LIGURIA / No di Bucci a Toti. Conte e Grillo i grandi sconfitti

“Scritta una pagina di storia? Sono un po’ più umile. Se c’è una pagina da scrivere, l’abbiamo scritta tutti assieme. Io da solo non avrei fatto nulla: anzi, non avrei pensato mai in vita mia di fare queste cose”. Lo ha detto Marco Bucci – dopo l’annuncio della sua vittoria alle regionali in Liguria con uno scarto di quasi 8mila voti su Andrea Orlando del centrosinistra – a chi gli ha chiesto se si sentisse di aver scritto una pagina di storia per il centrodestra dopo due mandati da sindaco e ora la vittoria alle regionali.

“Ho una ventina di nomi in testa. Ora vedremo assieme a tutte le forze politiche quali scelte operative fare. Per la giunta datemi due o tre settimane. Il primo atto che farò da presidente sarà nominare i commissari e i project manager di tutti i grandi progetti che dobbiamo realizzare”.

“Con Toti ci siamo messaggiati nel corso della giornata. Non credo avrà un ruolo nella prossima amministrazione, non si è candidato”, ha detto Bucci ieri sera. “Dovrebbe averlo perché è stato presidente? Allora anche Claudio Burlando lo è stato, magari do un ruolo anche lui“, scherza Bucci.

A premiare Orlando invece, sono stati gli elettori di Genova, dove il dem ha superato il sindaco di parecchi punti. Nella circoscrizione, che comprende tutti i Comuni del genovese, il distacco è stato di 7mila voti, ma nel capoluogo il candidato del centrosinistra. A Genova il candidato del campo largo ha superato il sindaco del capoluogo raccogliendo più di 18mila preferenze in più dello stesso Bucci.

Tra i partiti invece, il Pd è arrivato primo al 28% mentre il M5s è crollato, al 4,6%. Beppe Grillo, diventato il grande avversario di Giuseppe Conte, ha reso noto ieri sera di non aver votato. Per il fondatore del Movimento Cinque Stelle, comunque la si voglia vedere, è stata una vera debacle nella sua terra. Matteo Renzi, di Italia Viva, attribuisce la sconfitta a Giuseppe Conte per il veto posto all’ingresso nella coalizione di centrosinistra. La replica del presidente dei Cinque Stelle: “Renzi è un affarista, ci avrebbe fatto perdere più voti”.

L’andamento del voto, soprattutto per la campagna elettorale che l’ha preceduta, ha sancito due grandi sconfitti: Giuseppe Conte, in quanto leader del movimento precipitato sotto il 5 per cento, e Beppe Grillo, fondatore del M5S, con il suo duro attacco all’ex premier a poche ore dall’apertura dei seggi. Al di là del gioco politico di cui si è reso protagonista, ha fatto restare a casa, alquanto disgustata, una parte consistente dell’elettorato grillino.

 

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