GAZA / Le prove dei giuristi Onu indipendenti: “Un genocidio: i cecchini israeliani miravano ai bambini”

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di Alessandra Quattrrocchi *

La Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite sul Territori Palestinesi Occupati, inclusa Gerusalemme Est, e Israele, istituita nel 2021 dal Consiglio per i diritti umani dell’Onu, oggi ha pubblicato un rapporto dal titolo ‘L’essenza dell’infanzia è stata distrutta: il deliberato attacco di Israele contro i bambini palestinesi nel Territorio Palestinese Occupato dal 7 ottobre 2023‘ in cui accusa Israele di genocidio e di attacchi mirati contro i bambini palestinesi.

La Commissione, presieduta dall’indiano Srinivasan Muralidhar, sostiene di aver trovato prove che “bambini palestinesi sono stati deliberatamente presi di mira e uccisi dalle forze di sicurezza israeliane”; l’esercito, dice, ha usato anche mezzi di alta precisione, cecchini e droni, mirati agli organi vitali. Per questo, “sulla base delle prove esaminate, e in linea con i suoi precedenti rapporti, la Commissione conclude che vi sono ragionevoli motivi per ritenere che le autorità israeliane e le forze di sicurezza israeliane abbiano continuato a commettere il crimine di genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra nella Striscia di Gaza, nonché crimini di guerra in Cisgiordania, inclusa Gerusalemme Est”.

L’altro rapporto che nel 2025 ha parlato di “genocidio”

E’ il secondo rapporto della Commissione che accusa Israele di genocidio. Il primo, nel 2025, era stato firmato dall’allora presidente dell’organo, la sudafricana Navi Pillay, coadiuvata da altri due giuristi; avevano allora concluso che in base alle prove disponibili, a Gaza lo Stato d’Israele aveva commesso crimini corrispondenti a 4 su 5 delle definizioni di “genocidio” secondo il diritto internazionale. La commissione aveva inoltre concluso che Hamas e altri gruppi armati palestinesi avevano commesso crimini di guerra e altre gravi violazioni del diritto internazionale il 7 ottobre 2023 nel sanguinoso assalto in terra israeliana, e che le forze di sicurezza israeliane avevano commesso anche crimini contro l’umanità e crimini di guerra a Gaza. La Commissione, costituita da giuristi indipendenti benché nominati dall’Onu, è un organo consultivo che invia raccomandazioni all’Assemblea generale delle Nazioni Unite e al Consiglio di Sicurezza, ma non parla a nome dell’Onu.

Israele: “Una farsa calunniosa”

Le autorità israeliane hanno aspramente rifiutato questo nuovo rapporto – come il precedente – definendolo “diffamatorio”. Gli esperti, secondo Israele, hanno ignorato “le brutali tattiche di Hamas, che attacca spietatamente i bambini israeliani e usa i bambini palestinesi come scudi umani”. Il ministero degli Esteri israeliano “respinge totalmente” il testo che sarebbe “una calunnia priva di fondamento”, “propaganda scandalosa quanto i precedenti».

Attacchi mirati, traumi, ferite, morti, disabilità

Il nuovo rapporto della commissione sostiene che Israele abbia colpito direttamente i bambini palestinesi a Gaza sparando ai loro organi vitali con armi di precisione, come droni quadricotteri e cecchini, e utilizzando ordigni ad alto potenziale in attacchi contro edifici residenziali, scuole e campi per sfollati affollati di bambini. Il rapporto aggiunge che Israele è anche giuridicamente responsabile per non aver protetto i bambini palestinesi dagli attacchi di soldati e coloni israeliani in Cisgiordania. La Commissione evidenzia che quello che definisce come genocidio è continuato anche negli ultimi mesi sottolineando che le condizioni di vita imposte alla Striscia “causano una mortalità infantile prevenibile”.

“Anche dopo il cessate il fuoco dell’ottobre 2025, i bambini continuano a essere uccisi e gravemente feriti, mentre Israele continua a non rispettare la tregua e gli obblighi di protezione dovuti ai minori palestinesi ai sensi del diritto internazionale”, ha dichiarato Srinivasan Muralidhar. “La protezione, la cura e la sopravvivenza dei bambini palestinesi sono inseparabili dal diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione” ha aggiunto. “Prendendo di mira i bambini, Israele attacca la stessa capacità del popolo palestinese di esistere e di determinare il proprio futuro”.

