L’arcivescovo di Chicago, il cardinale Blase J. Cupich, ha duramente criticato la Casa Bianca e il presidente Donald Trump per la diffusione sui social di un video che mescola filmati degli attacchi americani in Iran con scene di film e videogiochi di guerra. In una dichiarazione denominata A Call to Conscience, Cupich ha esposto il rischio di ridurre il conflitto a spettacolo, e ha ricordato che la morte di soldati statunitensi e civili iraniani non può essere trattata come un “videogioco.”
L’alto prelato ha sottolineato: “Centinaia di persone sono morte, madri e padri, figlie e figli, inclusi decine di bambini che hanno commesso l’errore fatale di andare a scuola quel giorno,” riferendosi all’attacco a una scuola femminile che ha causato oltre 150 vittime. Mentre secondo le stime ufficiali aggiornate a domenica, il numero di militari statunitensi rimasti uccisi in Iran è salito a otto.
Cupich ha anche condannato la diffusione di scommesse online sui raid militari, definite “profondo fallimento morale” che rischiano di desensibilizzare l’opinionde pubblica al costo umano degli scontri. Piattaforme come Polymarket hanno permesso agli utenti di puntare sugli esiti degli attacchi, con alcuni scommettitori che hanno guadagnato migliaia di dollari.
Il cardinale ritiene che, trasformare la sofferenza reale in intrattenimento possa alimentare una dipendenza dallo “spettacolo delle esplosioni” privando di conseguenza le persone della loro umanità. “Più a lungo restiamo ciechi alle terribili conseguenze della guerra,” ha precisato, “più rischiamo il dono più prezioso che Dio ci ha fatto: la nostra umanità.”
La presa di posizione di Cupich giunge in un contesto di crescenti tensioni tra la Chiesa cattolica e l’amministrazione repubblicana. Anche Papa Leone XIV, ha criticato pubblicamente l’attacco sferrato nella Repubblica Islamica almeno tre volte dal suo inizio, e ha ribadito che stabilità e pace non si costruiscono con minacce e distruzione, ma attraverso un dialogo responsabile.
La guerra mediatica e i precedenti storici mostrano come la diffusione di contenuti sensazionalistici sui social possano incidere sulla percezione dei conflitti, riducendo empatia e consapevolezza. Il messaggio del prelato dunque è chiaro: la guerra non è uno show e l’Iran non è un videogioco. Le conseguenze delle azioni militari riguardano persone reali, famiglie in lutto e comunità intere.
Maria Nelli (The Voice of New York)
