Alle due estremità le curve si innalzano come imponenti pareti umane, protese verso il campo e inclinate fino a 37 gradi per amplificare atmosfera e impatto visivo. A coronare l’edificio è una copertura a doppia curvatura, dalla silhouette inconfondibile.
Progettato per catturare e intensificare l’energia del pubblico, il sistema acustico dello stadio mantiene i tifosi al centro dello spettacolo e contribuisce a creare un ambiente pensato per essere tra i più coinvolgenti del calcio mondiale. Maggiore accessibilità, moderni concept di hospitality e un’ampia scelta di posti, dalle esperienze premium di livello mondiale ai settori popolari, permetteranno all’impianto di accogliere tifosi di ogni generazione, offrendo nuovi modi di vivere la partita.