Ma il rapporto parla anche di ferite e traumi che hanno “cancellato l’infanzia” nella Striscia di Gaza, affermando che nei due primi anni di guerra 20.179 bambini sono stati uccisi e 44.143 feriti, secondo una logica strategicamente intesa a “distruggere la continuità biologica e l’esistenza futura del gruppo palestinese a Gaza”. I giovani feriti “affrontano una vita di disabilità” che ora è “una realtà demografica determinante” tra i bambini di Gaza. Il collasso dei programmi di sanità pubblica, inoltre, ha “eroso le condizioni necessarie per una generazione futura sana”.

Secondo il documento, inoltre, i bambini di Gaza e della Cisgiordania, in particolare gli adolescenti maschi, sarebbero stati “arrestati, torturati e maltrattati nelle carceri e nei centri di detenzione israeliani” e la commissione afferma di aver documentato “episodi di violenza sessuale e di genere contro minori palestinesi, spesso durante gli arresti o nel periodo di detenzione”. Gli attacchi israeliani contro ospedali neonatali e pediatrici nella Striscia di Gaza avrebbero nel frattempo “smantellato sistematicamente l’accesso dei bambini alle cure essenziali per la sopravvivenza, compromettendone la possibilità di sopravvivere come gruppo protetto”.

Il documento accusa inoltre Israele di utilizzare la fame come metodo di guerra e avverte che le restrizioni all’ingresso degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza hanno “provocato malnutrizione acuta e cronica tra i bambini di Gaza, privandoli delle condizioni basilari necessarie alla loro sopravvivenza”. Attraverso gli attacchi alle scuole, gli sfollamenti di massa e le chiusure forzate, le autorità israeliane hanno inoltre “sistematicamente compromesso la possibilità dei bambini di ricevere un’istruzione, sabotando così le fondamenta intellettuali e sociali della stessa società palestinese”.

Altri procedimenti

I leader israeliani hanno sempre respinto le accuse di genocidio, sostenendo che le operazioni militari a Gaza sono state condotte per legittima difesa, con l’obiettivo di sconfiggere Hamas e gli altri gruppi armati palestinesi e di ottenere la liberazione degli ostaggi israeliani. Le autorità israeliane affermano che le forze armate hanno sempre operato nel rispetto del diritto internazionale e adottato tutte le misure concretamente possibili per limitare i danni alla popolazione civile.

Altri procedimenti sono in corso: la Corte internazionale di giustizia dell’Onu (che giudica gli Stati) sta esaminando il ricorso presentato dal Sudafrica, che accusa Israele di aver commesso un genocidio a Gaza. Ma potrebbero volerci anni prima che il procedimento giunga a una conclusione, anche per la difficoltà di raccogliere prove in un teatro di guerra (dove l’accesso è controllato da Israele). Inoltre la Corte Penale Internazionale dell’Aia (che non è organo Onu, giudica gli individui e non gli Stati) ha spiccato un mandato d’arresto per crimini di guerra e contro l’umanità contro il premier israeliano Benjamin Netanyahu e alcuni ministri, oltre che contro diversi leader di Hamas. Stati Uniti e Israele non hanno mai firmato il trattato costitutivo di questa Corte.

Chi sono i tre giudici della Commissione

La Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite sul Territori Palestinesi Occupati, inclusa Gerusalemme Est, e Israele, è stata istituita nel 2021 dal Consiglio per i diritti umani dell’Onu, con sede a Ginevra. I tre giuristi attualmente componenti la Commissione sono il presidente Srinivasan Muralidhar (India), Florence Mumba (Zambia) e Chris Sidoti (Australia), nominati a fine novembre 2025 dal presidente della Commissione Onu per i diritti umani, lo svizzero Jürg Lauber (Switzerland).

Chris Sidoti è stato riconfermato: faceva parte anche della triade – presieduta dalla sudafricana Navi Pillay – che ha scritto il precedente rapporto del 2025 che accusava Israele di genocidio. Si tratta di avvocati, magistrati ed esperti di diritti umani che hanno tutti servito per decenni la giustizia nei rispettivi Paesi. Srinivasan Muralidhar, l’attuale presidente, ha esercitato per quasi due decenni dinanzi alla Corte Suprema dell’India, è stato consulente della Commissione Nazionale per i Diritti Umani dell’India, nel maggio 2006 è stato nominato giudice dell’Alta Corte di Delhi, nel gennaio 2021 Presidente dell’Alta Corte dell’Odisha, incarico che ha ricoperto fino al pensionamento nell’agosto 2023. Nell’ottobre 2023 è stato designato Senior Advocate dalla Corte Suprema dell’India ed è tornato all’esercizio della professione forense. È curatore della raccolta di saggi sulla Corte Suprema dell’India intitolata (In)Complete Justice: 75 Years of the Supreme Court.

* The Voice of New York

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