Secondo i dati del Digital News Report, i lettori italiani premiano per l’affidabilità l’Agenzia Ansa, Sky TG24 e Il Sole 24 Ore. Le agenzie e le testate percepite come più orientate all’informazione fattuale e meno all’opinione continuano a godere della maggiore fiducia dei lettori. Lo racconta la classifica contenuta nell’edizione 2026 del Rapporto che vede tra l’altro in posizioni di inaffidabilità i quotidiani della Destra, come LIbero e Il Giornale, entrambi sotto la soglia del 50%, superata, invece, dal Fatto Quotidiano..
La buona notizia è che gli italiani non hanno smesso di informarsi. Però hanno cambiato radicalmente il modo in cui lo fanno. È in sintesi l’immagine che emerge dal Digital News Report Italia 2026, che racconta un pubblico sempre più distante dai media tradizionali e più incline a cercare informazione attraverso piattaforme, social network e strumenti di intelligenza artificiale.
Realizzata dal Reuters Institute for the Study of Journalism dell’Università di Oxford, la ricerca analizza le trasformazioni nelle abitudini di consumo dell’informazione e nel rapporto tra pubblico, testate e piattaforme del Paese. Curato nella versione italiana dal Master in Giornalismo di Torino, a cura di Alessio Cornia, Marco Ferrando, Paolo Piacenza e Celeste Satta, il report (pubblicato da Primaonline.it) offre una lettura scientifica delle dinamiche che stanno ridefinendo il settore dell’informazione.
I dati suggeriscono che i lettori tendono a premiare le fonti percepite come più istituzionali e meno schierate, mentre le testate maggiormente identitarie o orientate all’opinione incontrano una considerazione più limitata. In testa si collocano Ansa (74%), Sky TG24 e Il Sole 24 Ore (64%).
Colpisce invece la posizione di alcune testate spesso considerate punti di riferimento nel dibattito pubblico: La Stampa e Il Post si fermano entrambe al 54% e al 44% di fiducia, risultati che le collocano nella parte medio-bassa della graduatoria. Ancora più marcata la distanza rispetto ai vertici per Il Post, che registra anche una quota molto elevata di giudizi neutrali. In fondo alla classifica troviamo Libero, giornale edito da Angelucci, e Fanpage, con il 41% di fiducia e livelli di sfiducia tra i più alti rilevati dal sondaggio. Un altro elemento curioso è l’assenza del Foglio, una testata considerata spesso molto influente nel dibattito politico e culturale nazionale, che non compare nella rilevazione.
In generale si può dire che la fiducia nel sistema informativo resta bassa, la credibilità tiene quando si parla di singole testate storiche e riconosciute. Tuttavia, il pubblico dei lettori non risparmia le critiche: la copertura dei grandi temi e dei fatti complessi dell’attualità viene valutata negativamente dalla maggior parte degli intervistati, che giudicano i media tradizionali troppo parziali o superficiali. Critico anche il tema della sostenibilità economica: solo l’8% degli italiani è disposto a pagare per l’informazione online.
