Nel giorno della tregua tra Usa e Iran e della riapertura dello Stretto di Hormuz, Israele ha sferrato in Libano un grande e feroce attacco provocando centinaia di morti e feriti tra i civili. Netanyahu ha messo subito in bilico l’accordo tra Stati Uniti e Iran che era stato concordato nella notte grazie alla mediazione del Pakistan e all’intervento della Cina che avrebbe convinto gli ayatollah ad accettarlo. Teheran, per ritorsione, ha chiuso di nuovo lo Stretto di Hormuz.
A Beirut, nel giro di pochi minuti l’esercito di Tel Aviv ha attaccato zone residenziali e commerciali molto affollate, scatenando il panico tra i cittadini in fuga: edifici in fiamme, auto carbonizzate, ambulanze con le sirene a tutto volume: in un istante, una delle arterie più animate di Beirut, la corniche Mazraa, è stata trasformata in una terra devastata. Almeno cinque i quartieri colpiti, da diversi punti della capitale si sono alzate dense colonne di fumo nero.
In un’intervista, il presidente Usa Donald Trump ha confermato che il Libano “non era incluso nell’accordo” per la tregua stabilita con l’Iran “a causa di Hezbollah”. Interrogato sulla sua posizione in merito agli attacchi israeliani su Beirut, Trump ha detto che “fanno parte dell’accordo, lo sanno tutti”, definendoli “una scaramuccia a parte di cui ci occuperemo”. “Va tutto bene”, ha concluso. Le parole rassicuranti del presidente americano non fugano però i dubbi sul vero motore della guerra all’Iran, Israele.
Israele aveva affermato subito che l’accordo non avrebbe riguardato la guerra contro Hezbollah, il “partito di Dio” che controlla gran parte del sud del Paese. Le Forze armate israeliane (Idf) hanno definito quello di oggi “il più grande attacco coordinato” del 2026 sul Libano, spiegando di avere dispiegato cinquanta caccia, sganciato circa 160 bombe, colpito oltre cento obiettivi tra lanciamissili, centri di comando e infrastrutture di intelligence. Ha inoltre accusato Hezbollah di usare i civili come scudi umani. Gli attacchi, specifica Idf, hanno colpito anche e il sud del paese e, a est, la valle della Bekaa, dove secondo i media libanesi sarebbe stato colpito un cimitero durante un funerale, uccidendo dieci persone.
