Le madri in difesa degli studenti. “No alla violenza sui nostri figli, manifestare è un diritto”. Tengono stretto in mano questo striscione alcune madri bolognesi, vestite di rosso, che questa mattina hanno deciso di aderire allo sciopero indetto dai sindacati di base per “dare supporto ai propri figli”, adolescenti che frequentano istituti di Bologna, dal Laura Bassi, al Minghetti, fino al Copernico. Da segnalare il gesto degli agenti delle Fiamme Gialle che al passaggio degli studenti si sono tolti il casco e abbassato gli scudi.

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BOLOGNA / Le madri degli studenti in corteo per difendere i figli dalla violenza della polizia e dai pestaggi mediatici

“Il livello di violenza è molto elevato e manifestanti pacifici _ hanno detto oggi durante la manifestazione – vengono scambiati spesso per dei teppisti e violenti: noi vogliamo difendere il diritto dei nostri giovani figli a manifestare pacificamente e serenamente”, spiega una di loro, chiarendo le ragioni dell’adesione allo sciopero di oggi. In presidio in piazza Maggiore, mentre iniziano a confluire centinaia di persone, le madri dei giovani studenti hanno concluso sottolineando che “è grave far perdere la fiducia ai giovani: sono alle prime esperienze di manifestazioni e non devono perdere la fiducia”.

Il corteo entra nella tangenziale di Bologna (Foto eikon)

A Bologna sono più di 20mila le persone in piazza per lo sciopero indetto dai sindacati di base. Momenti di tensione durante una trattativa dai toni accesi in direzione di via Stalingrado, Polizia e manifestanti sono arrivati a contatto diretto. Da parte degli agenti, alcune manganellate per allontanare la folla. Al termine di una trattativa con gli agenti di Polizia schierati in tenuta antisommossa, i manifestanti hanno superato il cavalcavia dirigendosi verso via Stalingrado (nella foto sopra). La tangenziale verso cui si è diretto il corteo è stata chiusa. Alcuni slogan della manifestazione. “Generazione Z a testa alta strappiamogli il futuro”,  “Al fianco dei blocchi del sud”, “Abbassate prezzi e armi, alzate i salari”.

Gli agenti della Guardia di Finanza schierati lungo il corteo si sono tolti i caschi e hanno abbassato gli scudi. Diversi manifestanti, superandoli, li salutando augurando loro buon lavoro. (Sopra, nella foto accanto al titolo)

Il corteo in via Rizzoli

Il corteo degli studenti  ha sfilato per il centro di Bologna al grido di:”Oggi blocchiamo il paese”. I manifestanti hanno raggiunto i viali di circonvallazione da Porta Maggiore, bloccando il traffico in direzione San Donato. La coda dei manifestanti, intanto si trovava ancora a piazza Maggiore. Tantissimi anche gli studenti, oltre agli attivisti pro Palestina. “Più di 50mila persone a Bologna”, urlano gli organizzatori dal megafono. “Urliamo forte per farci sentire a Roma. Blocchiamo tutto”, e poi “Meloni, Meloni vaff…”. Poi molti si siedono sull’asfalto: “Facciamo merenda in tangenziale. Visto che nelle case di Bologna non abbiamo abbastanza metri quadri, abbiamo deciso di prenderci la tangenziale”. Cori contro i ministri del governo ma anche contro il sindaco Matteo Lepore.

Il corteo di Milano (video). I negozi del centro abbassano le saracinesche al passaggio dei manifestanti. Si calcola non meno di 35mila persone in corteo. Chiusa la Tangenziale Est. A Torino è stato scaricato del letame davanti alla sede del Comune. Si sono avuti attimi di tensione.

 

A Ravenna hanno incrociato le braccia i portuali per dire No alla guerra e al traffico delle armi. Un blocco dei porti esteso a quasi tutti i porti d’Europa. Diverse centinaia di cittadini, lavoratori e studenti, stanno manifestando per lo sciopero e la giornata di mobilitazione. Da piazza del Popolo il corteo ha sfilato per le vie della città, mentre gli studenti hanno organizzato anche presidi davanti alcuni istituti della provincia. I manifestanti si sono poi spostati in zona Darsena, con una “pedalata” simbolica dall’Autorità portuale verso Marina di Ravenna. Sono mobilitati anche i lavoratori portuali che chiedono lo stop al traffico di armi nei porti della penisola, oltre alle rivendicazioni generali che riguardano il carovita e gli aumenti di salario.

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