Violenza in scena alle nove della sera davanti ai cancelli dello stabilimento balneare Malua, al lido di Spina, uno dei locali più conosciuti e frequentati del Ferrarese. Un buttafuori e il barista del locale, punto di riferimento della movida dei sette lidi, vengono presi a calci e pugni da un gruppo formato da una donna e quattro giovani. “Pura follia, siamo stati vittime di un’aggressione inspiegabile”, afferma Karina Mejias Basulto, da tre anni alle redini dello stabilimento. Sia il buttafuori, sia il barista sono stati portati in ospedale. I volti una maschera di sangue sotto i colpi di quella banda. Sono stati chiamati anche i carabinieri che li hanno identificati e poi lasciati andare. “Sì, dopo aver picchiato i nostri dipendenti erano in auto, poco lontano da qui. I militari hanno chiesto le generalità”. E loro, dopo il controllo, sono andati in un altro locale vicino a bere drink e a ballare. (Foto di repertorio)
La ricostruzione dell’aggressione fatta dal sito notizie.it. Nove di sera, domenica. Il locale nel giorno festivo chiude a quell’ora. Al cancello c’è il buttafuori. All’improvviso vede apparire una ragazza, accompagnata da un giovane. “La donna voleva entrare a tutti i costi, prima ha detto che doveva andare assolutamente in bagno, poi che aveva perso una chiave nella toilette. Non c’era nessuna chiave, abbiamo controllato. A quel punto è stata invitata ad andare nei locali vicini che erano ancora aperti. Per tutta risposta proprio la ragazza ha colpito al volto il buttafuori”. Un colpo violento, rabbia e follia in quella mano che si abbatte sul suo viso. Il barista è all’interno, la titolare anche, negli uffici. E’ proprio il barista ad accorrere, cerca di mettere pace.
La situazione peggiora. La ragazza prende il telefonino, fa un numero. Appaiono altre due persone, molto robuste. Cominciano a picchiare, a sferrare calci e pugni contro i due dipendenti del locale. Poi se ne vanno. “Abbiamo chiamato i carabinieri. Non c’è bisogno di andare lontano. I quattro sono all’interno di un’auto, parcheggiata a un centinaio di metri. Tranquilli. I carabinieri chiedono le generalità, li identificano. E dopo il controllo li lasciano andare. Uno dei quattro viene denunciato. Si spostano in un locale ancora aperto, vanno a ballare, un drink. Come nulla fosse. “Il buttafuori è finito in ospedale con la faccia rotta”, dice il titolare di un locale.
